Data
articolo |
Artista
|
Ipse
dixit! |
Recensioni
pagine, ascolti |
| 05/12/2007 |
|
Rita
Botto: "Donna Rita, un po' caos, ma dal caos
nasce il bello" «Di
Stranizza d’amuri, che poi è stato il
mio primo vero disco, non so quale sia stata la ricetta.
Certo che è entrato molto nel cuore della gente.
Rifare la stessa cosa, non avendo la ricetta, perché
sono quelle alchimie che si formano da sole, quella
specie di Magaria, non avrei saputo farlo. Sarebbe
stato uno sforzo che nona avrebbe portato allo stesso
risultato. E allora tanto vale provare a essere se
stessi. Nel momento in cui mi sono provata a fare
questo disco ero questa persona». |
Ascolti:
"Amara terra mia" Intervista
audio |
| 05/12/2007 |
|
Carmen
Consoli: : "Mischiamo i dialetti, riscopriamo
le radici" «La
musica napoletana ha avuto una diffusione più
ampia, quella del Salento ha creato la Notte della
Taranta che è un festival di rinomanza internazionali
e noi piccolini vogliamo fare sentire anche la nostra
voce, non per metterci in concorrenza ma per farci
conoscere. Per dire anche noi ci siamo, noi di quest’isola
sfigata. Con la nostra lingua con le nostre atmosfere
e vogliamo riempire le sonorità del sud anche
noi, non solo noi. Anche noi». |
Intervista
audio |
| 26/11/2007 |
|
Vecchioni:
"Molta più rabbia che stelle"
«Molta
più rabbia, ma anche molta più tristezza,
più disfacimento, più abbandono, più
sconforto. Sarà un po’ l’età,
un po’ che le ho provate tutte e le ho viste
quasi tutte, ma una situazione del genere io proprio
non l’ho mai vista, né per l’Italia
né per l’umanità. E non è
solo un fatto politico. E’ purtroppo un fatto
umano la decadenza naturale. Comunque la rabbia c’è.
Le stelle sono confuse, molto confuse e anche molto
appannate. Però ogni tanto qualcuna brilla
e fa piacere». |
Intervista
audio |
| 23/11/2007 |
|
Annie
Lennox: "Le parole delle canzoni come cannoni"
«Credo
sia qualcosa di cui tutti noi, sia pure a diversi
livelli, abbiamo consapevolezza, che ci sono talmente
tanti problemi attualmente. Che riguardino la sostenibilità
ambientale, o il riscaldamento globale, o l’inquinamento,
o la povertà endemica cronica, o epidemie,
o guerre, o questa incredibile spaccatura fra fondamentalismi
estremi da entrambe le parti… Così tanti
problemi e, vedete, stiamo osservando il mondo e…
Vedete, io ho figli e sto pensando a cosa riserverà
loro il futuro. Davvero non lo so i». |
|
| 20/11/2007 |
|
John
De Leo: "giocherellando a palla col proprio cervello"
«Due
anni e mezzo di vita! Non ho capito bene. O meglio
forse oggi sì, riesco anche a capirlo, perché
mi sono inflitto questa punizione. Ma sul serio! Mi
sono rintanato due anni e mezzo con gli amici che
mi chiamavano e mi dicevano “ma viene a berti qualcosa”
e io “No,no, no”. Davanti a un foglio bianco per una
settimana intera. Se parlassi di insoddisfazione sarebbe
scorretto nei miei confronti dopo tanto lavoro e mi
infliggerei un’ulteriore punizione che forse a questo
punto non merito Diciamo che sto testando i miei limiti».
|
Intervista
audio |
| 29/10/2007 |
|
Paolo
Dal Bon: "Gaber e gli anni '70: il periodo decisivo"
«Gli
anni ’70 sono il periodo decisivo nella sua
carriera, gli anni della svolta, gli anni in cui il
teatro-canzone è arrivato alla sua maturazione,
in cui gli argomenti che lui trattava assieme a Sandro
Luporini facevano parte di tutti i dibattiti, anche
se negli anni ’90, poi, su questo aspetto c’è
stata una bella ripresa. Di questo decennio, per fortuna
e grazie a Dio, abbiamo potuto attingere a un materiale
ancora copioso. Avremo più difficoltà
coi capitoli successivi, dedicati l’anno prossimo
agli anni ’80 e tra due ai ’90 (che poi
vuol dire fino alla fine, compreso il 2000/2001).».
|
Intervista
audio |
19/09/2007 |
|
Michele
Anelli: "I partigiani cantavano, ma nessuno era
lì a registrare"
«Inizialmente
l’idea era quella di un lavoro diviso in tre
parti ognuna con tematiche differenti. Con l’avvicinarsi
del 60° della Resistenza però lo spettacolo
ha preso forma intorno ai canti partigiani. Gli arrangiamenti
sono legati alle nostre radici musicali e pertanto
le versioni dei canti non sono sempre fedeli all’originale.
Primo perché non era questo il nostro intento
ovvero quello di fare una produzione copia dell’esistente,
secondo perché volevamo trasferire il nostro
modo, il nostro impeto, la nostra voglia di rock’n’roll
in un contesto diverso. Impregnando con questo spirito
i canti della Resistenza».
|
|
14/09/2007 |
|
Carmen
Consoli: "In fatto di musica sono onnivora"
«Io
in fatto di musica sono onnivora, sono stata influenzata
sia da interpreti che da autori, o cantautori; è
un’urgenza quella di poter cantare e dar voce
al proprio animo e poter scrivere ciò che si
sente. Per cui, pur essendo due aspetti completamente
diversi, riescono ad essere simili, perché
secondo me l’interprete è anche “un
poeta”, come molti attori bravi che non inventano
la sceneggiatura che recitano.».
|
|
| 11/09/2007 |
 |
Mercanti
di Liquore: "l'economia, Paolini e le fiabe sonore"
«Ci
siamo allargati, perché oltre alle musiche
ci sono delle parti di monologhi che ci sembra giusto
fare. Abbiamo Marco, sfruttiamolo (ride). Visto che
come cantante non sempre si può sfruttare,
quando parla invece ci incantiamo tutti. La scommessa
di questo disco, come di quello precedente era, facendo
un paragone un po’ stupido ma centrato, come le Fiabe
sonore che ascoltavo da piccolo. Per me era una magia
mettere un disco con delle musiche, le canzoncine,
il narratore che racconta una storia, ma sempre col
sottofondo musicale.». |
Intervista
audio |
| 28/08/2007 |
|
Massimo
Ghiacci (Mcr): "I Modena dopo l'inverno"
«Siamo
da sempre stati percepiti come una band costantemente
in tour e ci siamo resi conto da anni come per
il pubblico rispetto a noi sia molto meno evidente
la differenza tra un tour e l’altro, dal
momento che sei fuori per presentare il disco
nuovo a quando sei in giro ormai da due anni dall’uscita.
La percezione delle gente è diversa. È
quella di un gruppo costantemente in cammino,
continuamente sulla strada». |
Intervista
audio |
| 26/05/2007 |
|
Teresa
De Sio: "Noi che abbiamo resistito e siamo rimasti
intatti" «Briganti
di frontiera è una canzone comunque combattente
dedicata a tutti quelli come noi che abbiamo resistito
e siamo rimasti intatti dentro di noi. Briganti eravamo
quando eravamo pischelli e briganti siamo ora che
siamo giovanotti e signorine! Tutti quelli che abbiamo
resistito siamo un po’ delle Brigate di frontiere,
con una bandiera e una dolce arma per andare a combattere
battaglie. Speriamo che queste battaglie le vinciamo.
Altre siamo pronti a perderle».
|
Intervista
audio |
| 03/10/2007 |
|
Testa
e la targa Tenco: Un premio meritato tre volte
«Cosa
ti devo dire? Sono molto contento E anche un po’
imbarazzato, perché i premi imbarazzano sempre
un po’. Però questo premio, la Targa
Tenco, l’ho sempre giudicato il più importante
perché viene assegnato da un centinaio di giornalisti
. Poi per un disco come questo … monotematico
… sono veramente molto contento. Non so che
altro dire. Iin definitiva una delle funzioni della
critica, in questo caso positiva, è di farti
anche capire se quello che hai da dire viene in qualche
modo capito, raccolto, assimilato.».
|
Intervista
audio |
| 04/09/2007 |
|
Nada:
"Un nuovo libro? Sì ... tra un paio d'anni"
«Sto
scrivendo. Non so quando finirò, ma penso nel
giro di un paio d’anni di pubblicare un altro
libro. E’ una storia, una lunga storia. Ora
dire romanzo mi sembra un po’ presuntuoso.Gli
ultimi anni sono stati in effetti molto prolifici.
Adesso me la sto prendendo comoda e dedicando tempo
al libro. Ho bisogno di un po’ per ricaricarmi.
Infatti non sto scrivendo musica in questo periodo
e ricomincerò tra un paio di mesi, perché
io sono una che ha tempi abbastanza lunghi anche se
non si direbbe da questi ultimi anni in cui ho fatto
uscire molti dischi». |
Intervista
audio |
| 03/09/2007 |
|
Davide
Van De Sfroos: "Nuovo disco a Natale"
«Il disco nuovo c'è: non ha ancora un
titolo, ma è composto di 15 brani e uscirà
probabilmente per Natale Ci
siamo tenuti la voglia di registrare molto roots,
senza canoni e confini: è un disco che suona
molto radicale. Ci sono molti suoni che possono far
pensare a quella America, a New Orleans: infatti ci
saranno banjo, fisarmoniche , chitarre slide, suoni
molto grezzi, registrazioni di impatto, molto libere,
non prefabbricate. E’ un disco con un impatto
molto “live” e con delle canzoni per me
molto importanti».
|
Intervista
audio |
| 25/07/2007 |
|
Neffa:
"Chiamatemi Giovanni" «Neffa
è un nome “un po’ in scadenza”
sento forse l’arrivo dei 40 anni. E’ più
una questione di crescita. A vent’anni sentivo
il bisogno di avere capelli tinti, di avere un alter-ego.
Di avere una vita nascosta, adesso mi sento più
vicino al mio centro e in questa ottica mi piace non
fare percorsi tortuosi. Il Neffa rap? Mah è
un po’ il passato. Sai, quando fai canzoni,
scrivi dei testi e li canti è come se scoprissi
una dimensione in più sull’asse cartesiano:
è difficile tornare indietro. È come
se avessi provato a nuotare in mare e riprovassi in
piscina. Non è la stessa cosa.».
|
Intervista
audio |
| 18/07/2007 |
|
Cheap
Wine: l’orgoglio di essere indipendenti
«Credo che la nostra sia l’unica band
in Italia con alle spalle 10 anni di auto-produzione
e auto-gestione! Altri non ce l’hanno fatta
a tirare avanti così a lungo, ma noi teniamo
duro e siamo anche molto contenti. È una scelta
impegnativa, ma che per noi è l’unica
possibile: questa è la musica che vogliamo
suonare e non accettiamo l’idea di piegarci
a niente e nessuno. Quello che facciamo può
piacere oppure no, però sicuramente è
sincero.». |
|
| 18/07/2007 |
|
Ottodix:
un cantautore che usa l'elettronica
«Io, a dire il vero, sono un tipo conviviale,
mi piace uscire con gli amici, divertirmi. Non è
che sto tutto il giorno a riflettere sulla notte e
sulla distruzione. Per sballarmi non ho certo bisogno
dell’uscita del sabato sera e discoteca. L’età,
ultratrentennale, non me lo consentirebbe neanche
più: e comunque cose del genere non mi sono
mai piaciute granché». |
|
| 10/07/2007 |
|
New
Trolls: Concerto Grosso 36 anni dopo
«Stefano è molto giovane ed è
un violoncellista eccezionale. Lui usa anche il violoncello
per il Jazz, col distorsore, con mille altri effetti
spettacolari… è uno molto vicino al nostro
mondo. Ed è curioso constatare come si siano
invertite, in un certo modo, le parti: una volta avevamo
Bacalov, che per noi era un ‘adulto’,
che interagiva con dei giovani scapestrati; oggi noi
siamo gli adulti ed abbiamo un direttore d’orchestra
giovane, ma che interpreta tutte le nostre follie».
|
|
| 06/07/2007 |
|
Eugenio
Bennato: "La mia Africa" «Sponda
sud è un po’ il diario dei miei ultimi
viaggi, molto intensi, in tante parti del mondo. Un
affacciarsi al Mediterraneo dalle campagne del nostro
sud, spontaneo, essenziale per me per riconoscere
sonorità, ma soprattutto un modo di essere
musicisti che accomuna la gente di queste due parti
del mare. Li accomuna nel modo di porsi di fronte
la fatto musicale, nel senso di fare musica che spesso
è parte di un rito e nel caso della taranta
è un rito di guarigione».
|
Intervista
audio |
| 21/06/2007 |
|
Sergio
Berardo (Lou Dalfin): "Cosa sognano i cani?"
«E’
un tentativo di provare ad immaginare cosa c’è
nei loro sogni. Io so che chiunque abbia un cane ha
assistito ai suoi sogni, questi tentativi di corse,
le difese, gli attacchi, il perdersi in profondità
di spazi…e allora ho provato a fare una canzone
che raccontasse i sogni del mio cane.
Poi, in questo disegno ci sono tutti gli elementi
a noi cari: la ghironda, il mio animaletotem, che
da un po’ di tempo compare in tutte le copertine,
vale a dire il toro, a testimonianza della mia fede
granata ». |
Intervista
audio |
| 20/06/2007 |
|
I
Cosi: alla riscoperta degli anni sessanta
Dovunque
suonino fanno il tutto esaurito. Merito anche dello
strano nome, I Cosi, che è stato loro affibbiato
da Morgan. Sono un trio: basso (Antonio Mesisca),
batteria (Stefano Stea Aquino) e chitarra e voce (Marco
Cosma); fanno canzoni anni ‘60, in bilico tra
influenze britanniche, beat e cantautorali.
|
Intervista
audio |
| 13/06/2007 |
|
Giorgio
Conte: "... e andammo a sfogliare verze"
«Racconta
molto di me, della mia adolescenza e soprattutto
ci sono episodi che riguardano l’approccio
di due ragazzi di provincia appassionati di musica,
verso Galleria del Corso e tutto quel rutilante
mondo di canzoni e case editoriali nella speranza
di riuscire a piazzare qualche pezzo Speranza
non disattesa. Questo è un librettino da
portare in tasca e leggerselo in tre o quattro
occasioni con simpatia, spero. Nuovi progetti?
Uno spettacolo teatrale. Si chiamerà Controtempo
e avrà la prima assoluta al festival di
Asti». |
Intervista
audio |
| 10/06/2007 |
|
Giua:
un nome che fa musica Esordire
con un disco che come unica indicazione porta il tuo
nome è un segno di spegiudicatezza. Forse di
autorevolezza. Magari di presunzione. Esordire con
un ottimo disco, seppure dopo un'attesa di un paio
d'anni, è un ottimo biglietto di presentazione.
Maria Pierantoni Giua, in arte solo Giua, fa entrambe
le cose. |
Intervista
audio |
| 02/06/2007 |
|
Clan
Mamace: i ragazzi del clan e le buone idee sulla musica
Intervista
molto faticata: richiesta in settembre 2006, ottenuta
nel novembre, pubblicata a giugno 2007, quando i ragazzi
forse avevano perso le speranze. Colpa nostra e ce
ne scusiamo. L'intervista merita: il Clan mamacè
avva sorpreso favorevolmente nel 2005 con Accordi
e Disaccordi (premio Bielle per i primi ascolti) e
si sono confermati (premio Bielle compreso) nel 2006.
A naso direi che non è finita qui ...
|
|
| 01/06/2007 |
|
Shel
Shapiro: e la musica che va ... e ritorna il sereno
C’è
qualcosa di nuovo e qualcosa del passato. Se io vado
in scena e non faccio “Che colpa abbiamo noi”
o “La pioggia che va” mi tirano le bottiglie.
Ho pensato fosse più saggio mantenere qualcosa
del passato. Fare almeno qualche pezzo dei Rokes.
Anche perché ci sono alcune canzoni dei Rokes
che mi piacciono.Del passato Rokes quello che mi piace
più di tutti è “E la pioggia che
va” che è una canzone che lascia una
ferita profonda su chi l’ha ascoltato allora
e chi lo riascolta. "Che colpa abbiamo noi"
è piena di significati, ma ha significati di
“allora”, anche purtroppo di oggi, ma
“E la pioggia che va” è seriamente
un segno profondo.
|
Intevista
audio |
| 22/04/2007 |
|
Rudy
Marra, l'urticante "Guarda
io sono soddisfatto del disco a livello di nascita.
Adesso il problema è che devo impegnarmi molto,
ma molto, ma molto a livello di crescita. Sennò
ho paura che anche questo disco faccia la fine degli
altri miei album. Che due anni dopo mi scrivano mail
da mezzo mondo dicendo che era geniale. Due anni dopo,
tre anni dopo non mi serve a un cazzo, sia chiaro!
Mi serve che adesso cominci qualcuno a dire “ma
sai, lui ha uno voce un po’ particolare, strana,
un tipo di scrittura metrica strana, una musica originale,
forse che sia uno da tenere bene d’occhio per
capirlo fino in fondo?”
|
Intervista
audio |
| 15/04/2007 |
|
Nada:
la ragazza che non sbaglia un colpo Recentemente
l’hanno definita “la Patti Smith italiana”.
“L’Unità” scrisse di lei
“la miglior rocker del Paese”. Fausto
Mesolella, degli Avion Travel, ha dichiarato di non
aver resistito “alla tentazione di librare la
chitarra per la più bella voce della nostra
musica”. La verità è che Nada
Malanima da Gabbro (Li) non sbaglia un colpo da almeno
20 anni; fosse nata a NY o a Londra, oggi avrebbe
il suo bel posticino nella Rock and Roll Hall of Fame.
|
|
| 06/05/2007 |
|
Giulio
Casale: un "pollo dell'allevamento Gaber"
«Gaber
aveva una straordinaria forza fisica che era peraltro
specchio della sua straordinaria ostinazione nel voler
capire perché siamo messi così male.
Non arrendersi a questo, ma anzi arrivare alla necessità
di una reazione alla condizione dell’individuo
di fine novecento. L’idea di Polli d'allevamento
era fare uno spettacolo filologico. La scommessa più
bella che abbiamo vinto è stata proprio quella
di essere riusciti a creare un forte impatto in chi
lo viene a vedere e non solo per l’operazione
nostalgia.».
|
Intervista
audio |
| 30/04/2007 |
|
Simone
Cristicchi: Cim e una canzone esplosa in mano
«Questa
canzone è stato un miracolo per me. Se pensi
che è nata in pomeriggio. Io di solito ci metto
molto tempo a fare una canzone: mi metto lì,
rivedo il testo, la musica, l’arrangiamento.
Questa no. È nata … è esplosa
in un pomeriggio e c’è stato ben poco
da rifinire. C’è stata l’aggiunta
di un quartetto d’archi, ma il testo praticamente
è uscito fuori così, in maniera prepotente».
|
Pagina
Intervista
audio |
| 22/04/2007 |
|
Riccardo
Tesi: l'uomo chiamato organetto «Quando
uno compone digerisce tutta la musica che ha ascoltato,
le sue fonti e ne dà una sua interpretazione.
Questo è il senso della musica d’autore
e questa è la stessa cosa che facciamo noi.
Quindi c’è della tradizione, ma c’è
anche molta canzone d’autore, specialmente dal
punto di vista formale. Poi c’è del jazz,
c’è del rock: La musica non è
un contenitore chiuso, ma è molto aperto. Amo
cose molto diverse e anche lontane le une dalle altre.
Poi siamo curiosi di nuove esperienze.».
|
Intervista
audio
Crinali
Lune
Thapsos |
| 18/04/2007 |
|
Patrizia
Laquidara: funambola per convizione
«Ci
sono vari elementi che concorrono per il titolo
"Funambola": ho cominciato a scrivere
il testo di una canzone che parla di una persona
che dice “guardo il mondo e penso a testa
in giù / sopra un filo che è sospeso”.
Non pensavo a un funambolo, ma poi rileggendo
il testo, soprattutto la frase che dice “L’equilibrio
è un miracolo” mi sono resa conto
che mentre pensavo di parlare di me stessa, stavo
parlando di un funambolo o una funambola. Nello
stesso periodo stavo peraltro leggendo il trattato
di funambolismo di Philippe Petit, il più
grande funambolo vivente. Inoltre nei testi che
ho scritto in quel periodo si parla molto di cielo».
|
Funambola
Indirizzo
portoghese
Audio
Intervista
|
| 15/04/2007 |
|
Peppe
Servillo (Avion Travel): non più piccoli, ma
sempre Avion "In
questi quattro anni sono nati tanti altri progetti
che ci hanno visto impegnati sia come interpreti che
come autori con altri musicisti e questa esperienza
è stata per alcuni di noi un ritorno a casa.
Questa esperienza è anche stato quello che
ci ha tenuto insieme, ha tenuto vita “la ditta”
in qualche modo. Da “Poco mossi gli
altri bacini” a oggi sono successe
tante cose. Però questo disco per noi è
un punto d’arrivo da un lato, ma anche un punto
di partenza perché gli Avion Travel vanno a
cominciare da un’altra parte".
|
Recensione
Danson Metropoli |
| 12/04/2007 |
|
Patrizia
Laquidara: Tra emozioni e sperimentazioni
"
...io vedo ogni lavoro che porto a termine come un
passo avanti nel mio percorso e mai come una conquista
definitiva. Ma tornando alla domanda, si, ho avuto
innanzitutto la libertà di sperimentare; poi
la fortuna di potermi confrontare con musicisti che
hanno un background diverso dal mio, artisti che vivono
in posti completamente diversi da quelli nei quali
vivo io. Questo mi ha dato modo di conoscere una parte
diversa di me stessa". |
Funambola
Indirizzo
portoghese
Audio
Intervista
|
30/03/2007 |
|
Andrea
Satta: Raccontare il proprio tempo volandoci sopra
"Un
artista ha la possibilità, la fortuna e se
vogliamo il dovere di raccontare il proprio tempo,
volandoci sopra, nascondendosi, riapparendo, descrivendo
la realtà in maniera obliqua? Noi avevamo già
fatto un'operazione del genere con Leo Ferrè,
con il disco 'Ferrè, l'amore e la rivolta',
che ha avuto un successo insperato, perché
si può dire che fino ad allora davvero in pochissimi
in Italia seguissero la sua attività. Io penso
che sia stata una bellissima occasione per far conoscere
un artista scomodo, con simpatie anarchiche e con
il senso della libertà stampato in fronte".
|
|
| 02/03/2007 |
|
Fabrizio
Moro: "Se non arrivi in serie A, con la musica
non ci mangi" "Io
ho già fatto un festival nel 2000 ed è
andato malissimo: dopo sette-otto mesi mi sono trovato
a lavorare in un cantiere. Sono andato in causa con
la casa discografica ed è finita male. Poi
mi sono rimboccato le maniche e sono andato avanti.
Ho bussato alla porta delle multinazionali…
la stessa trafila che raccontano tutti. In questo
lavoro se non vendi dischi, non arrivi in serie A,
ti devi arrangiare a fare altre cose. Io faccio il
facchino in un albergo di Roma.
|
|
| 27/02/2007 |
|
Daniele
Silvestri: Sanremo è uno stimolo per finire
i cd "Latitante
perché grazie a Salirò ho potuto smettere
per un po’ di far dischi, pensare a far figli
e fare per un po’ il papà per bene”.
Con questa frase - e ha gli occhi luccicanti mentre
parla - Daniele Silvestri spiega il perché
del titolo del suo ultimo lavoro. Poi aggiunge che
è stata in qualche modo una latitanza forzata,
perché gli sembrava che si fosse chiuso un
ciclo. “Avevo bisogno di ripartire da zero,
di ristudiare gli strumenti, di spezzare degli automatismi".
|
Il
latitante, la presentazione
Il
latitante, la recensione |
| 27/02/2007 |
 |
Simone
Cristicchi: un "matto" a Sanremo
“È
la prima volta che si affronta un tema del genere
a Sanremo. Arrivo da un viaggio fatto per il mio documentario
sui manicomi e mi sono chiesto: “Di cosa posso
parlare in maniera emozionante. Cosa conosco bene
in questo momento"? Così è venuta
fuori questa idea, che è un’alchimia,
in qualche modo, perché è anche una
canzone d’amore, volendo…è come
se Ti regalerò una rosa fosse
dedicata a questa Margherita che è andata via,
ma, secondo me, la cosa più importante è
che si parli di tutt’altro nelle strofe".
|
|
| 10/02/2007 |
|
Semisuite:
E piano piano la vita è diventata chiodi e
ricordi appesi I
nomi cambiano, il talento resta. Signore e signori,
ecco a voi i Semisuite. Che poi sono i Sulutumana
senza Michele Bosisio, che ha interrotto il suo viaggio
dopo quasi vent’anni (l’incontro fondativo
con Giamba è del 1988), scegliendo il silenzio.
|
|
| 06/02/2007 |
|
Daniele
Sepe: "L'importante è far discutere"
Non
le manda a dire Daniele Sepe. Se le cerca. Critiche
e pareri negativi. Ma si attira anche tanti pareri
positivi. La più parte. Per il coraggio, per
l'onestà intellettuale, per la voglia di riportare
di attualità il famigerato "dibbbattito".
Sono tesi su su cui si può non essere d'accordo.
Ma ci si confronta. E dal confronto, più che
dal letame, nascono i fiori. E allora andiamo con
questa "Sintonia" sul '77!
|
|
02/02/2007 |
|
Gianmaria
Testa: La dignità di De André
"Ultimamente
ho fatto questo disco sulle migrazioni moderne (Da
questa parte del mare) e ho avuto come faro i dischi
monografici di De André che sono i più
belli mai scritti in Italia (assieme a Titanic di
De Gregori). La buona novella, Non al denaro, non
all’amore né al cielo sono veramente
dei capolavori che resistono al tempo e quindi dimostrano
la loro modernità, freschezza e anche la profondità.
Mi sono chiesto molte volte se non fosse presuntuoso
da parte mia cercare di fare qualcosa di quel genere.
" |
|
01/02/2007 |
|
Dori
Ghezzi: Ricordando con calma "L’idea,
come tutte le idee è nata un po’ per
caso. Un bel giorno quando meno te lo aspetti ti viene,
la butti lì, convinta o non convinta che sia
qualcosa che può prendere piede e corpo. Infatti
Elena più di me si ricorda il momento in cui
ha detto “ma perché non raccogliere tutto
quello che viene detto, tutto quello che nasce intorno
a Fabrizio e al suo ricordo, tutto quello che si dice
attorno al pensiero, alle opere, ai temi per cui Fabrizio
è stato sviscerato". |
|
01/02/2007 |
|
Elena
Valdini: "Volando davvero" "Un
libro di atti sarebbe stato più accademico
che altro. Inve questo si legge come si legge un racconto,
un romanzo. Il lavoro è stato tantissimo, ma
lo spunto è nato durante una pausa pranzo.
Era il novembre del 2004 e Dori ed io stavamo a berci
il caffè e a ragionare ttorno a quello che
stava accadendo. Così ci siamo chieste perché
non raccogliere queste voci. Io ho detto che ci si
poteva anche provare, ed è iniziata. I primi
sei-otto mesi sono passati a ricostruire una mappa
geografica: capire cosa era successo, dove e quando
nei 5 anni passati dalla scomparsa di Fabrizio. Di
che cosa si trattava, chi aveva partecipato..."
|
|
23/01/2007 |
|
Enrico
de Angelis: A proposito di Luigi Tenco "Io
penso che la lezione sua sia prima ancora che nei
contenuti nella sincerità, nella franchezza
con cui questo signore mette in canzone delle cose
che sicuramente vive sulla sua pelle, in prima persona,
andando a cercare nelle pieghe più riposte
dei sentimenti degli aspetti, delle sfumature che
magari noi non ci diremmo, non ne avremmo il coraggio.".
|
|
20/01/2007 |
|
Alessio
Lega e l'antologia francese "Nell’atto
della traduzione ci sono due intenzioni diverse con
cui fare i conti: l’intenzione dell’autore
e l’intenzione del testo. Queste due intenzioni
man mano che ci si allontana nel tempo e nello spazio
differiscono sempre più. Per fare un esempio
banale: se negli Stati Uniti faccio riferimento a
uno sport particolarmente popolare dico baseball,
se lo faccio in Italia dico calcio.".
|
|
|
|
|