Nero su bianco (nerosubianco-nerosubianco.blogspot.com)
Questo articolo sarà volutamente sprovvisto di foto, indicazioni sull’identità dell’autrice in questione. Avrete solamente un posto nuovo dove sostare, un laboratorio della parola, un inedito paradigma comunicativo dove la comunicazione non si subisce: vive in sé e per sé. Se siete abbastanza stanchi di un sistema editoriale colluso con la tombale liturgia del proprio ego, capace di stampare titoli su titoli, senza che una qualunque novità ne scalfisca la rugosa e penosa alcova, raggiungete Nero su bianco, blog audace e polibiografico, dove l’esistenza è una ed è per tutti, dove tutti esistono se trovano giusto esserci. Spossata e larvale la linea dei racconti. Preciso ed avido il lancio allegorico delle frasi, cadute ritte. Ricchezza da spartire al microscopio, meditata abbondanza sparsa ovunque, ovunque difficile da raccapezzare. Non importa che ci sia un tranello, una frustrazione del giorno, un alleggerimento notturno, conta la sua indispensabilità volitiva, perché scegli che sia indispensabile, decidi che quel costrutto di vita che è altra, è tanto vicino ad una vita che non può essere altro che la tua.
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| "Il
Tè nel deserto" di Daria |
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Partiamo
di prima mattina dal Cairo, Un fuoristrada, un autista,
un geologo, un navigatore, una bussola. Quando non hai
più segni di riferimento ecco che il deserto entra
dentro di te, non parliamo più, c'è solo
il rumore della macchina, e un paesaggio che ti fa girare
la testa. |
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Storia
di "Storia di un impiegato"
(Giorgio, Red, Franco) |
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Buio
in scena. Parte la musica. Al primo colpo orchestrale
luce. Una stanza. Un uomo in un angolo, nell'angolo sinistro
per chi guarda, seduto a un tavolino. Luce accesa sul
tavolino. Una piccola luce, lampada da tavolo. Sul tavolo
una collezione di francobolli. Alle sue spalle, sullo
sfondo, si accendono diapositive di immagini note del
maggio francese e/o italiano. |
| "Musica
da stiro" di Riccardo Venturi |
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'A
iurnata comincia con una montagna di panni da stirare che
occhieggiano minacciosi sopra il tavolo; e stavolta non
si sfugge, Riccardo. O li stiri, o continueranno a trascinarsi
per il vastissimo appartamento (monolocale di una quarantina
di metri quadri), scaglionandosi strategicamente nei punti
piu' impensati ed occupando militarmente luoghi di importanza
vitale. Datti una mossa, su. Il dovere ti chiama. |
| "Le
sensazioni di un telefonista e della luna che la rockstar
nascose ai sette" di Andso |
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I
blateranti corvi. Chissà perché non perdono
mai le piume. Per fortuna. Preferisco la scagazzata precisa
di un piccione sul vetro della macchina ad una piuma di
una cornacchia davanti alla porta. Darebbe una sintomatica
asincronia alla giornata. Insomma, forse non uscirei.
Verrebbe quasi da cercare il lato oscuro di quella luna,
the dark side. |
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Alcuni
articoli sono liberamente tratti dalle Mailing List.
Chiunque volesse inviarci
materiale non ha che da scriverci |
| "Dear Mark. La non vera storia di John, Yoko, Mark al tempo della distruzione a cazzo dei miti" di Davide Nixon |
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Caro
Mark
lo so, lo so… I patti non erano questi. Mi dispiace,
che dirti? Qualche cosa è andata storta. Non
so... Mi viene anche difficile scriverti, che posso
dirti? Ti ho tradito per la seconda volta. La prima
per quella storia sugli ideali della nostra generazione,
la seconda per il finto assassinio e tutto il resto. |
"Anime
Salve, alle prese con una Verde milonga, sulla SS dei Naufragati"
di Cosimo Pacciani |
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Iniziamo
col parlare di “Anime Salve”, ultima fatica
di Fabrizio De Andrè. Non è un disco
concettuale, è piuttosto un trattato filosofico.
Al suo interno infatti vige per ogni brano un racconto
e una critica in cui le tematiche irrisolte o irrisolvibili
sopravvivono agli anni per difetto dell’uomo. Dalla Principessa brasiliana che vediamo ogni giorno
ballonzolata fra sbirri dal manganello facile e sicari
dalle morali meno autentiche e più di facciata
(come se esistesse morale autentica), all’inimicizia
delle faide raccontate in “Disamistade”
che nei cassonetti in fiamme bruciano cuori e frattaglie
di potere. |
| "La
classe precaria va in paradiso" di Davide Nixon |
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Eccola
la nuova classe lavoratrice, eccola questa bizzarra e ingestibile
classe operaia del 2000. Li trovate con la loro divisa di
marca e gentilezza imposta di sorrisi per i clienti scassa
palle, annoiati caronti che vi porteranno a visitare i più
reconditi spazi di consumo e felicità. Questa,cara
signora mia, non è un negozio o un tempio di promesse.
No. Questa è una fabbrica: di futilità, di
sconti, di “solo da noi è possibile acquistare”,
di finanziamenti a tasso zero, di “una grande famiglia
al vostro servizio”, di imposizione mafiosa e fascista
del sorriso e cortesia. La catena montaggio del benessere,
di robe da avere subito, di soldi. Un tempio di banalità
che richiama come zombi l’umanità senza più
luoghi di incontro e di scambio – scontro di idee. |
| "Ciao
Caterina" di Riccardo Venturi |
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La
terra, per Caterina, non sarà certo lieve con i cordogli
dei politicanti, e nemmeno con la fondamentale notizia che
era iscritta alla SIAE. E la terra, comunque, non è
mai lieve. E' sempre pesante. Ne ha saputo qualcosa lei
per tutta la sua vita, passata a cercare e a scavare canzoni
dal fondo della terra. Dal fondo della terra e delle lotte.
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| "Cantautore.
Ora dico fosse un poeta" di Antonio Piccolo |
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Vecchia
ed annosa questione, noiosa quantomeno, inutile per di più.
Però, mi gira di fermarmi un attimo, perché
io – ebbene sì – sono uno di quelli che,
a qualche cantautore, ogni tanto gli viene da dire: «accidenti,
sei un poeta». Le elettriche impazziscono, cantautori,
critici e studiosi si mettono sugli attenti: e no, e no,
attenzione, che poeta e poeta. |
| "Dicono
che le notti... " di Davide Nixon |
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Dicon
che le notti qui sian tutte uguali, e forse è vero.
Come sempre Suicide Sally cerca di annegare le sue disperazioni
con mr Daniel's e ci chiede per l'ennesima volta come ha
fatto ad addormentarsi femminista e svegliarsi carrierista,
dice che vorrebbe tornar a dormire e pretende che il buon
Daniel's se la porti con se... |
| "Ascoltando
Paolo Conte" di Paolo Talanca |
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“E
ti offro l'intelligenza degli elettricisti
cosi almeno un po' di luce avrà
la nostra stanza negli alberghi tristi
dove la notte calda ci scioglierà"
E' un passo di una canzone maledettamente bella di Paolo
Conte, che si intitola Un gelato al limon. |
| "Les
Ondes Martenot" di Riccardo Venturi |
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Tra
le canzoni che non ho potuto ascoltare la sera del 30 marzo
2002, ci sono quelle de Les Ondes Martenot. Le Onde Martenot
sono uno stranissimo strumento musicale simile al theremin;
e Les Ondes Martenot sono il gruppo musicale più
stralunato che mi sia stato dato di conoscere.
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| Il
dibattito è aperto: chi è Ivano oggi? di Cosimo
Pacciani |
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Il
dibattito e' aperto. Chi e' Ivano a meta' ed oltre del primo
decennio del nuovo millennio (o un anno attorno al 1400
quasi 1500 per i mussulmani ed i Benigni fra noi)? Chi e'
Ivano Fossati e come e' possibile che ancora oggi ci siano
persone che vanno ai suoi concerti, che diventano eccitate
ad ogni puzzetta in forma di musica che emette? |
| Fasta
e nefasta 2005? di Cosimo Pacciani |
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Quando
gli uomini e gli dei muoiono, ci sono sempre centurioni
romani a spartirsi le vesti. Sotto la croce di Cristo e
nelle banche gestite da Fiorani Y Su Cricca. L'energia,
la fatica, il sudore delle persone che soffrono e che contano
gli scatti del telefono, un conto alle Poste ed uno alla
Cassa di Risparmio locale. Muori e tutto sparisce. |
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