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Pierangelo Bertoli
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1.Dalla finestra 2.Cose del passato 3.Nel 2000 4.Maddalena 5.Varsavia 6.L'orizzonte 7.Una fotografia 8.La nostra canzone d'amore 9.Il treno 10.Passeggiata sudamericana 11.Credi in te |
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Dalla finestra Un sogno la mattina Un sogno la mattina
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Cose
del passato
(P.A.Bertoli-G.Monti) Cose del passato come fragili poesie Innocenti ammassi di bugie Ho trovato i resti di un eterno che non è detto e consumato In tanti giorni con te Fuori dal ricordo sulle sedie di un caffè Tu sorridi incerta accanto a me Mentre sulle strade scende un po' d'oscurità Imiti tua madre tanto lei non lo sa Mi salta in mente vorrei vederti adesso Sapere dove sei e poi cos'è successo Vorrei vederti ma in fondo fa lo stesso Ma poi chissà che tu magari non ricordi più Tutto ripulito, teso come un baccalà Come in un racconto di papà Sfioro il tuo vestito piano piano viene via Oggi finalmente sono tuo, tu sei mia Cose del passato recuperate in un comò Pezzi di una festa che passò Fatti del mio tempo ricamati di perché Tanta tenerezza che mi porto con me Mi salta in mente vorrei vederti adesso Sapere dove sei e poi cos'è successo Vorrei vederti ma in fondo fa lo stesso Ma poi chissà che tu magari non ricordi Mi salta in mente adesso che non posso E tanto tempo ormai ma in fondo fa lo stesso Mi salta in mente chissà cos'è successo E poi lo so che tu o forse non ricordo più. |
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Nel
2000
(P.A.Bertoli-G.Brandolini) Nel 2000 tante idee saranno diventate una parentesi superate dal progresso, annullate dal processo della sintesi nel 2000 cambieremo le cambiali che saranno spiritose e digitali il 2000 è il risultato di un innesto combinato già da adesso è un curioso esperimento coronato da immancabile successo è l'insieme di una scelta post-moderna è un filosofo privato dalla lanterna nel 2000 l'osservanza sarà il metro per vedere tutti uguali sia davanti alla famiglia che nel cuore delle leggi universali Nel 2000 sarai stata inseminata da una roba radio-telecomandata Sei miliardi di persone come tante mignottone Saran pronte ad accettare ogni ordine speciale E saremo più leggeri, liberati dai pensieri Incapaci di protesta, senza grilli per la testa Non più magri, non più grassi, niente alti, niente bassi Tutti seri ed impettiti, sei miliardi di partiti Luccicanti canne vuote di strumenti senza note Sempre intenti a funzionare se uno schema razionale Nel 2000 non si troverà opposizione Nel 2000 avremo una unica opinione Nel 2000 le risate saran solo programmate e generali Con il giusto sovrapprezzo passeranno perversioni personali Nel 2000 avremo un cambio di cultura e una genesi contraria alla natura Un computer di quartiere porterà direttamente dentro casa, sia la spesa giornaliera Che i concetti elaborati dalla NASA Nel 2000 sarà tutto uniformato, pertinente, freddo, asettico, mondato Scaricate le tensioni, abbattute le emozioni, imbottiti di calmanti Psicofarmaci ambulanti Voleremo senza pesi verso esotici paesi In un Eden straperfetto finchè durerà l'affetto Scivolando sul pianeta in un'estasi completa Chi lontano, chi vicino A seconda del quattrino Nuova stirpe di guaudenti Psico-pillol-dipendenti Si godranno lo splendore di una stirpe superiore Nel 2000 tu mi parlerai in giapponese Nel 2000 non avremo più pretese.
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Varsavia
(P.A.Bertoli-G.Brandolini) Mentre è notte a Varsavia piove forte lampi e tuoni che spaccano il cielo che è più nero del velo che copre la morte a Varsavia hanno chiuso le porte dentro casa qualcuno sta piangendo qualcun'altro vorrebbe far l'amore come posso tesoro tenerti sul cuore se stanotte a Varsavia si muore Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni l'hanno ucciso per rabbia o per paura perchè aveva negli occhi quell'aria sincera perchè era una forza futura sulla piazza ho visto tanti fiori calpestati e dispersi con furore da chi usa la legge e si serve del bastone e sugli altri ha pretese di padrone Da chi usa la legge e si serve del bastone e sugli altri ha pretese di padrone Sull'altare c'è una madonna nera ma è la mano del minatore bianco che ha firmato cambiali alla fede di un mondo sulla pelle di un popolo già stanco stanco marcio di chiese e di profeti da una parte e dall'altra tutti uguali perchè a stare in trincea sono gli uomini normali non i capi di Stato o i generali Perchè a stare in trincea sono gli uomini normali non i vescovi e neanche i cardinali Ci han traditi e lo han fatto molte volte con cinismo e determinazione han portato fratelli e compagni in prigione e hanno messo un guinzaglio all'illusione non esiste un popolo padrone non esiste ancora un popolo vincente ma soltanto una massa di povera gente da umiliare e da rendere impotente Ma soltanto una massa di povera gente da piegare e da rendere ubbidiente E per tutti oggi è un giorno brutto troppe code di paglia stan bruciando troppa rabbia per chi vive ancora sperando in un mondo che vedi sta crollando è una notte e a Varsavia piove forte una pioggia che scende sul dolore come posso tesoro tenerti sul cuore se stanotte a Varsavia si muore Come posso tesoro tenerti sul cuore se stanotte a Varsavia si muore. |
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Maddalena
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L'orizzonte Lo sguardo si confonde
ad un palmo della fronte Bastava conservare
e non cambiare niente Proprio mentre
guardava diradò la foschia Lo sguardo si confonde
ad un palmo dalla fronte |
Una
fotografia
(P.A.Bertoli-G.Monti) Una nuvola discreta prende vento e vola via Ed il sole va ad accendere i colori della fantasia Brilla l'aria tra le case e la gente appena può per le strade Scende a grappoli, si riversa fuori dai metrò Si può sentire ridere di vita Che festa, che festa che c'è E dentro al cuore musica infinita Chi balla con me? Vorrei portarmi via questa fotografia Questa nebbia di dicembre tra le mani e gli occhi tuoi È una cosa insopportabile che ti porti appresso come puoi I tuoi giorni senza tempo di mortale serietà Fuggirebbero incolpevoli sgominati dalla libertà Si può sentire ridere di vita Che festa, che festa che c'è E dentro al cuore musica infinita Chi balla con me? Vorrei portarmi via questa fotografia Porto a casa quel che sento mentre il giorno se ne va Esplorando nuovi oceani tra montagne di curiosità Si può sentire ridere di vita Che festa, che festa che c'è E dentro al cuore musica infinita Chi balla con me? Un poco di follia, una fotografia. |
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La
nostra canzone d'amore
(P.A.Bertoli-G.Monti) Chiama pure se lo vuoi dalle spiagge dove sei Dai tanti momenti quando stai da sola Sarà lì che io verrò trascinando fino a te la nostra canzone d'amore Quando stanca cercherai di scaldarti accanto a me Tra le tante splendenti verità di un'ora Sarà lì che crescerà galoppando insieme a noi Questa nostra canzone d'amore Dentro ad un giorno che ascolta La nostra canzone d'amore con semplicità Resti ad attendermi sempre con la porta socchiusa Nei miei attimi con te quando ascolto la città E a volte mi trovo per un po' da solo Poi ti sento ancora qui che trasporti verso me la nostra canzone d'amore Dentro ad un giorno che ascolta la nostra canzone d'amore con semplicità Resti ad attendermi sempre con la porta socchiusa Quando mi cerchi diversa con mille speranze di vita di felicità Sono ad accoglierti sveglio con la luce già accesa Chiama pure se lo vuoi quando ascolto la città E in tutti i momenti dove tu lo vorrai |
Passeggiata
sudamericana
(P.A.Bertoli-Orialo-E.Vallicelli) L'indio vive di zanzare, è contento di ballare Imbottito di tequila ma fedele a San Josè Canteranno per un mese alla fiesta del paese Sono un'orda di cicale come dicono per la T.V. Nell'America Latina gemellata all'Indocina Dove il dollaro è sovrano dove il libero è tabù Pablo ascolta chitarre e fanfare, ha un governo militare Sostenuto certamente dai fucili dei marines Sud America che stai lì davanti con le tue tante virtù sulfamidiche Come tutte le tribù sottostanti Hai un torto sei lo schiavo di zio Sam Se ti viene la voglia di cambiare butta pure tutto a mare Il Pentagono ha deciso che rimani questo qui Passeggiando nel carnevale sanno tutti dove andare Non sarebbero felici se non fosse più così Il cattolico e l'azteca in una grande discoteca Col futuro pilotato dai potenti di New York Sud America che stai lì davanti con le tue tante virtù sulfamidiche Come tutte le tribù sottostanti Hai un torto sei lo schiavo di zio Sam Con un volto razziale di forma agraria e la croce missionaria Inchiodato alle pareti fai figura pure tu. |
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Il
treno
(P.A.Bertoli-F.Urzino) Quando partì con l'ordine di leva la madre lo pregò di riguardarsi Salì sul treno come un condannato Piegò le spalle e finse di adattarsi Sentiva freddo e aveva un po' paura E poi si rifiutava di accettare che un pezzo della vita dovesse regalarlo Per divertire qualche generale Così arrivò, trovò la sua divisa Gli diedero un assetto militare La disciplina, l'indottrinamento, rispondere di sì senza pensare S'armò di gloria, di sacre convinzioni Qualcosa che ti cambia, ti snatura Un corpo senza mente che spara, spara e uccide per procura Un treno è passato una volta e non è più ritornato Da noi son rimasti un bambino ed un vecchio soldato Che resta lì tutto il suo tempo e narra giorni migliori Racconta una guerra perduta e la chiama valori Si ritroverà tra ignoti contendenti portando con le armi la sua pace Sapremo poco dei combattenti dal fronte quasi sempre tutto tace E dietro al fronte dovremo adoperarci Installeremo missili a milioni E quindi scopriremo che in fondo siamo solo dei ciglioni Avremo ancora fulgidi ideali, un capo senza macchia da seguire Un angelo di morte che corre, corre e uccide l'avvenire Un treno è passato una volta e non è più ritornato Un treno è passato una volta e non è più ritornato Da noi son rimasti un bambino ed un vecchio soldato Che resta lì tutto il suo tempo e narra giorni migliori Racconta una guerra perduta e la chiama valori Il vecchio da dentro il cancello non vede nessuno Ignora le tracce di sangue coperte dal fumo Racconta di nobili gesta di patrie guerriere Risveglia fantasmi passati per farne bandiere. |
Credi in te Credi in te Credi in te |