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Pierangelo Bertoli
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Mamma Lisa (di G. Brandolini)
- (Ed.: Di Lazzaro) |
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Così
diversa |
Io
ti voglio come sei
(M.Negri) Questa
notte dove sei |
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Mamma
Lisa |
La
nebbia Ed
è la nebbia che ti porta via
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Casual
soppiatt swing
(C. Sanfilippo) Un'esitation può sconvolgermi la mente nel pomeriggio che si annuncia indifferente, ma questo swing è benvenuto come il vino, come un bagno a mezzanotte come il sole del mattino; lasciami scrivere parole fino al sonno, parole sole che non sanno dove vanno, hanno le mani da flamenco, gli occhi neri, si ricordano del mondo fin da quando tu non c'eri. Bella signora che mi guardi come un poster, ho appena espulso per proteste il pater noster e siamo noi che stiamo respirando il cielo azzurro appiccicato all'universo con lo scotch. A un certo punto il contrabbasso si è stonato e la chitarra coi tamburi ha litigato, il pianoforte aveva un'aria di vacanza, ho creduto in un momento d'aver perso ogni speranza, ma questo swing ci ha riportati chissà dove, verso il paese che c'è il sole quando piove, dove la musica diventa arcobaleno, non ci sono le autostrade, non ci passa neanche un treno. Giovane donna che mi guardi come un poster, ho appena espulso per proteste il pater noster e siamo noi che stiamo respirando il cielo azzurro appiccicato all'universo con lo scotch. Dentro alle note c'è una specie di premura, un treno in corsa che attraversa la pianura, un reggimento di formiche nelle mani, un futuro di presente, un passato di domani. Donna matura che mi guardi come un poster, ho appena espulso per proteste il pater noster e siamo noi che stiamo respirando il cielo azzurro appiccicato all'universo con lo scotch, ...e siamo noi, che stiamo respirando il cielo azzurro appiccicato all'universo con lo scotch. |
Barbablu
(L. Bonaffini) Dicono che sia storto di pensiero, ma la verità è che mostra un viso da straniero; dentro la città scorre un fiume pazzo, ha il cuore di un ragazzo di vent'anni o poco più, ha il cuore di un ragazzo di vent'anni o poco più. Fiero come un re, vive per la vita, la sua barba può sembrare un'ombra divertita; la sua voce sa graffiare indisponente, è un treno per la gente di vent'anni o poco più, è un treno per la gente di vent'anni o poco più. Canta canta, Barbablù, canta i mondi che vuoi tu, canta canta, se ti senti un poco giù. Fatto a modo suo, nacque dalla strada, figlio della terra e delle gocce di rugiada; mangia libertà e se la divora, lui ride e piange ancora da vent'anni o poco più, lui ride e piange ancora da vent'anni o poco più. Solo Barbablù, nessun altro nome, vive dove vuole e non gli va di dirti come; forse non ha età e sorge dal pensiero, è il solito mistero di vent'anni o poco più, è il solito mistero di vent'anni o poco più. Canta canta, Barbablù, canta i mondi che vuoi tu, canta canta, se ti senti un poco giù. Quindi crescerà, poi verrà domato e sarà un signore conseguente e ben oliato; ma forse invece no, non ne sapremo niente, ci resterà la gente di vent'anni o poco più, ci resterà la gente di vent'anni o poco più. Canta canta, Barbablù, canta i mondi che vuoi tu, canta canta, se ti senti un poco giù. |
cambiò l’attesa della festa nei cittadini increduli, portò una serie di paure dentro alla folla pavida, mandò i pensieri sulle alture, la fantasia fu arida. Adesso scendo in confusione per un pensiero singolo, perché ogni suono, ogni colore dev’esser vuoto e frivolo e se c’è un moto di protesta rimane in fondo all’ugola e resta muto ad accettare un’altra nota stridula. Un’emozione inesistente colpisce l’occhio vitreo ed il messaggio va alla mente per un canale libero e lentamente tutto cambia dentro alla testa immobile, sofisticati inconsciamente da un sedimento video. E le promesse di speranza di una città più consona sono perdute in una danza di un’energia economica e se il giudizio incompetente è una realtà politica sarà il domani solamente un’entità fantastica. Il combattente esistenziale cantò poemi d’Africa, sognò di mondi visionari, di sazietà romantica, posò le mani sul futuro, pensò che l’uomo fosse là, come che avesse qualche senso la leggendaria umanità. E che fatica andare avanti e non sapersi arrendere, fingendo d’essere fra i tanti che fanno vuoto a perdere, poi sostenere un’altra volta che l’uomo può anche vivere, trovare il tempo per giocarmi la vita che ho da spendere. |
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| ssNOTE TECNICHE | |
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Canzone d'autore (1987) - Casa discografica: CGD SPA - Produzione esecutiva: Angelo
Carrara |
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