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BiELLE INTERVISTE
 

La "Signora" canta l'autore
Fiorella Mannoia, il talento dell'interprete
di Giorgia Fazzini

Se un giorno vi trovaste nella situazione di dover condensare un succo della migliore canzone italiana degli ultimi anni, potreste trovare un facile aiuto per sgomitolare la difficile scelta: Fiorella Mannoia. "La signora della canzone d'autore", nella cui voce inconfondibilmente bassa e limpida hanno trovato casa i grandi Fossati, De Andrè, De Gregori, Conte, Battiato, Ruggeri e i più recenti Testa, Silvestri, Bersani. Ivano Fossati una volta ne disse: "Quello che mi piace di Fiorella è che è consapevole che il talento e la ponderazione sono sufficienti. I più grandi interpreti possiedono una grandissima tecnica che però non usano mai oltre il 20% del potenziale perché si preoccupano dell'espressione".

Con l'esperienza, la Mannoia ha maturato un'attenta premura nello scegliere testi importanti e una pronuncia che ormai sfiora la perfezione, pregi che - uniti alla sincera passione cui i brani traggono vita propria - sono certa garanzia della qualità di ogni suo lavoro.

Negli ultimi tempi ti abbiamo spesso vista appoggiare impegni sociali e politici apparentemente distanti dalla Musica, ed ogni volta ti veniva domandato uno stupito perché.

"Già, e io mi trovo altrettanto stupita nel rispondere: credo fermamente che i cantanti, come ogni persona, siano prima di tutto cittadini, e in questo non si debbano tirare indietro ma manifestare le proprie idee e prese di posizione. Nello specifico, noi "personaggi dello spettacolo" abbiamo il privilegio di poter far sentire la nostra voce: questo che è un diritto di ciascuno, a noi è dato in consegna in maniera più forte, trovo doveroso assumerne la responsabilità, con le giuste parole, che sappiano rappresentarti in modo corretto".

In realtà questo è un modo d'agire che ti è familiare, attraverso i testi dei tuoi album hai sempre portato idee importanti nelle orecchie della gente.

"Sì, è una cosa a cui tengo molto, e non sarei capace di fare altrimenti: devo poter sposare il concetto, ho bisogno di far mio ciò che canto, perché ci metto la mia faccia. Quindi sono molto attenta nello scegliere i pezzi. E devo dire che, nonostante io sia un'interprete, mi è capitato più volte d'essere invitata a festival dedicati ai cosiddetti cantautori: evidentemente questa mia aderenza alle canzoni traspare talmente da far pensare che siano effettivamente mie!"

I testi del tuo ultimo album si discostano un poco dai precedenti, risultano meno ermetici, più immediati. Che rapporto hai con "Fragile" ?

"Ne sono assolutamente soddisfatta. Ascoltando i lavori passati sei appunto costretto a riflettere e tradurre quello che la canzone vuole dire, in questo non ce n'è bisogno, è più comprensibile, arriva dove deve arrivare. Anche in concerto canzoni come "Sally" sono quelle che hanno più successo, perché con parole belle arrivano dirette alla gente".

Il concerto sembra appunto confermare le tue caratteristiche: l'ambientazione semplice e discreta e un'atmosfera tipica del ritrovarsi con piacere, nella quale ti premuri di far riflettere il pubblico, recuperando canzoni come "Khorakhanè " di De Andrè e "La Storia" di De Gregori. Inoltre scegli spesso di cantare seduta sullo sgabello, senza cerimonie come a dire: fermiamoci e mettiamoci un attimo a ragionare, statemi bene a sentire.

"È vero, ci sono alcuni momenti di particolare riflessione, durante i quali non ho voglia di gesticolare troppo, perché le cose da dire sono importanti, basta sedersi e ascoltare. Dovessi descrivermi in una parola probabilmente sceglierei "discrezione": non sono una che si sente a suo agio nel dare pacche sulle spalle, né tantomeno nei vocalizzi. Misuro movimenti e parole, se ciò che porto sul palco ha spessore, perché aggiungere ancora qualcosa?"

Sicuramente è per questo che i più grandi autori italiani hanno affidato a te così tante canzoni. Spiegaci come si fa !

"Ecco un'altra di quelle domande che mi fanno arrossire... Inutile dire che li ringrazio moltissimo, come ogni attore deve metà del suo successo alla bravura del regista. Alla base di ogni mia collaborazione sta la stima reciproca: come accade nella vita di tutti i giorni, ci si annusa, se la sintonia è quella giusta è naturale che si abbia la voglia di approfondire il rapporto. Con questi autori condivido simili impressioni, esperienze, cultura, inevitabilmente ne apprezzo la produzione e quindi sono orgogliosa e lusingata di riceverne in regalo loro canzoni".

Noi salutiamo Fiorella con altrettanti grazie

 

Intervista effettuata il 26-06-2001

   
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