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BiELLE INTERVISTE
 
Franco Fabbri: tutto quello che avreste voluto sapere sul Festival di Mantova (e che abbiamo osato chiedere)
di Giorgio Maimone

“Abbiamo lavorato più noi della Commissione selezionatrice di Sanremo. Perché leggo sui giornali di oggi che erano 700 i cantanti che la commissione avrebbe esaminato in tre giorni a Sanremo e noi abbiamo fatto qualcosa più di 700… in più di tre giorni. Siamo andati avanti per parecchio tempo anche perché i cd sono stati proprio ascoltati. Facevamo i conti con Ricky Gianco che più o meno abbiamo fatto fra i 2000 e i 2500 ascolti. perché di ogni CD che c'è stato mandato abbiamo ascoltato in media tre pezzi. Una volta abbiamo ascoltato tutti CD poi ne abbiamo messi da parte un certo numero che abbiamo riascoltato per fare la graduatoria”.

Franco Fabbri spiega così a Bielle il lavoro della commissione selezionatrice per il Festival di Mantova, alternativo e diverso dal Festival di Sanremo in tutte le sue espressioni, compresa la commissione selezionatrice che annoverava, oltre a Franco Fabbri, ex leader storico degli Stormy Six e musicologo di vaglia, Ricky Gianco, un pezzo di storia della canzone italiana, Enzo Gentile, giornalista, Gianni Mura, giornalista, Marina Petrillo di Radio Popolare, Giorgia Fazzini di Acrobatici Anfibi (e collaboratrice anche di Bielle), Alberto Tonti, Antonio Silva , la "voce" del Club Tenco e Gaetano Liguori, altro pezzo di storia del jazz italiano.

Siamo quindi arrivati a 31 selezionati: è il numero definitivo

“Si”

Nel senso che quel 31 saranno a Mantova?

“Sì, dovrebbero. Noi all'inizio avevamo pensato a 25, poi abbiamo allargato a 30 perché magari qualcuno poi alla fine non poteva. Però gli ultimi due tra i prescelti erano a pari merito e allora non sapevamo chi eliminare…”

Come sono arrivate le proposte?

“E’ arrivato moltissimo materiale per posta alla casella postale. Molto materiale è arrivato concentrato dal Mei, il meeting delle Etichette Indipendenti e poi ci sono state un po' di segnalazioni da etichette varie più qualche segnalazione personale della commissione”

Com'è il livello secondo te?

“Molto buono. Ieri sera ero a casa con Piero Milesi e ho fatto una specie di compilation a nostro uso interno inserendo il pezzo che avevano segnalato e devo dire che è proprio venuta carina”.

Come avevate deciso di procedere? C’era l’idea del singolo pezzo, dalla canzone o piuttosto del cantante? Di premiare il lavoro complessivo, l’opera di un’artista o il pezzo di bravura?

“No, la selezione non era basata sul singolo, però nel bando avevamo chiesto di mandare abbastanza materiale che potesse essere rappresentativo ed eventualmente di indicare il pezzo o i pezzi su cui gli artisti puntavano”.

Vi è capitato di scegliere qualcuno che aveva una sola canzone molto forte e il resto inferiore?

“Direi di no. C'è stata una selezione anche su questo. Per cui alla fine quelli che sono venuti fuori sono stati quelli che hanno un repertorio che tiene”

Non è il singolo quindi l’idea guida?

“No, e devo dire che nonostante fossi già soddisfatto perché quelli scelti erano comunque quelli che io preferivo, quando alla fine me li sono sentiti tutti di fila, cosa che non avevamo mai fatto prima, mi sono reso conto che la qualità media è molto alta. Anche Piero era impressionato”

Mi sembra che sia stata fatta una scelta varia per genere. Quanto meno c'è un esponente di ogni genere: abbiamo il rock, la canzone d’autore, lo ska, il folk ... giusto?

“Sì, il che è fra l'altro è un risultato statistico; nel senso che quando abbiamo iniziato ci siamo posti seriamente il problema e abbiamo fatto lunghe e inutile discussioni dicendo “ma se poi è un genere è sotto rappresentato dobbiamo tenerne conto”? Ma alla fine dal puro e semplice voto è venuto fuori questo risultato. Quindi probabilmente è una combinazione di una qualità oggettiva, nel senso che sono emersi i migliori nei diversi generi è anche forse o sicuramente il risultato delle diverse tendenze rappresentate dalla commissione”.

Un grande vantaggio.

“Infatti è questo che mi ha colpito: la distanza da Sanremo, anche se non conosco il Sanremo di quest'anno, è abissale ti accorgi che dentro questa musica c'è un'altra Italia e poi però è anche molto diverso da il premio Ciampi o dal Club Tenco. Qui c'è molta più varietà non ci sono i cliché”

Io cito sempre la frase del tuo amico inglese che diceva: “ma perché tutte le bende italiane suonano rock irlandese?” Suonano ancora l’irlandese? O la scelta è più vasta? Cioè, la maggioranza cosa suona?

“Ovviamente ci sono anche queste cose, perché fa parte degli stili che circolano. Ma l'idea che emerge, e che anche Piero ha molto evidenziato, è che è musica “italiana”, ossia è molto più italiana questa selezione che abbiamo tirato fuori rispetto al “Festival della canzone italiana”. Un po' perché ci sono canzoni dialettali come il napoletano degli ‘E Zezi o Sanfilippo che canta in milanese; poi ci sono Folkabbestia che sono pugliesi, i Marlevar che sono occitani ma comunque, anche musicalmente, c'è un'aria molto melodica in senso buono.

Nell’elenco che mi hai dato ci sono quattro o cinque persone o gruppi che non conosco per niente: Razzo?

“Razzo non so bene di dove siano, non vorrei dire una sciocchezza mi pare di Parma o di Piacenza e sono una band da party. non saprei dire. Sono i più incerti dal punto di vista di genere. Potrebbero essere sul tipo del filone ska ma non c'entrano niente con i centri sociali”.

Marco Castelli?

Castelli è un cantautore che ha spedito lui il materiale, non ne sono sicuro ma credo di sì

Tancaruja?

Sono il gruppo di Pino Martini, ex Stormy Six. Sono il gruppo sardo di Pino e fanno folk. Ebbene sì, questa segnalazione l’ho fatta io!

Terzo binario?

“Sono un gruppo rock di Sermide. Hanno mandato un demo con quattro pezzi, tutti bellissimi: ci sono piaciuti molto”

Stefano Vergani?

“Un cantautore, anche lui di Sermide”

Siluette”

“Un sestetto femminile di Bologna con inclinazioni jazzistiche”

C'è stato qualcuno che vi piaceva molto, ma che sapevate che non sarebbe venuto? Ossia i grossi rifiuti ci sono stati?

“Nel nostro caso no. Nel senso che noi abbiamo valutato le cose che ci hanno mandato, tranne qualche segnalazione nostra e non mi sembra che ci sia stato qualcuno di cui si è parlato e che poi invece ha fatto il gran rifiuto. Questo, caso mai, ha riguardato i cosiddetti grandi. Direi che il dato più evidente è quello che hanno sottolineato anche dalla Chiesa e Lidia Ravera in modi diversi, cioè che un che un bel po' di persone che ci si sarebbe aspettato tra i primi non ci sono. Ossia De Gregori, la Mannoia, Guccini non ci sono. Succedono cose strane: ad esempio io so per certo che Gianni Mura ha cercato in continuazione Giovanna Marini e fra l'altro tra di noi si è parlato a lungo dell'importanza di avere presenze rappresentative di quel filone. Dopo di che per combinazione parlo con un giornalista dell'Unità che mi dice ha parlato con Giovanna Marini e lei è dispiaciuta che nessuno d noi si sia fatto vivo con lei. Non sapendo o non ricordandomi dei tentativi fatti da Gianni di recuperarla ho scritto a Nando dicendogli: “secondo me devi chiamarla personalmente”. Lui l'ha cercata a tutti i numeri che gli abbiamo dato. Niente. Irreperibile. Per cui, sai, è anche vero che molti non hanno fatto il minimo sforzo. Cioè sapevano che il Controfestival stava nascendo, che questa cosa esisteva, la conoscevano perfettamente e non si sono fatti vivi. Un altro caso è Ivano Fossati; l’ho cercato per un mese. E’ noto che è difficile trovarlo però gli ho scritto, ho lasciato innumerevoli messaggi sulla segreteria, ho parlato con il suo manager. Niente. Ivano quando gli ho chiesto di partecipare a dei dibattiti con me, ha sempre risposto, quindi...”

Invece chi c'è?

“Elio e le Storie Tese, Raiss, Alice, Finardi, Antonella Ruggiero, i Modena City Ramblers, i Nomadi, Marco Paolini e i Mercanti di Liquore, Massimo Bubola...

Van De Sfroos? Un nome che avrebbe sollevato troppe polemiche?

“Lui non si è fatto vivo, Non so se Santini o Cosma (la commissione artistica addetta ai “big” - NdR) l'abbiano cercato perché su queste cose non si è fatta una pianificazione a tappeto”

Tu pensi ci sia una mancanza di interessa da parte di questi big a farsi vivi?

“Evidentemente sì”

Ligabue non c'è?

“E’ stato contattato, non ha detto di no però non ha neanche detto di sì. Ha detto che in questo periodo non suonava, che ha finito di girare ...”

Nessuno di questi big ha preso il telefono dicendo: “oh che bello, dai vengo”?

“No, tranne Eugenio”

Anche tra quelli di livello medio?

“No non credo”

C'è un'assenza che mi fa piangere in cuore perché non c'è Maieron?

“Non so chi sia…”

Un poeta friulano, quello di cui Gianni Mura ha detto che è come un albero che canta ...

“Non so. Devo guardare; potrebbe essersi perso da qualche parte ...”

Comunque è una gran bella schermatura del panorama italiano

“Direi di sì”

Mi piace che ci siano anche dei gruppi come i Nuovi Cedrini che fanno delle canzoni demenziali ma suonano benissimo. Non me lo sarei mai aspettato.

Mah, sai ... data la formazione della giuria ho verificato in termini matematico statistici che era sotto certi aspetti più facile riuscire ad arrivare ai primi posti con una proposta che non dividesse. Nel senso che con i voti dati da 1 a 10, credo che per arrivare entro i 31 ci volesse almeno 7.30 e doveva essere un voto medio. Ossia, gli unici casi di esclusione veri sono stati quelli di gente che magari piaceva molto ad alcuni ma per nulla ad altri. ho provato anche a usare il criterio del pattinaggio, di scartare il voto più alto e il voto più basso e non cambiava molto.

Direi che il panorama è di alto livello... Ho sentito poche cose di Suso. Ma scrive anche materiale in proprio? Io la conoscevo solo come cantante di cover ...

“Fa anche materiale suo”

Peraltro c'è davvero un po' tutta l'Italia rappresentata. Manca solo la Sicilia.... e c’è un po’ troppa Lombardia, proprio andando a fare le pulci. Poi però c’è il Lazio, le Marche, la Puglia, la Liguria, la Toscana, il Piemonte, il Veneto, la Campania ... Tutte scelte casuali o c’è un po’ di geopolitica?

“No, i semplici risultati del voto”.

Qualcuno ha chiesto “ma insieme a chi mi avete messo”?

“Ci hanno provato in molti, ma per quanto ne so, non tra questi; piuttosto tra i big. Il problema dei big secondo me è l'interferenza del management. Ogni volta che è stato possibile parlare direttamente con i musicisti le cose sono state molto più facili. Invece il management pone sempre una quantità di problemi che poi magari non sono problemi dell'artista, ma delle fisime, delle richieste che il manager ritiene facciano immagine per cui... Molti avevano paura che diventasse una cosa troppo alternativa forse”.

E il programma collaterale?

“E’ ampio anche se non ricco come si pensava all'inizio perché i costi sono molto alti. Il problema è anche che a Mantova non ci sono teatri di grande capienza e quindi devi spendere molti soldi per installare un service in uno spazio dove al massimo, a parte l'Ariston, hai 300 posti. D'altra parte è inverno, quindi non puoi fare delle cose in piazza. C'è poi un aspetto che non è stato considerato: ossia dovunque tu vada in un ambito politico dove ci sono i movimenti, il girotondo o queste cose, tutti dicono andremo a Mantova. per cui ci saranno sicuramente centinaia forse migliaia di persone che saranno lì solo per questo, Indipendentemente dal fatto che ci sia un buon programma. Quindi bisogna vedere poi dove queste persone vanno. Perché Dalla Chiesa lo dice in continuazione a tutte le manifestazioni dove va, ma è capitato anche a me, quindi non è soltanto un fatto politico e poi c'è la gente che mi scrive: “allora ci vediamo a Mantova”.

Anche il pubblico del Festivaletteratura parteciperà ...

“Credo di sì. C'è poi una parte di teatro su cui non so dirvi granché in termini di programma. ma ci saranno cose significative. Tutte hanno che fare con la musica. poi ci saranno le lezioni che sono notevoli sia per genere che per numero. Io rifaccio un ciclo di tre lezioni che avevo già fatto a Bologna e che si chiama “la canzone da Schubert ai Beatles”. Guarnieri si occupa della romanza e io del resto, con ascolti anche dal vivo.

Fai una lezione ripetuta?

“No. C'è un programma di lezioni al pomeriggio. le nostre sono tre: martedì mercoledì e sabato. Ce ne sono altre giovedì e venerdì e delle altre ancora alla domenica. Gli altri che insegnano sono Liguori che fa una cosa sul jazz, mentre Enzo Gentile e Alberto Tonti e forse Ricky fanno qualcosa sul rock e Pestalozza fa un discorso tra le diverse culture musicali. Poi .. che è rimasto del programma originario che era una specie di invasione? Ci sono ancora due o tre concerti nelle chiese che fanno parte di quel repertorio di Santini della “Musica dei Cieli” e se non sbaglio c'è il cinema. Credo che Eugenio Finardi venga come ospite all'Ariston e però faccia anche i concerti nelle chiese, che è poi il materiale del suo ultimo disco”.

Ultimamente Finardi ha fatto delle scelte impegnative, coraggiose…

“Eugenio si è reso conto di un suo problema compositivo. Scrive per una voce inferiore alla sua. Non è capace di valorizzare la sua voce. E allora si è dedicato a qualcos’altro”.

Reverberi e dice che a cinquant'anni non si fanno più canzoni tu che ne pensi?

“Ma va!”

Vecchioni non c’è?

“Vecchioni è un mistero. Nel senso che lui ha fatto sapere direttamente a Dalla Chiesa di essere impegnato a realizzare il suo ultimo disco, ma tutti noi sappiamo che il disco è uscito. Quindi era una scusa per defilarsi...”

Claudio Lolli?

“Non lo so (in realtà c’è - NdR). Fa parte di una schiera di artisti che… c'è un unico aspetto che non è andato avanti perfettamente ossia Santini e Cosma amano certe cose, noi della commissione ne amiamo altre e ci sono dei nomi importanti che sarebbe piaciuto a ciascuno di noi della commissione, che però non era compito nostro invitare… non sò per dirne una, sia a me che a Gianni Mura sarebbe piaciuto molto Fausto Amodei, però Fausto Amodei non lo puoi invitare tra i giovani. Avrebbe dovuto essere compito dall'altra parte. Però l'altra parte era impegnata a cercare altre cose… è una questione di generazione, di stile, di gusti”.

Direi più di stile che di generazione … insomma la parte dei big non è venuta benissimo…

“Sarà per l'anno prossimo!”

Perché Mantova è qualcosa che è fatta per restare, giusto?

“Sì l'idea è di continuare. Che questa sia solo la prima edizione e ovviamente è fatta un po' così, di corsa”

Comunque ha un taglio diverso da tutti gli altri premi. innanzitutto non ha un premio…

“Invece ci saranno dei premi, anche se non ci sarà una gara”.

... e poi una gran parte è gente che ha già fatto dischi. Non sono debuttanti allo sbaraglio

“No di certo. Direi che in media è gente che ha fatto almeno due dischi

Altra caccia al nome mancante: Daniele Sepe?

“All'inizio l’abbiamo messo tra i nostri, poi non eravamo sicuri che il disco che c'era arrivato l'avesse mandato proprio lui e quindi abbiamo ritenuto che fosse compito di Santini e Cosma di invitarlo. La stessa cosa è successa con Giorgio Conte. abbiamo telefonato e chi ha mandato il CD ha detto che sì l'aveva messo nel pacco ma non aveva delle indicazioni da Giorgio Conte che gli andasse bene partecipare. Quindi anche per lui abbiamo detto: bene se la direzione artistica lo invita siamo felici”.

Voi potevate dare indicazioni alla direzione artistica?

“Sì, purtroppo molte cose sono del tutto imprevedibili perché noi abbiamo ragionato sulla possibilità che sia questi che anche altri che sono stati esclusi facessero poi un concerto più lungo in piazza. Però bisogna vedere se non nevica o se non fa un freddo terribile o quanta gente viene. Sai, siamo a inizio marzo...Quindi...”

Forse per i prossimi anni il periodo andrebbe spostato…

“Probabilmente si. La collocazione migliore sarebbe a fine giugno. Per l'Ascensione a fine luglio. Sarebbe molto bello, perché li potresti contare sui concerti all'aperto e fare dei grossi numeri con un sacco di pubblico. Comunque una notizia che verrà data e che ti posso anticipare è che la Edel dovrebbe fare una compilation, probabilmente un album triplo a prezzo ultra politico, con dentro tutte le nostre proposte e tutti gli ospiti. Ci stanno lavorando intensamente perché tempi sono stretti e non si può escludere qualcuno. Ma non è dal vivo, si farà una compilation di pezzi già registrati. Al disco stanno lavorandoci ora. Vogliono farlo uscire in modo che sia in vendita a Mantova. Questo significa che ci credono anche commercialmente. Il problema è coordinare tutti rapporti con le case discografiche”.

“Il festival si svolgerà al teatro Ariston poi al Bibiena. Al Palazzo della Ragione si farà il dopofestival, gestito da Lidia Ravera. La differenza con quello di Sanremo è che inizierà in contemporanea con i concerti, quindi uno, invece di andare all'Ariston, può andare al Palazzo della Ragione e vedere lì il concerto o altre attrazioni e poi sentire le discussioni. Quella è una cosa affidata a Lidia Ravera che sta invitando persone di ogni provenienza. Compresi dei personaggi che hanno mandato delle e-mail al sito del festival”.

C'è qualche anticipazione sul presentatore?

“No. Si è parlato di Gigliola Cinquetti ma non so assolutamente nulla. Lei e brava io l'ho vista a condurre dei talk show...”

Gli Stormy Six a Mantova non ci saranno invece?

“Purtroppo no; non riusciamo perché Tommaso Leddi è preso come i suoi impegni ingegneristici è non può staccarsi”

Hanno ancora un bel seguito gli Stormy Six, vero?

“Sì, poi in questo periodo continuano ad arrivarci richieste. Ma non si riesce più a fare niente perché Tommaso è troppo preso”.

Tommaso era il basso?

“No, secondo violino, mandolino, poli-strumentista”

Chi era il basso?

“Pino Martini”

E prima era Toto Zanuso?

“No, Zanuso era batterista”

Già, c’era Massimo Villa al basso

“L’ultima volta che abbiamo fatto un concerto tra il pubblico c’era Massimo Villa”

E Claudio Rocchi? Non sarebbe andato bene per Mantova?

“E’ vero… non ci si è pensato anche perché non si sa bene lui dove sia...

I Bennato?

“Se n'è parlato ma non so puoi cosa abbiano combinato Titti e Vittorio. La questione è un po' questa c'è stata una fase iniziale in cui si doveva decidere come affidare i compiti e in quella fase varie persone, me compreso, hanno detto che ci voleva all'interno un manager tecnico che sapesse fare i conti, avere preventivi e tutte queste cose. per cui si è detto questa cosa la fa Santini in accordo con Cosma. Però l'intendimento iniziale non era che ci fosse una direzione artistica formata da loro due e poi un corpo separato che era questa commissione, però ha funzionato così… Quindi poi quella parte è andata come è andata”

Non dev'essere stato nemmeno semplice metter su tutto questo

“Infatti. La parte dell'ascolto era faticosissima. A un certo punto hanno preso il ritmo di 2, 3 incontri la settimana”.

Perché in linea di principio i membri della commissione rappresentano solo se stessi e nessun altro? Perché le associazioni non ci devono stare? Non è meglio un'associazione di qualità rispetto una persona singola?

“Si, avrebbe potuto essere così. Il problema che tutto è nato attraverso i contatti personali di Dalla Chiesa con le diverse persone e lui ha cercato in ogni modo di non scontentare nessuno di quelli che erano presenti. Ossia probabilmente l'errore che è stato commesso allora è stato quello di non mostrargli questa esigenza fin dal principio”.

Ad esempio “L'isola che non c'era” non figura ed è sostanzialmente la rivista che segue questo tipo di musica...

“Eh ... lo so...”

E’ il principio della rappresentatività anziché il singolo

“Come sai io ero del tutto propenso a questa soluzione, però è anche vero che oltre un certo limite non si poteva andare e i tempi erano rapidi e non solo. In un primo momento c'erano delle diffidenze dei più anziani, di chi è del mestiere da tanto tempo. E lì veramente mi sono reso conto dei limiti anche di questa cosa. Perché quando io ho detto: “ho ricevuto il disco di Lalli, mi sembra molto bello, ascoltiamolo”, tutti loro hanno detto: “ma chi è questa qua?” E non solo hanno detto “ma chi è questa qua”, hanno detto “se non la conosco io vuol dire che non esiste”. D'altra parte ho preferito che non ci fosse uno scontro diretto perché alla fine credo sia stato molto istruttivo anche per loro”.

Un'altra assenza che un po' mi stupisce Max Manfredi

“Non è stato presentato. C'è stato un problema iniziale con questi “ibridi” nel senso che all'inizio c'era molto scetticismo, specialmente da parte di Ricky che crede che se uno ha più di trent'anni e non ha sfondato, allora non vale. E qui ho fatto un intervento politico dicendo che se crediamo davvero che il mondo della discografia sia un mondo perfetto dove se vali vieni fuori, allora non avrebbe senso stare qui a fare questo festival”.

I Ratti della Sabina ti sono piaciuti?

“Si, molto. E’ venuta fuori una bella radiografia dell'Italia, molto completa molto trasversale, che ricopre tanti settori è una bella rappresentazione di come la musica di qualità e in Italia in questo momento”

Ricky Gianco fa qualcosa al Festival?

“Lui vorrebbe fare qualcosa con Gino Paoli ma non si sa bene, perché Paoli adesso sta facendo un progetto che implica un'orchestra di 22 elementi.... Ricky ha molto insistito perché venga con un gruppo normale”.

Come ne esce la canzone d’autore dalle vostre selezioni? Si è data importanza ai testi?

“Qualcuno era molto ostile in principio alla canzone d'autore. In quel caso era molto difficile puntare sui testi o sulla complessità, specialmente in mancanza di un forte appeal acustico e immediato... ma se questo deve essere un panorama di quella che è l'altra musica italiana, ci devono essere un po' tutti gli stili. Dovendo ripensare alle procedure: noi abbiamo seguito la strada di fare una prima schermatura con un “si e no” e poi su quello che è rimasto abbiano votato. In realtà, secondo me, se avessimo votato fin dall'inizio forse il risultato sarebbe stato migliore, perché anche se non posso dire che fra quelli che abbiamo eliminato all'inizio ci fossero dei capolavori da primissimi posti, è anche vero che ci sono stati dei casi in cui in un ascolto tre erano favorevoli e 4 contro e quindi quel disco è stato messo tra i “no”, magari dando i voti invece avrebbe avuto un punteggio più alto di altri che invece sono stati inclusi. Cosa che poi abbiamo sperimentato. Ma sai essendo la prima volta è difficile trovare subito un criterio giusto… tutto sommato il voto numerico dato senza troppi commenti e il più veloce. Però nell’insieme quello che abbiamo scelto è un bel gruppo. Anche come varietà; penso che quelli che andranno ad ascoltare i concerti possono spaziare in un modo che trovo gradevole per tutti”.

Intervista effettuata l'11-02-2004

   
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