| "Nymphomaniac"
di Lars Von Trier |
| |
 |
Se
vogliamo ridurre Nymph( )maniac alla sua essenza, il film si riduce
alla storia di “Lei”. Provocatoria e interessante nella
prima parte, inutilmente disturbante, fin banale, nella seconda. Una
summa erotico-delirante sulla sessualità femminile, in prospettiva
fisiologico-anatomica costruita attraverso un’ossessivo sguardo
maschile in bilico fra il voyeurismo e la guerra al politicamente
corretto. Un’occasione sprecata e troppa furbizia sul piatto.
|
Regia:
Lars Von Trier
Con: Charlotte Gainsbourg, Joe Stacy Martin, Stellan Skarsgård,
Shia LaBeouf, Christian Slater, Jamie Bell Mrs., Uma Thurman, Willem
Dafoe, Mia Goth ... |
| "Lei"
di Spike Jonze |
|
 |
Film
sul solipsismo sentimentale contemporaneo, rivoluzionario nel suo
scombinare ogni certezza e nel mettere all’indice ogni rigidità,
fa digerire allo spettatore ogni esasperazione dell’assunto
iniziale, rendendo credibile tutti i corollari, arrivando a convincerci
che anche l’io virtuale generato dal sofisticato sistema operativo
non solo può arrivare all’orgasmo ma riesce anche a goderci
assai. Le vie delle relazioni sono infinite, negli anni dell’avanzamento
della tecnologia ancor di più, ci racconta Spike Jonze. |
Regia:
Spike Jonze
Con: Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara. La voce di Samantha
nella versione originale è di Scarlett Johansson, in quella
italiana di Micaela Ramazzotti. |
| "Monuments
Men " di George Clooney |
| |
 |
Prendete la simpatia guascona dei truffatori
da casino di Ocean’s Eleven, mescolatela con lo spirito avventuroso
di La grande fuga, conditelo con la sincera onestà di George
Clooney che esprime il meglio dell’America progressista (ruolo
un tempo di Robert Redford) e potete farvi un’idea di tutti
gli ingredienti di Monuments men. Senza dimenticare un'altra spezia:
quello spirito tutto maschile che parla di giochi da eterni bambini,
sport, pacche sulle spalle, sana competitività e un’abbondante
dose di lealtà e spirito di abnegazione. |
Regia:
John Wells
Con: Julia Roberts, Meryl Streep, Andrea Riseborough, Ewan McGregor,
Abigail Breslin, Juliette Lewis, Dermot Mulroney, Chris Cooper, Sam
Shepard. |
| "12
anni schiavo" di Steve McQueen |
|
 |
Mc Queen è un regista materico, carnale.
Il suo cinema parla di corpi e questi mette in scena. Che sia il militante
dell’Ira di Hunger o il Michael Fassbender di Shame, schiavo
invece del corpo e della furia sessuale o adesso gli schiavi, privati
della proprietà del corpo, è sempre intorno alla fisicità
materiale che ruota l’interrogarsi di McQueen. I corpi come
unica realtà attraverso la quale passa tutto il resto, che
sia lotta politica, piacere o semplice vita, i corpi esibiti, amati,
violati. I corpi, l’immanenza dell’esistere e la forza
di gravità del pensiero e dell’agire. Per un cinema manifesto,
per un cinema filosofia. |
Regia:
Steve McQueen
Con: Chiwetel Ejiofor, Paul Giamatti, Paul Dano, Benedict Cumberbatch,
Michael Fassbender, Lupita Nyong’o, Brad Pitt. |
| "I
segreti di Osage County" di John Wells |
| |
 |
Ritmo perfetto, attori da urlo, dialoghi
taglienti più di una lama. Grandissimo cinema. Il Midwest di
Tracy Letts autore della pièce da cui è tratto il film
assomiglia molto al sud di Tennessee Williams e con quello assieme
al clima torrido divide le atmosfere torbide, il gusto del melodramma
e i segreti sepolti nel cuore nero delle grandi e piccole dinastie.
|
Regia:
John Wells
Con: Julia Roberts, Meryl Streep, Andrea Riseborough, Ewan McGregor,
Abigail Breslin, Juliette Lewis, Dermot Mulroney, Chris Cooper, Sam
Shepard. |
| "A
proposito di Davis" di Joel & Ethan Coen |
|
 |
Il Greenwich Village dei fratelli Coen è
triste, sporco, con cassonetti della spazzatura dovunque, pozzanghere
e buio pesto. Un postaccio adatto a homeless e gente senza il becco
di un dollaro, che pensa a tutto fuorché a diventare famosa.
Il film dei Coen è a colori, ma chissà perché
quando ci ripensi vedi a colori solo il bel gattone rosso che lui
si porta in braccio. E alla fine pensi che se i perdenti non possono
trasformarsi in vincitori, possono forse diventare qualche volta eroi
piccoli piccoli di cui val la pena raccontare la storia. |
Regia:
Joel & Ethan Coen
Con: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman,
Garrett Hedlund. |
| "Pompei"
di W.S. Anderson |
| |
 |
Un problema di consapevolezza: se una va
a vedere un film (americano) che si intitola Pompei e sa che il regista
è lo stesso di Mortal Kombat e Resident Evil non è che
poi possa lamentarsi. Sono uscita dalla sala con una gran voglia di
rileggermi… che so? Tacito? Catullo? Guarda, persino quel noiosone
di Cicerone. E forse questo è un buon risultato. |
Regia:
W.S. Anderson
Cast: Emily Browning, Kit Harington, Jessica Lucas, Carrie-Anne Moss,
Kiefer Sutherland, Paz Vega. |
| "The
wolf of Wall Street" di Martin Scorsese |
|
 |
Come si fa a parlar male di Scorsese? Non
si può, è uno dei maestri del cinema contemporaneo e
muove la cinepresa come se l’avesse inventata lui. Però.
Però alcune domande è legittimo porsele. Ad esempio,
perché guardando il trailer si pensa che dentro ci sia già
tutto il film e che quei contenuti vengano dilatati, seppur con grande
arte, nell’arco di tre ore senza però nulla aggiungere
a tutto quello che uno spettatore di media fantasia può già
immaginarsi? |
Regia:
Martin Scorsese
Cast: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Matthew McConaughey, Jon Favreau,
Jean Dujardin, Rob Reiner, Margot Robbie. |
| "American
Hustle" di David O. Russell |
| |
 |
La trasformazione fisica è solo il
primo (seppur essenziale) passo per la costruzione di un carattere.
Guardateli bene, in ogni scena, gli attori di American Hustle, guardate
la complessità studiata dei gesti, delle camminate, dei cazzotti
e delle cadute, guardate e ammirate la mobilità dei visi nella
definizione delle espressioni e i cangianti repentini rimescolamenti
di carte in scene coreografate meglio che in un musical. Un incanto.
|
Regia:
David O. Russell
Con: Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner, Jennifer
Lawrence, Robert De Niro, Jack Huston. |
| "Il
capitale umano" di Paolo Virzì |
|
 |
E’ un (bel) film che trasuda abilità,
un film dove tutto funziona alla perfezione e dove si arriva ai titoli
di coda senza un sospiro, senza un’incertezza, e, vivaddio,
senza uno sbadiglio, ma è anche un’opera fredda e non
solo perché la freddezza ne era il cuore pulsante. E’
freddo perché quell’intima necessità che si chiama
passione e che ti porta a scrivere un libro, o una canzone, quell’urgenza
che ti fa mettere in piedi in film qui non la senti. |
Regia:
Paolo Virzì
Con: Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino,
Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Casco, Giovanni Anzaldo, Matilde Gioli,
Gigio Alberti, Bebo Storti. |
| "Dallas
Buyers Club" di Jan-Marc Vallèe |
| |
 |
A
questo punto vi chiederete, ma il film è bello? Avete ragione,
non mi sono sbilanciata. Perché è uno di quei film in
fondo necessari, che racconta una storia che è cosa buona e
giusta diffondere e far conoscere. Perché nel film va tutto
bene, sono tutti bravi bravissimi e tutto è perfetto. Ma. Sì,
c’è un ma. Così come American Hustle mi aveva
entusiasmato per la disinvoltura e la spregiudicatezza creativa del
regista, qui mi sono trovata davanti a un film molto perbene e molto
ordinato. Che cosa mi manca? Diciamo lo stile, il guizzo di genialità,
la sequenza che ti sorprende. Per quella avrei volentieri rinunciato
alla perfezione di tante ricostruzioni. Detto questo, siamo di fronte
a un bel, robusto, onesto film. |
Regia:
Jean-Marc Vallée
Con: Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O’Hare,
Steve Zahan, Michael O’Neill, Dallas Roberts, Griffin Dunne.
|
| "Carrie"
di Kimberly Pierce |
|
 |
Impossibile
restituire l’atmosfera malata dell’horror del 1976 e l’angoscia
di Sissi Spacek che nel ruolo della ragazzina vessata si era immersa
con un talento appena sbocciato e probabilmente mettendo anche in
gioco una femminilità con cui non aveva (ancora) fatto pace.
Trasformare
il ricordo del film di Brian De Palma in una storia di ragazzine alla
Mean Girls fa soffrire terribilmente chi aveva amato il primo Carrie.
Resta il dubbio delle reazioni delle nuove generazioni che non si
erano mai accostate alla storia di Carrie. |
Regia:
Kimberly Peirce
Con: Chloë Grace Moretz, Julianne Moore, Gabriella Wilde, Portia
Doubleday. |
| "Blue
Jasmine" di Woody Allen |
| |
 |
Guardarsi
allo specchio può far male. Sarà per quello che è
così difficile scrivere dell’ultimo film di Woody Allen.
La fotografia della miseria contemporanea che affiora in ogni immagine,
in ogni frase di Blue Jasmine ci sbatte in faccia tutte le nostre
sconfitte, ci costringe a fermarci e a fare i conti con ideali buttati
alle ortiche e con quella tentazione di farla franca che ci striscia
accanto anche quando facciamo di tutto per scacciarla. Un grande Woody
Allen che racconta l’oggi in 98 minuti- Meglio di cento saggi
e mille convegni. |
Di
Woody Allen. Con: Cate Blanchett, Alec Baldwin, Peter Sarsgaard, Sally
Hawkins e tanti altri. |
| "Venere
in pelliccia" di Roman Polanski |
|
 |
Visione
disturbante ché fa crollare ogni certezza sul maschile e sul
femminile e mettendo assieme la creatività degli autori uomini
riesce a far affiorare tutta la forza della femminilità primordiale,
facendo emergere dalle ceneri del femminismo da una parte e del perbenismo
dall’altra l’eterno femminino junghiano, quello dei rituali
delle baccanti che fecero a pezzi Dioniso. |
Di
Roman Polanski. Con: Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric.
|
| "Don
Jon" di Joseph Gordon-Levitt |
| |
 |
La
frenetica accelerata delle masturbazioni di Don Jon ci mette in imbarazzo,
ma non perché ci disturbino il linguaggio e le scene esplicite,
ma perché troppo da vicino quella ripetitività solitaria
ci ricorda la scansione della nostra vita, affollata di impegni e
traguardi che ci fanno macinare come fossimo macchine tritasassi non
solo il prossimo ma anche tutto quel che di noi stessi non si palesa
nell’apparenza. |
Di
Joseph Gordon-Levitt,. Con Joseph Gordon-Levitt, Scarlett Johansson,
Julianne Moore, Tony Danza. |
| "The
Canyons" di Paul Schrader |
|
 |
L’accoppiata
Paul Schrader, regista di American gigolò, sceneggiatore di
Taxi driver e tanto altro ancora con Bret Easton Ellis, lo scrittore
di Meno di zero e American Psycho, non poteva che produrre una sommatoria
di cupa paranoia con uno sguardo impietoso sul peggio di un certo
mondo di oggi, ostaggio di sogni di fama, gloria, visibilità
e ricchezza i cui vezzi e vizi sono però ormai patrimonio condiviso
e sin globalizzato. |
Regia:
Paul Schrader
Cast: Lindsay Lohan, James Deen, Nola Gerard Funk, Amanda Brooks,
Tenille Houston |
| "L'ultima
ruota del carro" di Giovanni Veronesi |
|
17/11/2013 |
 |
L’impotenza
del cambiamento affiora e colpisce lo spettatore, mentre non colpisce
il cuore semplice del protagonista che rimane sotto qualunque schiacciasassi
una brava persona. E ogni volta che il film avrebbe potuto eccedere,
nel patetico, nel buonismo, nella critica superficiale e o nella lezioncina
politica, Veronesi è riuscito a fermarsi un attimo prima. Uno
dei migliori film italiani di quest’anno. |
Regia:
Giovanni Veronesi
Cast: Elio Germano, Ricky Memphis, Alessandra Mastronardi, Virginia
Raffaele, Ubaldo Pantani, Massimo Wertmuller. |
| "La
vita di Adele" di Abdel Kechiche |
|
22/10/2013 |
 |
Se
la graphic novel ha tutta l’intensità e la verità
di uno sguardo femminile su una vita che sboccia e su una scelta sessuale
complicata, dove non tutto può essere semplicemente bianco
e nero, nel film ogni profondità sparisce per lasciare spazio
a occhi umidi, labbra tumide e corpi sudati filmati con lo sguardo
rapace di un maschio in calore. |
Di
Abdel Kechiche. Con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos,
Salim Kechiouche. |
| "Noi
Zagor " di Riccardo Jacopino |
|
22/10/2013 |
 |
Ma
Zagor potrebbe conquistare anche i bambini di oggi con le loro protesi
digitali? Capirebbero il valore del lavoro artigianale di chi usa
matita e gomma? Quanta voglia resta di farsi regalare un po’
di avventura? Volendo, i loro genitori potranno verificarlo, portando
i loro figli al cinema, il 22 e il 23 ottobre, gli unici due giorni
in cui Noi Zagor sarà sugli schermi. Poi, più avanti,
arriverà in dvd. |
|
| "Una
piccola impresa meridionale" di Rocco Papaleo |
22/10/2013 |
 |
Strabordante
democrazia e buone intenzione, chissà forse anche buona fede,
ma un tarlo ti rode per tutto il film: perché non riesci a
credere neppure per un attimo a uno solo dei personaggi ? Cerchi un
guizzo realista e non lo trovi, speri nel grottesco, ma non arriva.
Se vi basta l’azzurro del mare… |
Con
Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova, Rocco Papaleo, Sarah Felberbaum,
Claudia Potenza,
Giovanni Esposito, Giampiero Schiano, Mela Esposito, Giuliana Lojodice,
Giorgio Colangeli |
| "The
artist" di Michael Hazanavicius |
| |
 |
Avete
voglia di salire sulla macchina del tempo e farvi trasportare nella
Hollywood nel 1927? Per vivere sulla vostra pelle l’emozione
del cinema muto. Molto carino un film muto per raccontare
la caduta di un divo del cinema all'avvento del sonoro. Un gioco servito
da autori bravissimi. Solo due, due di numero, battute nel finale. |
|