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L'INTERVISTA
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Fabio
Concato: la leggera carezza di un voilà
di Giorgia Fazzini |
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Guido piano |
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“Erano almeno quindici anni che mi chiedevano un live. Non mi sono deciso prima perché lo trovavo un po’ presuntuoso, dev’esser stato un eccesso di pudore. È una cosa che va guadagnata, meritata”. Ha ragione, Fabio Concato: un disco dal vivo ha senso d’esser pubblicato quando gli arrangiamenti sul palco valgono alle canzoni un vestito nuovo, e quando il momento è buono per fare un punto della situazione utile al futuro. “Voilà. Concatolive” (Universal) contiene il delizioso inedito “Voilà” e “Todo o sentimento”, di Chico Buarque de Hollanda qui tradotta da Sergio Bardotti. Gli altri quattordici brani sono pescati soprattutto dagli album centrali della sua carriera, la pancia di questi ventisei anni trascorsi a metter in musica la gentilezza (l’esordio è del 1977 con “Storie di sempre”, l’ultimo è “Ballando con Chet Baker” di due anni fa). Ci sono canzoni portate in tasca da molti, come “Domenica bestiale” o “Fiore di maggio”, ma anche carezze concatiane più piccine. “È stato giocoforza doloroso eliminare dei titoli, ma il progetto è nato come cd singolo e questi 74 minuti sono il limite fisico possibile. Nonostante non sia un autore particolarmente prolifico, avevo comunque oltre un centinaio di canzoni”. Il disco è nato nel piccolo Teatro Comunale di Cervia ed ha
una sua semplice omogeneità; la voce clarinettosa dell’autore
milanese s’infila fra chitarra, tastiera, basso e batteria - morbida
o allegra, timida o divertita - senza che si avvertano sbalzi con le
partecipazioni registrate invece in studio. La Oxa e Bersani sembrano addirittura cantare “alla Concato”,
mitigando un poco le loro caratteristiche - ed è una scelta che,
anche se probabilmente inconsapevole, ci piace pensare come un affettuoso
omaggio. “A Lucio l’avevo già chiesto nell’88 – racconta Concato - però mi disse che non ce la faceva a cantare perché era troppo commovente. È venuta una cosa speciale, perchè non l’ha semplicemente cantata, l’ha proprio interpretata, come se avesse avuto un transfer con il bambino abusato. Gli vengono dei suoni dalla gola che sono anche un po’ inquietanti, c’è una partecipazione che è sconvolgente.” Un disco amico, capace di innaffiare i sentimenti con cura e che fa
bene ascoltare un pomeriggio, per riposarsi della frenesia e rimuginare
su quel paio di gomitoli fra cuore e pancia - “e speriamo che
piova, non voglio dire per tutto il tempo, questa notte sola, quando
c’è brutto mi ami più forte e mi dici vola”. |