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Le
BiELLE INTERVISTE |
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Massimo Cotto: Fivizzano Music World di Giorgio Maimone |
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Fivizzano music World, ma la racconti un po’ tu? Tu sei solo presentatore "Fivizzano è una grande occasione per mettere in pratica uno dei più grandi insegnamenti di Vinicius de Moraes quando diceva che la vita è l’arte dell’incontro. Qui incontri 4000 persone che arrivano da tutte le parti del mondo, 64 Paesi . E’ un’esperienza che rischia di diventare straordinaria. Io credo che questo sia, sotto molti punti di vista, il vero sogno di chi fa musica, cioè di abbattere le frontiere, di abbattere le barriere, creare non un villaggio globale, perché ho paura della globalizzazione, anzi la combatto con tutte le mie forze. Però può essere un tentativo di creare un mondo dove tu entri a contatto con delle realtà che sono diverse dalle tue e, scontrandoti a volte con loro, provochi delle scintille che poi possono diventare grandi fuochi. Ma io quest’anno ho presentato molti festiva e non avevo bisogno di un altro festival, avevo proprio detto adesso basta altrimenti rischio di fare il prezzemolo …" Oramai sei diventato un professionista dei Festival "Ecco, infatti, rischiavo proprio questo. Quando invece mi hanno spiegato com’era questo Festival ho detto: “Beh , effettivamente questa è una cosa diversa dalle altre". E’ una specie di Olimpiade, direi "Sì, da come me l’hanno è una specie di “Giochi senza frontiere” della musica dove tu vai a incontrare delle realtà diverse. Poi vedi, anche negli altri festival dove c’erano momenti diversi. Non so ad esempio mi è capitato con Teresa De Sio di fare da Napoli a Bahia con artisti che venivano da Cuba, dal Brasile, dappertutto. Però erano artisti famosi. Questi invece sono molte volte assoluti sconosciuti (magari noti da loro, ma da noi no). La cosa straordinaria di questo festival è proprio, almeno per me in partenza, la sua capacità di essere diverso. E quindi di rappresentare un po’ una bella anomalia in un panorama che, diciamolo, mai come quest’anno è stato ricco di feste, di rassegne, di concorsi, di concerti". Senti qui
leggo sul comunicato stampa che gli artisti sono “in gara tra loro”.
Quindi ci sono "Sì, ci sono degli scontri anche per ridurre il numero dai 4000 di partenza. Al pomeriggio suonano e poi io vincitori si esibiscono la sera successiva. Sono molto attratto anche dal fatto che sono formazioni molti diverse, dove ci sono solisti, ma anche le orchestre o i gruppi folk o soltanto chi fa musica strumentale. Diciamo che dopo essermi fatto spiegare come funziona andrei a vederlo anche senza presentarlo". Però ad esempio, almeno qua non vedo uno spazio per il rock e la canzone d’autore. E’ un festival più impostato su “discipline classiche” diciamo? "Dal punto di vista delle presenze estere, quindi non dei nostri, credo sia più basato sul rispetto del tradizione, più musica popolare, tradizionale, più musica delle “radici”. A volte con delle contaminazioni, anche classiche o come dici tu in forma classica. Però penso che molti di loro portino proprio questo sapore della loro terra che procura in me molta curiosità. Io non vedo l’ora di andare a Fivizzano. No, ma veramente, non mi è mai capitato una cosa del genere. Normalmente uno dice: “accidenti c’è anche questa cosa da fare. E sono così tante le cose che invece devono aspettare”. Invece qui, per 10 giorni a contatto con quel mondo, se le premesse verranno mantenute ci sono i presupposti per divertirsi un casino". Poi sono 10 giorni consecutivi? E’ tanto! "Troppo. Più che altro penso a loro quanti soldi spendono. Anche soltanto da un punto di vista organizzativo raccogliere 4000 persone significa io credo, andare poi in analisi. (ride) Come fai?"
"Sì, penso di sì. Non ci sono mai stato. Chi ci è stato prima mi parla di un posto con un atmosfera effettivamente particolare, molto bella , famigliare, con tantissima gente, però con quella semplicità che in molti festival si è perduta. Speriamo. Mi sembra tutto talmente bello da non essere vero. Poi magari arrivi là e scopri che sei su “Scherzi a parte”, non c’è nessuno e la realtà è completamente diversa". Sul versante italiano chi partecipa? "Dunque stanno confermando in questi giorni gli ultimi: ci saranno senz’altro Patty Pravo, Bennato (che il 30 agosto riceverà il “PREMIO MUSICA E POESIA” per la particolarità e la ricercatezza dei suoi testi e delle sue musiche, premio già assegnato a Venditti, Dalla, Paoli e Lo Vecchio - ndr), poi Pacifico e Francesco Renga" Chiara Buratti è la tua co-presentatrice. E’ un’attrice se non sbaglio. "Sì, frequenta da un po’ di tempo questo “Cinecittà Campus”, ci siamo già incrociati in un paio di festival quest’anno, ma se vuoi ti do il suo numero di telefono e ti saprà spiegare meglio lei la sua attività". La presentazione peraltro sarà un lavoro abbastanza semplice. Con 4000 persone da presentare basta il nome e il titolo "Chiara Buratti che ha già presentato l’anteprima a Chiavari, mi ha detto che la maggior parte di questi gruppi non parla né l’italiano, ma neanche l’inglese, quindi le presentazioni saranno ridotte all’osso. Ci sarà un ritmo molto serrato. Almeno speriamo perché è indispensabile in ogni festival per non annoiare" Intervista effettuata il 25-08-2004 |
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