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Ok… è il mio momento. Il momento in cui il Fiesta
racconta il quadretto a modo suo, con buona pace dei sensi di tutti. Vediamo,
il'Cifa’ è un ciclista. E tu ti starai domandando
perché, cosa c’entra esordire scrivendo che Gigi Cifarelli
è un ciclista. Perché in fondo è così no?
Un signore che da ragazzo ha suonato con Cooper Terry, un’icona
del Blues Spaghetti, che ha diviso il palco con Robben Ford e tutti quei
nomi che si possono rintracciare sulla biografia. Insomma cosa c’entra
con il ciclismo? C’entra che questa è'’l’occasione
in cui‘’ e che i colori qui sono liquidi ed io gioco a fare
la polenta che, si sa, se non hai pazienza poi ti escono i grumi e non
esce fuori una grande cosa.
Il 'ciclismo’ come l’andare per montagne
è 'fatica’. Il 'ciclista' si costruisce la vittoria con il
sudore, chilometro per chilometro e tappa per tappa. Il ciclista si porta
dentro questo modo di vedere le cose anche quando va al supermercato.
Il 'Cifa' questa forma mentis ce l’ha anche nella vita. È
importante partire bene ma per il risultato finale forse lo è ancora
di più avere polmoni ed una gran pedalata.
Zoppicando fra i ricordi dipingo un poster variegato.
Il Cifa è un chitarrista eclettico. Lo puoi sentire con la stratocaster
e le sue belle scatolette colorate effettisticamente all’avanguardia,
lo puoi sentire cantare, eseguire brani strumentali o cantati, canzoni
sue o standard jazz e blues. Ti può far sorridere perché
il 'Cifa' con la gente ci sa fare. Gigi è un gemelli, la gente
la porta a spasso dove vuole. Ma… ma la sua autenticità è
perfetta di colori tondi quando collega la sua Moffa semiacustica (modello
Cifa-Blackbird) e ti guarda con gli occhi che vedono un po’ più
in la e ti chiede: '’come la vorresti questa frase'’? E tu
gli dici '’…Gigi, hai presente un deserto americano? È
mezzogiorno, c’è il sole alto e sullo sfondo puoi vedere
un distributore di benzina. E c’è un vento che porta a spasso
dei cespugli disordinatamente'’. A quel punto lui ti dipinge proprio
il quadro che hai in testa e - ed è questa la sua forza - lo fa
con i suoi colori. I suoi colori personalissimi al servizio della tua
idea del mondo.
Sarebbe banale entrare nel dettaglio e mancherei di stile.
Io il 'Cifa’ l’ho conosciuto in un’occasione molto particolare.
È una persona che raccoglie l’entusiasmo della gente e del
suo pubblico. Quest’intervista è stata raccolta a "Le
Scimmie" ed io Gigi non lo vedevo dal 1999. Il millennio è
passato e si è tirato dietro un sacco di cose. Ho come la sensazione
che qualche cicatrice ci accomuni oggi più di ieri ed un po’
questa cosa è venuta fuori durante il suo spettacolo nel noto locale
milanese.
Mi riferisco alla splendida versione della canzone dei
Beatles '’the long and winding road'’ dove voce e chitarra
si sono rincorse emozionandosi a vicenda. Si, ne sono convinto. Sono contento
di avere fatto questa intervista e ringrazio io, questa volta, lo spaghetti
staff per l’opportunità e l’occasione.
Ho avuto questa intuizione quando per Natale sono andato
a cercare di lui su internet ed ho letto la sua Lettera per Natale che,
se fossi in lui, tradurrei in canzone perché è sincera.
È un diamante. La Vita insegna tante cose ma i modi li decide lei,
purtroppo.. A volte non si è pronti per un incontro ed il tempo
regala le chiave di lettura. Il'Cifa' è una grande chitarrista,
ma è anche un uomo che ha delle pieghette interiori e queste cose
entrano nel suo mondo sonoro.
Come dice lui ognuno ha il suo ' film western' in cui
rifugiarsi. Se una sera vi sentite un po’ ’blue'’, cercate
di lui. In Milano suona spessissimo (vedi Scimmie) ma ha una programmazione
che copre tutto il territorio italiano (http://www.gigicifarelli.net/Home2.htm).
Gigi Ci'farelli è un signor ciclista. Ricordatevelo bene. Non so
se ho esaudito le curiosità dei musicologi, dei bluesofili, se
la vostra negritudine è soddisfatta. Non lo so. ma questa è'’
l’occasione in cui '’e come ben sapete '’qui'’
si balla … anzi si corre così.
...è il Blues a scegliere il musicista
e non viceversa‘. A fronte di questa idea popolare, quando
e come il Blues ti ha scelto?
Tra i 13 e 18 anni ho suonato blues in molte band e sicuramente il bluesman
più vero con cui ho avuto esperienze giovanili è stato Cooper
Terry. Poi verso i 21 anni insieme ad altri amici fondammo un gruppo bello
dal nome "Tre castelli blues band" suonando fissi al mercoledì
al mitico Capolinea, ma non posso dire di avere un blues man di riferimento.
La musica ‘nera‘ mi è entrata in vari modi, sono nato
come chitarrista ascoltando Jimi Hendrix. Hendrix ha sempre un sapore
particolare, è la genialità il calore la forza, ecco lui
è stato il mio primo vero punto di riferimento.
Cos’è la passione nella vita?
Lla passione è la molla di tutto. La passione è l’amorÈ.
Quella cosa che, se ce l’hai, ti dà la forza di fare quegli
sforzi e quei sacrifici che in assenza della passione sono impossibili.
Una cosa molto interiore difficile da definire un'alchimia magica eppure
molto chiara.
E cos’è, per te, la passione, nella
musica. Che colori ha nella tua vita.
Idem, grande e sincero Amore, quindi la passione è quella cosa
che ti fa suonare perchè ami farlo senza fini e interessi è
quella cosa che dà la gioia di stare con uno strumento in mano
per ore senza accorgersene. Prova a pensare quando si è innamorati
cotti come la serata con la propria "principessa" finisca in
un attimo quando magari son passate ore... ho scritto un brano che parla
di questo e si chiama appunto "Perchè si fa tardi così
presto?". La passione per una cosa, ripeto, è come l'Amore.
Quello che io considero il più autentico, cioè quello non
corrisposto. Non importa essere ricambiati, la tua energia viene dal desiderio
di "darti" alla tua Passione. Che colori ha nella mia vita?
Quelli della mia vita.
Ti regalo un biglietto di sola andata per Marte
e ti puoi portare dietro solo 3 Cd...
Non è facile scegliere... vediamo: Band of gipsyes di Hendrix,
Gorilla di James Taylor e Ballads di Stevie Wonder
Com’è cambiata la scena musicale
da quando hai iniziato a suonare? Cosa c’era ‘prima‘?
…mah. Sai, suonare in giro non è mai stato facile. Non che
prima ci fosse un mondo musicale cosi' vasto, ma sicuramente oggi è
peggio. È diventato difficilissimo suonare, per tanti motivi. Poi
è sempre più evidente la logica che ti dà possibilità
a seconda di ‘quanto rendi ‘ e non di ‘quanto vali‘.
Il discorso artistico spesso e volentieri passa in secondo piano e questo
purtroppo non è un lato positivo. Non lo è per nulla.
Un suggerimento per gli addetti ai lavori, per
chi la musica la deve organizzare e promuovere.
Semplice: avere passione. Ma la passione non puoi suggerirla, è
una cosa che si ha o non si ha. Sai perchè il Capolinea è
stato un bel posto? Perchè Giorgio Vanni lo teneva per l'Amore
vero per la musica. E quest'Amore gli faceva fare e organizzare cose con
la stessa voglia di chi le doveva eseguire. Orrmai le persone sono dominate
dal guadagnare.. Io ho sempre suonato ciò che amavo, non ciò
che mi faceva guadagnare di più. Lo so che per vivere si deve guadagnare,
ma si possono fare anche altre cose... per esempio io per vivere ho insegnato
educazione musicale per tanti anni o ho fatto altro. Però quando
suono voglio suonare con la gioia nel cuore. Ecco, chi organizza musica
dovrebbe farlo con lo scopo di proporre grande musica e con un fine più
nobile, ma è utopia... Ok, per fortuna non sempre.
Com’è, oggi, il panorama ‘live‘
nei locali?
Desolante. Non c’è un panorama musicale. È tutto improvvisato
e lasciato al caso e alla buona volontà, o nella migliore delle
ipotesi alla passione di pochi. Mi ripeto, in Italia non c’è
mai stato forse un panorama, ma in questi anni stiamo vivendo in un vero
deserto da questo punto di vista. Rispetto al passato vedo poche possibilità
per chi si affaccia a questo mondo. Ricordo un periodo dove solo a Milano
c'erano 15/20 locali che facevano live music, ora quanti sono??
Cambiamo "musica". Gigi, tu fai un
uso molto raffinato delle ottave, spiegaci questo ‘colore‘
Iio sono nato con Jimi Hendrix ed adoro Wes Monygoery. Le risposte stanno
un po’ li. Sicuramente ora ho un mio ‘modo’ di suonarle,
perché tutto viene filtrato dalla propria personalità, dal
proprio modo di vedere le cose, ma io li percepisco entrambi: imprevedibili
e geniali, ancora oggi pieni di una freschezza e di un lirismo senza limiti.
Da ragazzo ho molto studiato Jimi e più avanti Wes e ti devo dire
che ‘copiare‘ è sinonimo di ‘amare‘. Se
hai avuto un buon esempio da tuo Padre crescerai "copiandolo",
poi, se sarai dotato di personalità, imparerai a dire la tua sfruttando
quanto di buono hai imparato da lui. Al contrario sarai una buona copia
di qualcun altro. In sintesi copiare serve ad imparare.
Cos' hai provato la prima volta che hai suonato
davanti ad un pubblico?
Ho avuto tante prime volte: la prima volta che ho suonato con dei grandi
professionisti, la prima volta che ho inciso un disco per me, un disco
per altri, la prima apparizione televisiva, la prima intervista in diretta
tv o radio, il primo tour. Tante. Se ti riferisci alla prima esibizione,
ho un vago ricordo del cortile di una scuola. Io ero il più piccolo,
credo di aver avuto 9/10 anni, mentre gli altri ne avevano più
o meno 16. Suonavamo The house of risin' sun e la mitica Bambolina.
La tua definizione di ‘coraggio‘
nella musica
Suonare cio' che ti fa sentire quello che sei nel profondo, avendo autoironia
e con la consapevolezza di aver ricevuto un grande regalo tutte le volte
che hai la gioia di fare ciò che più "senti" e
di avere a volte anche la fortuna di essere pagato.
...e nella vita cos’é il coraggio?
Essere ciò che sei veramente e vivere rispettando la tua natura
senza paura di ciò che diranno o penseranno gli altri E aver voglia
di ripartire sempre, anche dopo le batoste più grosse.
Cos’è per te il Blues?
È una cosa che molti dicono di avere dentro etc etc... ma chi lo
ha veramente avuto dentro ha patito sofferenze a noi estranee, quindi
è una cosa a noi completamente sconosciuta, e a noi estranea sia
come cultura che come vissuto. Ma è una cosa che ci piace tanto,
ci affascina, ci emoziona, ci fa godere e ci fa sentire - suonandolo -
come quando da bambini, uscendo da un cinema dove avevamo visto un western,
ci rincorrevamo battendo le mani sulle chiappe a mo' di destriero sparandoci
a vicenda con il pollice e l'indice tesi. Allora eravamo bimbi e immaginavamo
di essere Tex o Bufalo Bill; oggi continuiamo a esserlo da più
attempati e giochiamo a fare Jimi o Chuck Berry.
Intervista
effettuata il 10-11-2003
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