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Le BiELLE INTERVISTE
 
Al telefono con Carlo Fava
di Lucia Carenini

“Sono distrutto, da due giorni non faccio altro che rilasciare interviste!”

Così esordisce Carlo Fava, raggiunto al telefono il giorno prima dell’uscita del suo nuovo lavoro.

“Sono distrutto, ma anche molto soddisfatto. Mi sembra che il disco sia venuto bene e questo è confermato dai commenti che ho ricevuto da chi l’ha già potuto ascoltare.”

“Credo di aver trovato un giusto equilibrio tra contenuti e godibilità, due pezzi poi mi sembrano proprio belli. Si sa che le canzoni sono tutte come figli, ma inevitabilmente ce n’è qualcuna che ti piace di più. Ecco, è sicuramente “La palude” che in questa versione, poi, è venuta particolarmente bene. È un pezzo dove mi sembra di essere stato ermetico ma incisivo al tempo stesso, quello dove c’è meno distacco, quello in cui mi identifico completamente”.

“Tra i complimenti ho ricevuto anche quelli di Claudio Lolli, al quale abbiamo rubato la strofa iniziale di incubo numero zero, quella che dice “di solito il giorno comincia sporco come l’inchiostro del nostro giornale” per inserirla alla fine di “Se fossi il futuro”. Lui è stato molto carino e ha apprezzato. Mi ha detto una cosa molto bella, ossia che ritiene che i versi debbamo migrare da una canzone all’altra, per assumere una nuova vita”.

“La prime tappe della carovana del nuovo spettacolo, che si intitolerà L’uomo flessibile come il Cd, saranno il 22 e il 23 gennaio al Piccolo di Milano. Prima di quel tempo ho in programma un tour in delle Feltrinelli d’Italia, ma sarà essenzialmente una chiacchierata col pubblico con qualche pezzo solo con piano e voce”.

“Ora sto lavorando al nuovo allestimento dello spettacolo. "Le notizie" è stato un po’ il laboratorio di preparazione dell’Uomo flessibile, soprattutto per quanto riguarda il parlato: i monologhi infatti saranno tutti nuovi, e si aggiorneranno di volta in volta in corso d’opera”.

L’uomo flessiblie, terzo album del cantautore milanese nei negozi dal primo ottobre, contiene undici brani le cui musiche sono state composte da Carlo e i testi scritti insieme a Gianluca Martinelli (dal 1984 coautore di tutte le canzoni e degli spettacoli teatrali). Partecipano poi al lavoro Beppe Quirici (dal 1998 suo produttore artistico) al basso e Vittorio Marinoni alla batteria.

Questi i titoli dei brani contenuti ne “L’uomo flessiblie”: Sotto il quadro di Chaplin - L’Italia non legge - Se fossi il futuro - La palude - Metroregione - La malavita non è più - Tenera è la notte - Cofani e portiere - L’uomo flessibile - Nuvola nera - L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali.

Intervista effettuata il 30 settembre 2004

   
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