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| Balla con me
C'è
un sogno che torna ogni tanto
A
riempire le notti,
è
un sogno di quelli che chiamano
ricorrenti:
noi
due con il naso all'insù
la
neve che cadeva giù
io
come ridevo e tu come ridevi,
felice
…
Un
sogno, davvero un bel sogno,
mi
sveglio contento,
ti
guardo e vorrei raccontarti
del
sogno l'incanto:
ballavi,
ballavi con me
e
poi sei sparita, perché?
Io
voglio che il sogno riprenda
Adesso
ti sveglio
e faccio sognare anche te.
Balla
con me
Stingimi
forte al cuore,
balla
con me.
Balla
con me
Anche
se dormi in piedi,
balla
con me:
la
tua camicia da notte
brilla
nel blu,
sorridi
tu…
Un
sogno, davvero un bel sogno,
mi
sveglio contento,
ti
guardo e vorrei raccontarti
del
sogno l'incanto:
noi
due col naso all'insù
la
neve che cadeva giù
io
come ridevo,
felice
ballando con te
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"Sanremo
l'ho visto anche se non volevo, perché c'è
sempre una riserva mentale: sarà la solita cosa,
che balle, non finirà mai. E poi, invece è
come una tradizione. E magari 'porta male' non vederlo!".
Inizia così, sul filo dell'ironia la nostra chiacchierata
con Giorgio Conte sul Festival di Sanremo.
Giorgio
Conte, cantautore astigiano, al festival ha conosciuto
qualche anno fa un grosso successo con "Deborah"
cantata in coppia da Fausto Leali e Wilson Pickett nel
1968. Fausto Leali nel 2003 è ancora tra i protagonisti,
Giorgio Conte è invece, per una giornata, il
nostro "osservatore privilegiato".
"Se
devo dire il vero ho trovato Pippo Baudo meno stucchevole
del solito, le ragazze brillantissime, fin troppo volgare
la Littizzetto. Però, tutto sommato, guardabile.
Sarà perché ormai mi sentivo come nei
regimi totalitari, dove il pubblico viene tenuto buono
sotto l'effetto degli psicofarmaci", ironizza Conte.
(segue)

Nel caso si volesse parlare seriamente di Giorgio Conte,
converrebbe saltare i convenevoli, che è quanto
abbiamo proprio intenzione di fare. Anche perché
non se ne può più di andare a ripescare
le parentele, le canzoni - importanti - scritte nel
passato e la scoperta di tanti talenti. Basta così,
grazie. È arrivato il momento di dare a Giorgio
Conte quel che è di Giorgio Conte, mettendosi
bene in testa che l’avvocato di Asti (ehm…)
ha esordito (come cantante, si intende) nel lontano
1983. Vent’anni fa, mica ieri. Due decenni serviti
a manifestare con forza il proprio stile, utili ad affrancarsi
dai paragoni che da sempre lo perseguitano. Anni che
non sono passati invano, ed “Il contastorie”
è qui a dimostrarlo.
Giuseppe
Catani - Rockit
E
poi, per fortuna, ci sono artisti che non hanno più
nulla da dimostrare, e che hanno allo stesso tempo il
dono della leggerezza: uno di questi è Giorgio
Conte. Un nome altisonante e una carriera tanto bella
quanto fortunata, ma il "contestorie" per
fortuna non sente responsabilità se non quella
di intrattenere e di divertirsi. Ed è una bella
fortuna, credetemi. Tanto per lui quanto per chi vorrà
ascoltare questo disco.
Daniele
Paletta - Kalporz
Sarà
vero che la canzone d’autore continua ad invecchiare,
ma lo fa bene, con stile: non perde la voglia di divertire
e di divertirsi. E nemmeno smette quell’antico
vizio di nascondere il suo essere seria e colta sotto
i baffi. Uno che invecchia insieme a lei, e che di baffi
ne ha, è Giorgio Conte. “Il contestorie”
è il suo ottavo disco, pieno di storie da “contare”,
come si diceva una volta, nel senso di raccontare, per
intrattenere.
Christian
Verzeletti - Mescalina
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| Il
fratello dell'avvocato ... è un avvocato! (dal
sito)
Nasce
ad Asti (Piemonte) il 23 aprile 1941. Con il fratello Paolo
condivide in gioventù sia gli studi in diritto che
la passione per il jazz, la musica popolare e la canzone
francese, trasmessa loro dai genitori.
Il loro sodalizio artistico passa attraverso i primi gruppi
musicali, che vedono Giorgio alla batteria e Paolo al vibrafono,
fino ai contatti con il clan di Celentano e la stesura a
quattro mani di brani celebri come "Una giornata
al mare", "La topolino amaranto".
Più tardi le loro strade si separano, ma Giorgio
continua a firmare canzoni di successo interpretate da Rosanna
Fratello "Non sono Maddalena",
Fausto Leali e Wilson Pickett "Deborah",
come pure da Mina, Milva, Ornella Vanoni, Francesco Baccini.
Accanto al lavoro nello studio legale, si dedica al teatro
(tournée con Bruno Gambarotta) e collabora a diversi
programmi radiofonici ("Quelli che la radio..."
su RadioDue Rai con Giorgio Comaschi).
Poi,
nel 1993, la svolta: dopo la partecipazione al premio Tenco
in ottobre, Giorgio Conte decide di abbandonare lo studio
legale per dedicarsi ai concerti. La sua carriera lo porta
all'estero, dove negli ultimi anni si è esibito più
di 300 volte in Austria, Svizzera, Germania, Francia, Belgio,
Olanda, Spagna e Canada con un notevole riscontro di pubblico
e di critica. In questi paesi pubblica due nuovi album.
Partecipa
nel 1996 al Festival Francofolies di Montreal: la sala dello
Spectrum (1200 posti) è già esaurita con 15
giorni di anticipo. Il pubblico scopre la sua sottile vena
ironica, la delicatezza dei suoi temi musicali; viene paragonato
dai giornalisti ai grandi chansonniers francesi, come George
Brassens.
Nel
1997 nuovo CD: "La vita fosse" e
di nuovo in tournée per l'Europa ed il Canada, riscuotendo
sempre ampio successo.
La
Polygram Italia pubblica poi il disco "Concerto",
registrato dal vivo in un castello medioevale nella cittadina
svizzera di Yverdon-les-Bains, ed in seguito, nell'aprile
1999, "Eccomi qua"; da lì
iniziano anche i concerti in Italia. Nel 2001 è poi
Chicco Santini che farà di tutto affinché
"L'ambasciatore dei sogni" entri
nel mercato discografico italiano e nel 2003, questa volta
prodotto da "Storie di note", tocca ad "Il
contestorie"; quest'ultimo CD esce insieme
ad un libro - edito da "Gallo et Calzati" - nel
quale Giorgio ha raccolto brevi scritti da lui tenuti per
anni in un cassetto ed ai quali ha finalmente voluto regalare
la notorietà. Nel frattempo continuano i suoi concerti
in giro per l'Europa.
Tra le varie formula di spettacolo proposte da Giorgio Conte
anche un'inedita formazione chitarrista a tre, con cui si
esibirà al Matatu. Con lui sul palco anche il figlio.
Intanto la celebre etichetta newyorkese di musica popolare
del mondo PUTUMAYO ha pubblicato una raccolta dedicata alla
musica italiana (il titolo è un po' banale, "Italian
cafè", ma il cast è ottimo) in cui compaiono
ben due brani di Giorgio Conte, "Gnè Gnè"
e "Cannelloni"; tra gli
ospiti della compilation anche Nicola Arigliano, Renato
Carosone, Fred Buscaglione, Gianmaria Testa, Daniele Silvestri,
Vinicio Capossela.

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L'Ambasciatore
dei Sogni
Adeuclave/Distribuzione
Storie di Note-Suonimusic - 2001
La banda / L'ambasciatore dei sogni / Rock 'n 'roll
& cha cha cha / Ice cream shop / Il veglione del
'99 / Fine primo tempo / Lei / Senza di te / Habanera
rendez-vous / Ambrogio Jr. / C'est la belle vie /
La banda (coda)
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Il Contestorie
Storie
di Note - 2003
Cannelloni
/ Gne' Gne' / A Innamorarsi / Jean Loup Et La Belle
Claire / L'angiulillo / Com'e' Bella La Luna / Rocco
/ Vieille Chanson / Martin Pescatore
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