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| Feste
di piazza
Feste di piazza
le carte colorate
gli sguardi sempre ben disposti
a dolci ed aranciate...
I capintesta con distintivi sfavillanti
si sbracciano come dannati
solo per sentirsi più importanti....
Sale sul palco il numero 24 della lista
che per far presa sulla folla continua
a ripetere: è ora di finirla
adesso basta....
Tutti d’accordo e si può andare avanti
e come previsto dal programma
arrivano i cantanti....
Adesso è il turno di quello un po’ introverso
che mentre si esibisce stancamente
pensa che è solo tempo perso...
E tutto a un tratto arriva l’attrazione
la gente applaude nervosamente
per mascherare un po’ di delusione....
tutto è finito si smonta il palco in fretta,
perché anche l’ultimo degli addetti ai lavori
ha a casa qualcuno che lo aspetta...
Restano sparsi disordinatamente
i vuoti a perdere mentali
abbandonati dalla gente.....
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alla pagina dei testi di Edoardo Bennato |
Come ti poni nei confronti dei tuoi "colleghi
cantautori"?
Io
i concerti degli altri me li vado a vedere. Ma il mio
è migliore. Sono sempre nella mia vena migliore,
ma la mia presenza pubblica non dipende da me, dipende
dal modo in cui i media esaltano o cancellano quello
che facciamo.
E
in questo momento c’è stata una sorta di
rimozione?
Non
è rimozione, ma il musical più visto negli
ultimi due anni in Italia è Peter Pan che è
mio e anche questo non è di dominio pubblico
o mi sbaglio? Per quanto riguarda il resto, è
emblematico che il mio ultimo episodio discografico
Il Pifferaio magico in cui avevo coinvolto tutti i miei
amici, gente che mi stima e che apprezzo come Jovanotti,
Almamegretta, i Negrita, Max Pezzali, Irene Grandi,
Neffa i Sud Sound System, anche quello è praticamente
sconosciuto - aggiunge -. Ed è inquietante pensare
come uno come Bennato, che ha venduto milioni di dischi
sia stato cancellato. Però io questo non posso
neanche dirlo, sennò passo per perseguitato.
Posso dire però che ho un disco di venti pezzi
pronto e non ho una casa discografica che lo pubblichi.
.(segue)
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Grinta
e grugno
di Leon Ravasi
(Edoardo Bennato dal vivo)
Nel 1974 ho partecipato al mio primo concerto di Edoardo Bennato.
Si teneva alla Palazzina Liberty di Milano, allora occupata
da Dario Fo e il concerto di Bennato seguiva o precedeva quelli
di Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Francesco
Guccini, Claudio Lolli, ossia il Gotha, la creme de la creme
del cantautorato impegnato anni '70. Un bell'insieme di simpaticoni
per dire la verità. Tranne Guccini che poi si è
un po' sciolto sul palco (e Lolli di questi ultimi anni che
gioca al ruolo del clown lunare) tutti gli altri sul palco
erano di una serietà eccessiva. Due parole due (se
proprio bisognava farlo) e poi via a suonare. Alla fine la
variante era solo pugno chiuso o no (la maggior part, bisogna
dire a onor del vero, no). Ma Edoardo Bennato? Signori miei
avete presente? E' quello che canta liriche come: "Ama
la tua bandiera
è la più bella che ci sia...
Ama , la tua bandiera
è la più cara che ci sia..." Oppure "Vi
insegnerò la morale e a recitar le preghiere
e ad amare la patria e la bandiera
noi siamo un popolo di eroi e di grandi inventori
e discendiamo dagli antichi romani..." Insomma, è
uno divertente! Divertente un cazzo! Bennato è davvero
incazzato. Occhiali neri perenni (anche di sera al buio),
non una reazione agli applausi e agli osanna, non una spiega,
non un gesto di intesa. Show pulito, rapido e basilare e subito
via nella notte. Tamburello a pedale, armonica, chitarra e
tracolla e kazoo non bastano a fare simpatia. Fanno personaggio,
icona. Non uomo. Grande musica, ma lui di qua e noi di là.
Lui studiava da rocker, noi no.
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| Edoardo
Bennato (Napoli, 23 luglio 1949) è un cantautore,
chitarrista e armonicista italiano.
Chitarrista, armonicista e cantante, dopo un'esperienza
londinese cominciò a proporsi come one man band suonando
contemporaneamente oltre alla chitarra ed all'armonica anche
dei tamburelli, il kazoo ed altre percussioni. L'influenza
di grandi del Rock e della musica pop (Dylan su tutti) caratterizzò
subito il suo personaggio e la sua musica nella quale non
potevano però mancare influenze mediterranee e partenopee.
Tra gli altri autori che lo hanno influenzato vanno citati
anche Jimmy "Hammond" Smith, Paul Anka e Neil
Sedaka. I suoi testi - specie quelli degli anni '70 - sono
spesso ironici e dissacranti e rivolti in modo graffiante
contro il potere, a qualsiasi livello ed in qualsiasi forma
si manifesti. (da Wikipedia).
Sito ufficiale: http://www.bennato.net/
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L'uomo
occidentale
Al
Maghrib Records - 2003
Stop
America / Ritorna l'estate / A cosa serve la guerra
/ Bambina innamorata / Non c'è tempo per pensare
/ Si scrive Bagnoli / A me mi piace così /
Every day every night / L'uomo occidentale / Balli
e sballi / Non so darti torto ragazzino / Non è
amore / Gloria / 'O sarracino / Love me |

La fastastica
storia del pifferario magico
Warner Music -
2005
(cd/Dvd)
La
fantastica storia/ Sono nata in una grande città/
La televisione che felicità/ Ogni favola è
un gioco / La città trema / Detto tra noi /
T'amo / Addosso al gatto / Assuefazione / Il gatto
mangia il topo / Sarà vero sarà falso
/ Troppo, troppo / Eccoli i prestigiatori / Una ragazza
/ Non è amore / E' arrivato un bastimento /
Allora chi / C'era una volta / Lo show finisce qua
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Così
è se vi pare
Baldini
Castoldi Dalai - 2008
Il
gioco delle tre carte / C'era un re / Le ragazze fanno
grandi sogni / Asia / Lo zio fantastico / Sinistro
/ Rinnegato / Tutto sbagliato,
baby / Arrivano i buoni / Stop America / Every day
every night / Non è amore
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Le vie del rock sono infinite
Universal 2010
Mi chiamo Edoardo/ Perfetta per me / Le vie del rock
sono infinite / In amore / E' lei / Io Tarzan tu Jane
/ Un aereo per l'Afghanistan / Il capo dei briganti
/ WannaMarkiLibera / Vita da pirata / Cuba / C'era
un re / Per noi.
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Edoardo
Bennato, il gigante rocker
di
Giorgio
Maimone
Se c'è qualcuno di cui mi è difficile parlare
è Edoardo Bennato. In primo luogo perché lo
seguo ormai da quando avevo vent'anni (esatti) e stapassandro
ormai il quarto decennio di convivenza, in secondo luogo
perché non so essere obiettivo. Il primo Edoardo
Bennato mi piaceva tantissimo: da "Non farti
cadere le braccia" (1973), fino a "Sono
solo canzonette" (1980) non c'è stato
un solo passo falso. Non solo, ma Edoardo Bennato si spostava
un po' più in là di dove osava chiunque altro.
Era iconoclasta al massimo livello, pestava duro sulla chitarra,
ma sapeva anche trarre delle atmosfere solo voce-chitarra
e armonica che rimandavano al miglior Dylan. I suoi testi
poi erano sulfurei, irridenti, irritanti, violenti, inconcludenti
e tremendamente ironici (o era sarcasmo?). Fatto sta che
con Bennato mi divertivo. Mi divertivo con "Non
farti cadere le braccia", con "Arrivano i buoni",
con "Salviamo il salvabile", "In fila per
tre", "Ma che bella città", "Meno
male che adesso non c'è Nerone", "Il professor
Cono", "Io per te Margherita", "Affacciati,
affacciati", "Viva la guerra", "Cantautore",
"Il gatto e la volpe", "Dotti, medici e sapienti"
"Così non va Veronica", "Restituiscimi
i miei sandali", "Dopo il liceo che potevo far",
"Rockcoccodrillo". Mi divertivo
e mi incazzavo. Come si fa ad ascoltare in "Affacciati
affacciati" quando Edoardo canta rivolto
al Papa, quel buffo ometto vestito di bianco e gli dice:
"Tanto sono duemila anni che stai a guardare!"
Dall'altro lato invece subivo in fascino di opere profonde
come "Un giorno credi", "Quando
sarai grande", "Venderò", "Feste
di piazza", "La fata", "L'isola che
non c'è". Di giorno in giorno
mi iscrivevo alternativamente al partito del rocker o a
quello del crooner. ma mi piacevano entrambi le anime. Poi,
gradatamente, c'è stato il distacco. Sono cresciuto
io, è cresciuto lui e ci siamo persi di vista. Per
ritrovare Bennato ho avuto bisogno di aspettare il 1992
e di cadere nel tranello di Joe Sarnataro, bluesman napoletano
che poi era solo il nostro travestito, con l'appoggio di
un compagno di giochi come Renzo Arbore che portava avanti
la finzione. Sta di fatto che ho sentito il disco "E'
asciuto pazzo o' padrone" per caso in un negozio
di dischi e l'ho subito comprato, facendo giustizia, inconsapevolmente
dei pregiudizi sull'autore di "Ok Italia"
(non mi è mai piaciuta) e di ""Viva
la mamma" e "Notti magiche",
inno dei mondiali in Italia del 1990, cantato con la Nannini
(queste canzoni mi piacevano, ma erano dannatamente commerciali!).
Le puntate successive del gioco non mi avevano preso, tra
molte riedizioni un po' stanche, addirittura quattro in
un decennio, e giochi nuovi un po' fragili. Poi, qualche
anno fa sorge il dubbio: che fine ha fatto Edoardo Bennato?
Ed esce un libro con cd accluso ("Così
è se vi pare") che dimostra come
Bennato sia vivo e lotti assieme a noi, anche se per il
momento pare tagliato fuori dai favori del pronostico. Ma
"il gioco continua" come direbbe ancora Edoardo
e siamo al 2010: esce "Le vie del rock sono
infinite" ed è un gran colpo. Edoardo
Bennato è tornato alla grande con un magnifico album
che sa di rock 'n roll e carico della verve polemica che
conosciamo bene, accanto ad uno spirito lirico non ancora
domo. Riapriamo gli archivi. Edoardo è qua e lotta
(da solo), ma anche un pochino insieme a noi. Chi è
quindi Edoardo Bennato? Un rocker, uno che, come Bob Dylan,
non ha voluto invecchiare uguale a se stesso, ma coerente
sì. Le sue canzoni suonano simili oggi come allora,
perché il buon rock non cambia, non invecchia, non
scade. (segue)
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