Flavio
Pescosolido
"Sopra il livello del mare" Autoproduzione - 2015 In free downloadwww.flaviopescsolido.com
Tracklist
01
Quantico
02
Ma
che strane sensazioni
03
Per
voi cos'è un sogno libero?
04
Occhio
di triglia
05
Come
nuvola
06
Librerateci
da ogni male
07
Sopra
il livello del mare
08
Ormai
ho capito
09
Penso,
dunque suono
10
Festa
11
Credo
Flavio
Pescosolido è uno strano, lo vedi e sembra un timido, una
persona contenuta e a modo, lo diresti uno studioso, poi sale sul
palco e si scatena, diventa un casinista, si libera, ti sorprende.
Ti sorprende bene. Classe
1967, docente presso l’Accademia Nazionale di Danza, ha composto
e suonato musica per almeno una quindicina di film d’autore
e per svariati documentari Rai, è stato tra i vincitori di
Lunezia nel 2005, e poi, appassionato anche di arte visiva, ha realizzato
3 album colorati “Giallo” nel 2005, “Blu”
nel 2007 e “Rosso” nel 2012.
Insomma, Flavio è uno che la musica la mastica da una vita,
senza farsi venire un’ulcera per un mondo in anestesia profonda,
per non dire in coma, dove marciano soltanto, e per breve tempo,
figure costruite a tavolino nei backstage dei reality, con l’ossessione
della voce ma senza neanche un lumino di idea.
Di idee non manca invece Pescosolido, supportato da una band rodata
nei live, dove esprime con grande potenza espressiva e scenica l’eclettico
susseguirsi dei brani.
Dal 2012, dall’album “Rosso”,
ha deciso poi di rompere con gli schemi e le regole di un mercato
asfittico, optando invece per l’offerta libera, diretta. Così,
in free download, sul sito omonimo del cantautore, www.flaviopescsolido.com
potete trovare sia quello, che questo “Sopra il livello
del mare”. Anche la copertina dell’album esprime,
senza dubbi, questo infrangere schemi e paletti, nello specifico
in pezzi va il codice a barre.
"Quantico",
anticipa il pensiero, “con il successo ci ammazzi le cicale,
quando lo scopri non rimanerci male” “Ma
che strane sensazioni” sembra uscita da un viaggio
lisergico, surreale come un quadro di Magritte. “Per
voi cos’è un sogno libero?” intro
classica che ritorna e una progressione melodica a sorpresa, sixties,
leggera, coda quasi prog, parlando di libertà vera o presunta.
Flavio si diverte e diverte, i testi sfiorano l’assurdo e
la battuta, il non sense dove nascondere riflessioni filosofiche
e un’indomita fantasia.
Il
suo modo di comporre non è mai lineare, ogni brano ha cambi
ritmici, scarti di genere, passaggi classici, in una piacevole
schizofrenia creativa. “Occhio di triglia”
ha ritmi caraibici, jamaicana è “Come
nuvola”, che vola piacevole, estiva, orecchiabile,
“Liberateci da ogni male”
parte cantautorale e svolta improvvisa in rock.
“Sopra
il livello del mare” è proprio una
bella canzone d’amore, come se ne fanno poche, “il
livello del mare riflette un livello interiore / sbattuto da onde
di mille, troppe paure / ma la vita è la vita ed è
bella per quello che è / sono due le parole che ti offro
in ricordo di me / siamo qui..”
Semplice nella complessità, le soluzioni fantasiose e sempre
gradevoli, come in “Ormai ho capito”,
o “Penso dunque suono”,
brano dove il compositore classico esce fuori con le variazioni
di violoncello sul giro di piano, a parlare di buona musica che
prima o poi tornerà a farsi ascoltare, o ancora con le
puntate funky de “La festa”,
che nella versione live esplode e provoca il battito.
Scaricatelo e poi, se potete, andate a vederlo dal vivo, ne vale
la pena.