Giancarlo Frigieri
Chi ha rubato le strade ai bambini
Evasio Muraro
O tutto o l'amore
Crediti*:
Massimo Schiavon (chitarra, voce); Marta delfino (cori); Mike
Applebaum (tromba flicorno), Marco Siniscalco (contrabbasso),
Cristiano Micalizzi (batteria), Carlo Di Francesco (percussioni),
Giacomo Grandi (violoncello), Marcello Sirignano (violino)
e Desirée Infascelli (fisarmonica). Per non parlare
di Armando Corsi e del pianista argentino Roman Gomez.
arrangiatmenti di Fabrizio Guarino
R egistrato A Roma presso il Millenium Audio Recording da
Fabio Ferri, mixaggio e il mastering: Daniela Bombelli
Testi e musiche di Massimo Schiavon tranne "I Passi di
Una donna",
testo e musica di Enzo Jannacci
I Passi di Una donna è arrangiata per orchestra da
Vincenzo Messina e suonata da Marco Ricci (contrabbasso),
Daniele Moretto (tromba e flicorno), Valentino Finoli (clarinetto)
Massimo
Schiavon
"Piccolo Blu" Egea - 19 Novembre 2012 Nei negozi di dischi
e sulle piattaforme
digitali
Tracklist
01
Il
volo di Chagall
02
La
voce dell'anima
03
E
magari si
04
Via
della pace
05
Blu
06
L'amore
del tempo matto
07
Quaranta
lacrime
08
Fiammetta
09
Senza
ali
10
Scendi
piano
11
Il
sorriso
12
I
passi di una donna
Un lavoro
fatto con garbo. Come garbato è il suo autore. Musica gentile
che non urla, ma si impone e si fa ascoltare per la sua delicatezza
e la cura nel porgersi. Lieve ma non effimero. Ma andiamo con ordine.
Massimo Schiavon, ligure di Laigueglia, non è un ragazzino
di primo pelo e affianca il suo mestiere di cantautore a quello
di operatore culturale. È infatti deus ex machina della rassegna
“Queste piazze davanti al mare”, che da anni porta a
Laigueglia la canzone d’autore e “Piccolo Blu"
è la sua seconda prova discografica.
Dicevamo del garbo, che è la caratteristica del lavoro, a
partire dalla grafica. In copertina troviamo una foto di Massimo
bambino, elaborata e ridisegnata - in blu - che assieme alle altre
del poster-libretto ci accompagna in questo viaggio musicale intimo
e pittorico. Poche volte un illustratore ha saputo interpretare
un tema bene come Marta Delfino, autrice del progetto
grafico, e ha saputo creare un fil rouge – o meglio, in questo
caso , un “fil bleu”, che si compenetrasse così
bene con le canzoni, legandole come uno di quei nastrini di seta
(blu) con cui si legavano le lettere.
Una volta inserito nel lettore, “Piccolo blu” si rivela
un'opera sicuramente autobiografica, intrisa di emozioni e di immagini-acquerello.
Dodici canzoni-quadro che si aprono in un viaggio introspettivo
e raccolto. Mai noioso, però, perché Schiavon è
un onnivoro della musica. Ha ascoltato e ha assimilato dalla canzone
d'autore alla classica, dalla bossa al jazz, poi, per il suo disco,
si è circondato di musicisti del calibro di Mike
Applebaum (tromba flicorno), Marco Siniscalco
(contrabbasso), Cristiano Micalizzi (batteria),
Carlo Di Francesco (percussioni), Giacomo
Grandi (violoncello), Marcello Sirignano
(violino) e Desirée Infascelli (fisarmonica).
Per non parlare di Armando Corsi e del pianista
argentino Roman Gomez. Il tutto è stato
poi arrangiato da Fabrizio Guarino.
“Piccolo
Blu” è un lavoro con un’anima. E quella di Schiavon
è una bella anima, che suggerisce riflessioni e comunica
sentimenti. I testi sono diretti, senza inutili fronzoli, ma mai
scarni e le melodie appartengono a quella famiglia musicale che
prende le note e le ordina in modo magari semplice, ma che arriva
dritto al cuore. C’è molta pittura, che evoca atmosfere,
così, mentre il disco si srotola, il viaggio nell’anima
di Schiavon, che in fondo (ma nemmeno troppo) è un’anima
ligure, prende dal cielo del “Volo di Chagall”
prende il largo e si proietta verso il mare e in “Blu”,
pezzo centrale e manifesto ideale del lavoro, arriva in Argentina
con un canto di emigrati, di pirati, di ricordi di una casa di famiglia,
sospesa tra il mare e la poesia reso come non meglio si poteva dalle
note prorompenti della chitarra di Armando Corsi che si mescolano
a quelle coloratissime di Roman Gomez.Un genovese doc e un argentino
di Buenos Aires che rievocano con le loro sonorità il tema
del viaggio, della scoperta, dell’approdo.
Un lavoro totalmente acustico, dove predomina il pianoforte e dove
ricorre la seconda voce di Marta Delfino (sì la stessa della
copertina) con la sua voce fresca, che stacca piacevolmente da quella
calda e avvolgente di Massimo e sottolinea alcune parole, come accenti
di luce in un dipinto. Ascoltando la costruzione melodica e armonica,
si capisce che a Schiavon piace molto anche la musica classica (echi
di Chopin nella strumentale "Il sorriso") e apprezza
qua e là qualche spruzzata di jazz leggero, i colori latini,
un po’ di bossanova.
Fotogrammi, pennellate, frammenti che portano a riflessioni e illuminano
le storie dei personaggi di Schiavon. Personaggi teneri, a volte
"Senza ali", per citare il titolo di un brano.
Figure che per le loro caratteristiche – vuoi interiori, vuoi
sociali – faticano a trovare un posto nel mondo degli “altri”.
E così incontriamo i bimbi di "Scendi piano"
persi nel loro Natale, gli amanti protagonisti del "Volo
di Chagall" sulla spiaggia di Paraggi con la neve, i nostri
vecchi emigranti persi in Argentina e "Fiammetta",
partita dal paese per andare a lavorare in città, la canzone
che in qualche modo ricordava a Enzo Jannacci la
sua "Vincenzina e la fabbrica" e che forse –
lui che aveva conosciuto Massimo proprio in occasione di una sua
partecipazione a “Queste piazze davanti al mare” a regalargli
un suo inedito, "I passi di una donna", il brano
che conclude il cd dopo il sapiente stacco della strumentale “Il
sorriso”.
Due parole conclusive per "Scendi piano", brano
che affronta il tema del Natale, un Natale laico ma denso di spiritualità,
dove un fiocco di neve rotola per il cielo e appunto scende piano,
fino a sciogliersi tra le mani di un bimbo che, stupito, penetra
nella magia del Natale per le strade di un paesino popolato da bimbi
e musicisti di strada. Per questo brano è stato realizzato
un cartone animato, tutto giocato sui toni del blu, ca va sans dire,
che sostiene la Gaslini Onlus e il suo progetto
"La Casa sull'Albero" del pronto
soccorso pediatrico: un ambulatorio di accoglienza e osservazione
per bambini che hanno subito maltrattamenti e per le loro famiglie.