| Come
si avvelena un uomo in una stanza da solo?
di Giorgio Maimone
Un giallo teso come una lama, un giallo di quelli
veri, vecchio stile, che non ti abbandona un attimo. Il classico
giallo della stanza chiusa.
Un uomo viene ucciso mentre è in casa da solo. Viene
avvelenato con dell’arsenico che, in un modo o nell’altro,
è stato messo nel caffè che sta bevendo. Non
ci sono sospettati, ma non è un suicidio.
L’uomo, Yoshitaka, ha appena deciso di lasciare la bellissima
moglie, perché, dopo un anno che stanno insieme, lei
non è ancora riuscita a donargli un figlio. Lo comunica
alla moglie e le annuncia anche che sta con un’altra:
un allieva della moglie che insegna l’arte del patchwork,
che, peraltro è rimasta subito incinta. Queste sono
le prime pagine del giallo.
La rosa dei sospettati è ridottissima: o l’amante
o la moglie. Oppure un vecchio ex amore. Indagano due poliziotti:
un uomo, Kusanagi, e una donna, Utsumi, aiutati da uno strano
tipo di fisico appassionato delle indagini logiche: il professor
Yukawa. Fino alle ultima pagine la trama non si svela e vi
costringe a restare attaccati alla pagina. Come è stato
avvelenato il caffè di un uomo in una stanza da solo?
Un estratto: “«Hai sentito quello
che ho detto?» domandò Yoshitaka. Ayane si girò
e sorrise debolmente.
«Sì, certo che ho sentito.»
«Allora potresti sforzarti di rispondere.»
Yoshitaka, seduto sul divano, stese le lunghe gambe e le accavallò
di nuovo. Durante le sue frequenti sedute di allenamento faceva
attenzione a non irrobustire troppo gli arti inferiori: ci
teneva a indossare i suoi eleganti pantaloni attillati.
«Mi sono distratta un attimo.»
«Oh? Non è da te.» Il marito alzò
un sopracciglio scolpito.
«Quello che hai detto mi ha sorpreso, sai.»
«Non posso crederci. Ormai dovresti sapere cosa voglio
dalla vita.»
«Già... Dovrei saperlo.»
«Cosa vorresti dire?» Yoshitaka si appoggiò
disinvolto al divano allargando le braccia sullo schienale.
Ayane si domandò se stesse fingendo o se fosse davvero
così indifferente. 8 Respirò e osservò
il bel volto dell’uomo.
«È così importante per te?» gli
chiese.
«Cosa?»
«Avere dei figli.» Yoshitaka fece un sorrisetto
sprezzante e ironico. Distolse lo sguardo, poi tornò
a concentrarsi su di lei.
«Non mi hai ascoltato, vero?»
«Ti ho ascoltato» disse Ayane con un’occhiata
furiosa, sperando che lui se ne accorgesse. «È
per questo che te lo chiedo.» Il sorriso abbandonò
il volto di Yoshitaka. Annuì lentamente.
«Sì. È importante. Molto importante. Fondamentale,
direi. Se non possiamo avere figli, non ha senso essere sposati.
L’ amore romantico, prima o poi finisce. Le persone
vivono insieme per costruire una famiglia. Un uomo e una donna
si sposano, diventano marito e moglie, poi fanno dei figli
e diventano padre e madre. Solo allora saranno compagni di
vita nel vero senso della parola. Non sei d’accordo?»
«Credo che il matrimonio non sia solo questo.»
Yoshitaka scrollò la testa.
«Per me sì. Ne sono convinto e non intendo cambiare
idea. Questo significa che non ho intenzione di continuare
così se non possiamo avere figli.»
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Da
leggere: Perché è un giallo! In senso
pieno. Di quello che fino alla fine stai ad alambiccarti su
quale possa essere stata la strategia seguita. E quali le
strade per arrivare alla soluzione? Il classico delitto della
stanza chiusa.
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