Crediti:
Marco
Segreto (contrabbasso, basso elettrico), Ariel Verosto (chitarra
classica, flauto traverso), Valter Piatesi (batteria) e Alberto
Cipolla (tastiere).
registrato alla Maison Musique di Rivoli (TO) da Gigi Giancursi
e Cristiano Lo Mele e confezionato in un digipack illustrato
da Irene Bedino,
Eugenio
Rodondi
"Il labirinto" Maison Ermetique - 2012 Nei negozi di dischi
Tracklist
01
Alice
02
Cittadino
del mondo
03
L'amante
dei tarocchi
04
Se
il mare va in burrasca
05
Le
scarpe nuove
06
La
stanza
07
Il
labirinto
08
Nel
labirinto
09
Capelli
di ragnatela
10
Ponzio
Pilato
11
Il furgone
12
Canzonetta
13
La
d anza degli altri
Eugenio
Rodondi è un giovane cantautore nato a Collegno, patria di
un famoso smemorato del primo dopoguerra conteso tra due famiglie
che in lui avevano riconosciuto rispettivamente un parente disperso
nel conflitto e un truffatore latitante, ma Collegno è periferia
torinese e Torino è uno dei centri musicali più importanti
a livello nazionale, da sempre presente ma che, in relazione alla
trasformazione e al risveglio dell’ultimo decennio scatenato
dai giochi invernali che hanno aperto un bisogno troppo a lungo
compresso, vive oggi un fermento particolare e vivo, con un’onda
cantautorale vasta e originale, e parlo di Luciano de Blasi, Ila
Rosso, Fra Diavolo, Davide Tosches, Stefano Amen, Vittorio Cane,
Alberto Visconti dei L’Orage, e altri ai quali aggiungere
gli “storici” come Federico Sirianni.
E’ possibile scaricare presso il sito torinosistemasolare.it,
nato dalla collaborazione e sinergia di decine di associazioni e
di produzioni artistiche, intorno ai grandi temi come la lotta alla
mafia o per l’acqua bene comune, una compilation del 2009
“La Paura - San Salvario Da Mezzanotte Alle Quattro”,
e una più recente “L’acqua - In Acque
Libere” con la presentazione di Max Casacci dei Subsonica.
L’entusiasmo iniziale si è scontrato con un problema
nazionale, l’accantonamento della canzone d’autore da
parte di tutti i media e di chi la musica la produce e promuove,
ma qui le difficoltà hanno generato altre sinergie e circuiti
virtuosi che consentono agli artisti della città di esibirsi
e non scomparire. Idea virtuosa questa di Torino che dovrebbe contaminare
altre città fino a diventare sistema nazionale. Un modo comunque
di riportare il pensiero e le sue creazioni al centro della scena,
o perlomeno per stimolare un circuito alternativo che ridia linfa
alla grande scuola dei decenni passati. Altra situazione in gestazione
quella di minoranzadautore.org.
Ma torniamo al nostro…
Il giovane, classe 1988, arriva all’esordio dopo aver calcato
per anni i palchi del capoluogo piemontese, con un album, "Il
Labirinto", con tante storie di dis-umana sopravvivenza,
dentro questa realtà mobile e ferma, instabile e irremovibile,
dove l’eccesso di informazioni diventa assenza di direzione.
Il labirinto, un tempo univoco e diretto al centro, in un mondo
antico che prevedeva un viaggio anche lungo, certo, ma anche un
sicuro arrivo, oggi è invece sinonimo di percorso complesso
e incerto, equivoco, più simile in fondo al doloroso rompicapo
offerto dalla contemporaneità. Eugenio in 12 quadri, tra
pubblico e privato, tra ironia e immagini forti, ha realizzato un’opera
che porge chiavi di interpretazione, per fare del labirinto una
mappa, capace di rendere comprensibile il mondo del suo vissuto.
E’
bravo Eugenio, alcuni brani sono penetrati dal genio, gli vien facile
il gioco di parole, l’uso accorto e sapiente delle figure
retoriche, i calembour e le dotte citazioni.
Rodondi, se lo è sentito dire mille volte, ha una voce bella,
calda, che, anche per un estro creativo molto legato alla classicità
della canzone d’autore, lo porta a somigliare incredibilmente
a Fabrizio De André, cosa che non è esattamente un
difetto, ma al primo ascolto è impossibile non pensarlo e
restarne per un attimo colpiti. La lettura dei testi rende chiaro
il percorso diverso di Eugenio, e lo affranca dal sospetto.
"Alice" è una danza,
con intermezzo d’archi, ispirata da un brano completamente
diverso, Incubo di Dente, e dai personaggi di Carroll, la regina
e i suoi servi, mentre “Alice è forse la più
capace / Alice è l’unica che non tace / non vuole ordine
ma confusione / e scappa dentro un’altra dimensione…”
Cittadino Del Mondo , a partire da esperienza personali, addita
gli eccessi di chi vuol sempre la ragione, anche quando non c’è.
"Gli Amanti Dei Tarocchi", introdotta
da piano e violino, ballata in 3/4 , è la storia di un amore
saffico, combattuto da una madre “che riesce a mangiare le
membra dei figli”, la delicatezza è manifesta con la
citazione dell’aforisma di Alda Merini “Nessuno mi pettina
meglio del vento”, e gli aforismi sono passione della protagonista,
ma anche “foglie d’alloro” un po’ meno che
poesia.
"Se Il Mare Va In Burrasca"
è una filastrocca che cita il sonetto di Dante a Cavalcanti,
traslata ai nostri tempi, e in questo mare di nuovo infido si incrociano
i barconi dei migranti. Eugenio si esibisce anche allo xilofono.
"Le Scarpe Nuove" mette alla
berlina, con arguzia e giusto ritmo, la necessità d’omologazione
di questi tempi, la voglia di tanti d’appartenere di necessità
a un gruppo, che sia esso “della rotaia” o “di
chi va per mare” o “dell’equilibrio”, non
importa, pur di coprire il vuoto interiore che non si colma mai.
"La Stanza" è cupa e
inquietante, marcata dal bordone del basso, storia di una relazione
deviata, malata, dove la passione e l’amore nascondono morbosità
ed eccessi, fino ad alterare la realtà. “La relazione
fa infezione appena il fiore viene colto” "Il Labirinto" ha un bel cambio
ritmo, da ballata a rutilante sarabanda, con la parola che diventa,
senza perdere significato, suono e strumento. Parla del cimitero,
luogo caro a Rodondi, delle inutili celebrazioni di marmo di famiglie
che già si chiudono in casa nel proprio personale dannato
labirinto, e nel labirinto presenze fisse sono le mille statue “…fuochi
notturni senza scintille viste da donne senza pupille…”
"Capelli Di Ragnatela" è
una bella canzone d’amore, piena di frasi giocate e di belle
parole, Leopardi e Ungaretti, "capelli di ragnatela, /
se vuoi ti do una sciarpa per proteggerti, / che l'inverno ha le
mani gelate, / capelli di ragnatela, / le passioni sono cose delicate..."
"Ponzio Pilato" feroce critica
alla resa di chi non partecipa alle lotte altrui, ci si limtia ormai
alla critica on line, senza partecipazione “qui si beve
anche senza aver sete / collegati ogni istante alla rete virtuale
/ come pesci alla rete del mare / come tonni incastrati in tonnare
/ che san bene in teoria come uscire / ma non san reagire…”
"Il Furgone" è vera e
divertente disavventura nell’acquisto e vendita di un furgone
pieno solo di difetti…
Canzonetta, introdotta dal contrabbasso, è un promemoria
a futuro ricordo, sulle trasformazioni inevitabili dei sentimenti,
sulla vita che, nella fretta, cancella pian piano il pensiero…
Dal Ballo dei Morti, leggenda di tradizione sarda, nasce "La
Danza Degli Altri", quasi una tarantella per
questa storia di feste notturne dei morti ai quali è meglio
no partecipare…
Questo primo album di Eugenio Rodondi è opera di certosina
scrittura, frutto della collaborazione continuata e in continua
evoluzione con una band fissa che è parte integrante del
progetto; è la prova che la nuova canzone d’autore
continua a lavorare sotto la cenere, anche se troppo lontano da
una giusta e meritata attenzione; è il primo importante e
già valido passo di un artista che dimostra un grande potenziale
e l'estro del poeta, perché…
E’ del poeta il fin la meraviglia,
parlo dell’eccellente e non del goffo,
chi non sa far stupir, vada alla striglia!
(da La Murtoleide: Fischiate del cav. Marino)