Una
Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Le
BiELLE RECENSIONI
Ugo
Mazzei:
"Mezzogiorno o giù di lì" Picaresco,
soleggiato, spensierato e coraggioso di
Mario Bonanno
Ascolti
collegati
Ugo Mazzei
Pubblico e privato
Germano Bonaveri
Città invisibili
Eugenio Ripepi
La buccia del buio
Rossoantico
Rossoantico
Beppe Donadio
Figurine
Tiziano Mazzoni
Goccia a goccia
Crediti:
Ugo Mazzei: piano e voce, chitarre acustiche; Vincenzo Di
Silvestro: dir. Archi e violino solista: Biagio Martello:
basso frettless; Derek Wilson: batteria, timpani e piatti;
Davide Alibrio: chitarra solista: Giovanni Di Caprio: chitarre
elettriche; Massimo Pennisi: basso; Filippo Platania: chitarra
solista; Tony Cercola: percussioni; Filippo Platania: chitarra
solista; Salvino Strano: fisarmonica; Corrado Giardina: contrabbasso;
Giuseppe Leggio: batteria;
Registrato
da Giuseppe Pernice al “The Artist Recording Studio”
Mixato e masterizzato da Paolo Iafelice presso “Adesiva
Discografica” Milano
Testi e musiche di Ugo Mazzei
Prodotto da Luigi Piergiovanni per “Interbeat”
Direzione artistica di Massimo Pennisi ed Ugo Mazzei
Foto di Paola Pisanelli e Franca Centaro
Ugo
Mazzei
"Mezzogiorno o giù di lì" Interbeat - 2011 Nei migliori negozi di dischi
Tracklist
01
Roma
ti somiglia
02
Libera
03
Solo
per te
04
Oh
Marilina
05
Il
cane e la luna
06
I
fantasmi di Greenville
07
Feste
gitane
08
Ninnananna
degli amanti
09
La
notte sempre accesa
10
Miracolo
a Compostela
11
Al
mercato del sole
Forse
è la mia fantasia che ogni tanto mi frega, ma mi piace pensare
a “Mezzogiorno o giù di lì” come a una
risposta anti-meridiana al notturno (e insonne) “All’una
e trentacinque circa” di caposseliana memoria. Certo è
che, a leggerlo in traslato battistiano, di cieli immensi (e colline
e praterie) questo disco è zeppo fin quasi alla dichiarazione
d’intenti.
Disco on the road, aereo, senza sbavature e nemmeno uno spolvero
di caligine: picaresco, soleggiato, spensierato (?), però
scritto bene e suonato ancora meglio. Disco, peraltro, alquanto
coraggioso. Nel senso che dopo gli esiti ultra-convincenti di “Pubblico
e Privato”, ha la forza di ri-mettersi in gioco,
e cominciare (presso che) da zero.
Espressione di esigenza momentanea o di “nuovo corso”
che siano, le dieci tracce che strutturano in senso lieve la scaletta,
si distanziano di gran lunga da quelle del cd d’esordio.
Abbandonati i climi di mutazione francese, qui le canzoni trasudano
sound e atmosfere americane (partecipano al cd i “mitici”
Derek Wilson - batteria -, e Tony Cercola - percussioni -). Musica
e parole immediate, senza fronzoli né pretese, di facile
riproducibilità live. Con una Sicilia trasfigurata in macrocosmo
acceso, surreale, paradigmatico, a fare da sfondo.
Una Sicilia che occhieggia alla Spagna di Garcia Lorca, vagabonda.
Che a tratti, poi, somiglia alla frontiera west, smarginata in
nugoli di polvere, miraggi, geografia, sensualità (“Fantasmi
di Greenville”,“Ninnananna
degli amanti"). Dove i sogni si sognano a occhi
aperti, sulla linea di confine tra reale e possibile. Come nella
liberatoria “La notte sempre accesa”,
in cui un autista trasforma il suo bus in aereoplano, e con questo
ci sorvola il mondo, fino al lontano Nepal.
Come
in “Feste gitane”, con il
fiume Guadalquivir a baluginare delle luci di una Cordova vicina,
e il tepore iberico a fare il resto, assecondando le fantasie
cavalleresche di un uomo sulla strada. Un disco on the road, nell’aspetto
e nella sostanza sonora. Con il west country contaminato di “Miracolo
a Compostela” a contendersi con “Al
mercato del sale”, la palma di pezzo capofila.
In attesa di un terzo cd che riveli qualcosa di più sull’impronta
artistica definitiva di Mazzei.