| Intelligenza
e rigore in una Milano glaciale
di Louise Brooks
Una Milano glaciale, con le ferite delle voragini
per le nuove aree dell'Expo incorniciate da un'architettura
di razionale perfezione, è lo specchio del cuore in
inverno di Monica (Claudia Gerini, vera e bravissima), donna
in rassegnata carriera, con padre anziano, malato, ossessionato
dalla religione, una sorellastra piena di rancore, un amante
vigliacco e sposato che non le dà nulla e il vuoto
intorno.
Lei, eroina del controllo, come tante donne di oggi, fa giorno
dopo giorno tutto quello che la vita (le) richiede, con l'impegno
quasi militare di una che non ha mai voluto dipendere da nessuno,
abituata a fare i conti con i suoi dolori da sola.
Poche le consolazioni, il corso di fotografia, qualche libro,
un corteggiatore ingenuo e di belle intenzioni a cui sa comunicare
solo la sua paura di vivere.
Un personaggio femminile alla Antonioni che, fra mille incertezza,
riuscirà a trovarsi o forse ritrovarsi, solo quando
capirà di non essere una dea onnipotente e vedrà
i suoi limiti come una ricchezza per andare avanti e non più
come un ostacolo.
Intelligenza e rigore in un'atmosfera debitrice della sensibilità
poetica di Antonia Pozzi.
La frase: ""...e sono proprio le crisi
che ci stimolano ad andare avanti".
Da
vedere: Un po' per farsi del male, un po' per soffrire,
un po' per capire l'anima di Milano
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