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Musicisti:
Gli Elisir sono: Paola Donzella (voce);
Paolo Sportelli pianoforte, clarietto, clarinetto basso, piano
Rhodes, sintetizzatori); Daniele Gregolin (chitarre); Daniele
Petrosillo (contrabbasso); Walter Calloni (batteria - ospite fisso)
Ospiti:
Stefano Bagnoli (batteria); Fabrizio Bosso (tromba e flicorno);
Javier Girotto (sax soprano, Moxeno); Alessandro Giulini(fisarmonica);
Bebo Ferra (chitarre); Andrea Rotoli (chitarre); Piero Salvatori
(violoncello)
Testi: Paola Donzella
Musica: Paolo Sportelli
(tranne 11- Paris
Combo)
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Tracklist
01. Mondo storto
02. Dentro un tempo
03. Dove sei
04. Un italiano a Parigi
05. Intro Bebò
06. Fiore di notte
07. Neve
08. Pere e cioccolato
09. Incanto
10. Il valzer di Angelina
11. Berceuse insomniaque
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Praticamente
perfetto! Eccolo qui il disco migliore dell'anno fino ad ora.
Una delizia fatta di pere e cioccolato e altri squisiti ingredienti
di pasticceria, anzi, di alta pasticceria. Qui c'è l'arte
di un Ernst Knamm, pasticcere austro-milanese, o di una Loretta
Fanella, maga dei dolci dell'Enoteca Pinchiorri di Firenze. Identità
golose, insomma per Paola Donzella, Paolo Sportelli e il team
che hanno costruito attorno, senza dimenticare gli splendidi ospiti.
Pianoforte, voce, clarino, la base ritmica e poi, di volta in
volta, flicorno, sax, fisarmonica, chitarra, violoncello: la spezia
adatta a ogni situazione. Vogliamo aggiungerci dei testi di grande
interesse e complessa costruzione? Vogliamo dire che è
un bel disco? Anzi, il migliore.
Il progetto Elisir parte da lontano (nel 2002) e si muove
sotto vento per un po' d'anni. Alla base la passione per l'atmosfera
culturale e musicale francese degli anni '30 (il jazz manouche alla
Django Reinhardt che impronta di sè anche quest'ultimo lavoro).
Paola Donzella, viso e maquillage alle Louise Brooks (o alla Valentina,
se preferite) scrive i testi e canta, Paolo Sportelli compone musica
e arrangia. Fonti di ispirazione: la musica classica per Paolo,
la terra di Sicilia, dove è nata, e la Francia per affinità
mentale per Paola.
La prima impressione è di leggerezza. Quasi una "Sincerità"
cantata da Arisa a Sanremo. Poi però
ci si accorge che i tempi della ritmica sono sghembi, i suoni assortiti
con passione e competenza musicale e i testi presentano frasi come
: "Mondo storto / di marionette e ostilità / in
un gioco d'azzardo sporco / Siamo tutti dei fiori o dei re / fermi
forti in un battello pazzo ed ubriaco di bugie" ("Mondo
storto"), con un richiamo non molto mascherato
al Bateau ivre di Rimbaud. "In questa città dove
piovono lacrime nere / mi fermo a parlare la sera con i lampioni
accesi / e con le ringhiere di periferia / di amori, di inganni,
di questa passione per te" .... "Ci sono dei mondi descritti
da semplici sguardi / e da sensuali reazioni tra il giorno e la
notte / morbida grappa davanti a una bocca ubriaca / a ritmo di
sana follia è il mio amore per te". ("Dentro
un tango").
Si parte in sicurezza con "Wenn I gohn"
("Quando me ne andrò") , cantata a due voci e
con strofe in tedesco e italino intervallate: "Preparo la
mia valigia e porto via con me / il calore della terra / il vento
tra le le foglie / il migrare degli uccelli / quando me ne andrò".
Una gran bella ballata che serve a mettere in armonia col progetto
e col disco. Molto dolce anche il cantato di Linard, più
portato alle atmosfere bucoliche, quando Pippo invece ha un approccio
più grintoso.
Non si trova una canzone zoppa neanche a cercarla col lanternino.
Scivola via lieve "Dove sei",
affascina col suo ritmo di parole forsennato e la sua musica anni
Trenta "Un italiano a Parigi"("Gira
il Louvre per raccontare: la Pyramide, Vermeer , Da Vinci! / sulla
giostra al Sacro cuore e poi la Senna per amore / Va a Pigalle
a curiosare, ride per non arrossire / fa attenzione nel parlare
/ Je parle francais, je suis italien, j'aime les croissant, le
camembert, le foie gras!"), meraviglia l'"Intro
Bebò" di Bebo Ferra alla chitarra, culla
il "Fiore di notte", ebbra
di sicilianità: "Sento già il canto della
mia città / l'orgoglio delle donne belle e in piena dignità
/ del tempo che è passato ormai nei vicoli assolati e poi
/ nei giorni di felicità a due passi dal mio mar"
Ma il fascino continua con l'eterea "Neve"
-("Sai di bianco, sai di buono / porti il cuore all'abbandono
/ dolce amara e seducente / sei romantica e pungente")
e la sua lunga parentesi musicale, affidata al flicorno di Fabrizio
Bosso, e con l'esplosiva "Pere e cioccolato",
ombelico e canzone guida del disco: "Se tu fossi un dolce
da gustare solo l'amaro cioccolato / se io fossi un frutto da
mangare solo una pera dolce e vera/ ... / folli amanti sempre
in lotta, ma aromatizzati di amor". Ma "Incanto"
tiene altissima l'attenzione nella sua fragile tessitura e "Il
valzer di Angelina" è uno dei meglio
dolci esposti sui capaci banconi del locale:"Mille violini
al miele / come un'antica giostra per te / che suonano nel vento
del sud / E brillano al sole / gelsi e il profumo della poesia
/ Come da bambina dentro quel bianco e nero d'amore / nei frutti
colorati da te / di marzapane e oleandri". La chiusura
è affidata a una cover, meravigliosa, quella "Berceuse
insomniaque" dei Paris Combo che risorge a
nuova vita, fino a sembrare una canzone del tutto nuova.
Chiudo con gli elogi, ma non senza ribadire che era da tempo che
non trovavo un disco così tanto convincente e così
a lungo. Un disco che puoi anche mettere distrattamente sul piatto
fino ad accorgerti che non hai per niente a che fare con un prodotto
di routine, ma d'arte. Un dolce che s'alza e s'abbassa, che si
scioglie in bocca e ti stupisce per consistenze e colori, per
gli aromi mischiati tra il nord ed il sud, tra Palermo e Parigi,
tra il marzapane e la Saint Honorè.
Elisir
"Pere e cioccolato"
Sottolaluna - OddTImesRecords-Egea- 2009
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