Ideali
per chi? Ne salvo 20 su 100
di
Leon Ravasi
Mi
metto d'impegno e ne salvo 20. Se proprio mi sforzo posso
arrivare a 50/60, ma a 100 proprio non ci arrivo. Neanche
col massimo sforzo e la massima disponibilità. E' vero
che libri simili si prestano a tutte le critiche del caso
e non possono quindi essere che scelte soggettive e giustificate
dalla soggettività, ma proprio per questo un libro
così non può essere "a cura". Deve
essere "di". Qualcuno deve avere voglia di perderci
la faccia e giustificare come si fa a mettere James Taylor
tra i 100 dischi ideali per capire il rock (rock? Taylor?).
E invece no: Guaitamacchi si limita a curarlo il libro.
L'impostazione del volume è molto classica
in questo volume che vale ricordalo, è la riedizione
di un analogo volume del 2000. L'opera è divisa in
5 decenni, i 5 decenni in cui il rock è cresciuto e
si è sviluppato: dal 1950 agli anni 2000. Le schede
dei 100 album sono curate da 23 collaboratori tra cui Roberto
Caselli, Aldo Pedron, lo stesso Guaitamacchi, Mauro Ronconi
(già a sua volta autore dei "100
dischi ideali per capire la nuova canzone italiana")
e altri nomi che, a me, non dicono. Ogni disco si porta appresso,
addizionale, una breve scheda di tre dischi simili ai nostri
"Ascolti collegati", che vengono definiti "Dischi
nella medesima vena artistica". Alcune scelte fanno ridere.
Altre piangere.
I 100 dischi, ovviamente, non sono dischi di sconosciuti:
ci sanno classici ineludibili (i 20 su cui siamo d'accordo)
come Sgt Pepper's Lonely hearts club band,
The freewhelin' Bob Dylan, Music
from Big Pink della Band, Rubber soul
dei Beatles, Murder Ballads di Nick Cave,
Songs of Leonard Cohen, Cosmo's factory
dei Creedence Clearwater Revival, Blonde on blonde
di Bob Dylan, New York di Lou Reed, Frank's
wild years di Tom Waits, Led Zeppelin IV,
Velvet underground & Nico, Black
Sabbath dei Black Sabbath, The Doors
dei Doors, Electric Laydland di Jimi Hendrix,
In the court of Crimson King dei King Crimson.
Liege & Lief dei Fairport Convention,
Horses di Patti Smith, London Calling
dei Clash, Remain in light dei Talking heads,
The Joshua tree degli U2, Nevermind
dei Nirvana, Ok computer dei Radiohead.
Su questi 20 (23 per la precisione) non ci piove, per motivi
vari: hanno creato un genere (come i dischi dei Beatles, di
Dylan, dei King Crimson, dei Clash, dei Led Zeppelin, dei
Fairport Convention, di Tom Waits, dei Talking heads), lo
hanno sviluppato (come Lou Reed, Nick Cave, Leonard Cohen,
The Doors, Patti Smith), non hanno fatto niente di ciò,
ma erano bellissimi dischi. Su altri si può anche concordare
come Aqualung dei Jethro Tull o Moondance
di Van Morrison (ma avrei messo Astral Weeks),
Sign o' times di Prince, Blue
di Joni Mitchell, Pearl di Janis Joplin,
John Barlecycorn must die dei Traffic, Bridge
over troubled water di Simon & Garfunkel, Pet
sound dei Beach Boys.
Su molti verrebbe da cambiare la scelta: certo Springsteen.
Ma perché Born to run e non The river
o Nebraska? Pink Floyd sì, ma com Ummagumma o Atom
hearth mother e non col vendutissimo (e commerciale) The
dark side of the moon. CNSY, perché non Four
way street? Dei Jefferson Airplane avrei messo Volunteers
e dei Grateful Dead, con tutto quello che è uscito
postumo, possibile che si consideri ancora Live dead
come il migliore? E non erano meglio gli Eagles dell'esordio
con Desperado, piuttosto che la macchina da soldi di Hotel
California (disco di una sola meravigliosa canzone)?
Altre scelte ancora lasciano molto perplessi: James Taylor?
Bonnie Raitt? Carole King? I Meat Loaf? I Kiss? I Van Halen?
Le Hole? Sting? Imagine di John Lennon poi?
Si è voluta premiare la canzone. Perché, alzi
la mano chi mi si canticchiare Crippled inside o Gimme some
truth o How? Disco mediocre, centinaia di leghe al di sotto
di All things must pass di George Harrison,
per esempio, ma anche di alcuni lavori del Macca. E infine
i Rolling Stones: Exile on main street è
un grande disco, ma è quello che li rappresenta meglio?
Non credo.
Alfine, il metodo enunciato a inizio volume esclude tutti
gli italiani (ma perché? Creuza de ma
di De André non è stata una pietra miliare per
tutta la world music?), i dischi di punk, hard rock, blues,
jazz, raggae e world music di cui si parla in altri volumi
della collana degli Editori Riuniti (qui di fianco il link
per il lavoro di Ronconi sugli italiani). Salvo che poi Ramones,
Sex Pistols e Clash, eroi del punk, trovano spazio qui, come
pure Iron Maiden, Ac/Dc, Van Halen, Gun 'n roses che certo
rappresentano l'hard rock. Mah, scelte editoriali.
Ma in fondo il bello di questi volumi che ti spingono a ripensare
alla musica, a rimettere in discussione idee e concetti e
soprattutto a riascoltare quella musica che è stata
parte della tua vita e che, per mille motivi diversi, ne era
uscita. Oltre ai 38 euro del libro dovrei sommare i 170 euro
spesi su Amazon per acquistare in cd dischi che 30 anni fa
avevo comprato in vinile! Mettete in conto: la voglia di riascoltarli
coglierà anche voi.
100
dischi ideali per capire il rock
a cura di Ezio Guaitamacchi
Editori Riuniti - aprile 2007
265 pagine - € 38,00
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