I
risultati 2007
Ottimi
i verdetti emersi dal Tenco. Da questa parte del mare
il miglior disco, Avanti pop i migliori
interpreti. Appartiene invece a un assodato costume italico la scelta
di premiare Rosa Resolza di Andrea Parodi
e Elena Ledda. E' un buon disco, ma l'impressione è che,
come spesso accade, si sia voluto dare una sorta di premio in extremis
dettato dalla commozione. Qualche riserva ma di metodo e non di
merito abbiamo anche sul premio all'esordiente, assegnato a Chimera,
di Ardecore; il lavoro è meritevolissimo,
quanto per l'irreperibilità del cd (fino a fine settembre).
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Il
parere di Bielle
Basta
consultare i nostri "imperdibili" per
trovare conferma. Su Da questa parte
del mare non si discute. Tra i giovani
avevamo indicato Giua con il
suo Giua e
Gerardo Balestrieri,
con I nasi buffi e la scrittura musicale
e per il dialetto indiscutibilmente Sacco
e Fuoco di Teresa de Sio
e tra gli interpreti la nostra scelta stava tra
Sotto il Pavé la spiaggia
di Alessio Lega e Avanti
Pop dei Tetes de Bois.
Manca sempre la categoria dei "non più
esordienti", dove quest'anno ci sarebbe stata
benissimo Patrizia Laquidara.
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L'intervista
con Gianmaria Testa
Da questa parte del mare è
Targa Tenco 2007. Una vittoria meritata tre volte.
Prima di tutto perché è un bellissimo
disco. Poi perché tocca un tema impegnato,
dimostrando che di cose serie si può parlare
senza essere pallosi e anche non a forza di slogan,
ma con delicatezza, quasi sottovoce ma non per questo
senza farsi sentire. E poi perché Gianmaria
al Tenco finora s'era visto proprio pochino: una fugace
apparizione al fianco di Nada nel 1999. Ci ritorma
passando dalla porta principale. Cosa buona e giusta.
Ecco le sue impressioni "a caldo", all'indomani
della notizia -
vai all'intervista
Le "cinquine" delle nomination
Come
già fatto lo scorso anno con ottimi risultati,
gli organizzatori del Tenco hanno deciso di dividere
le votazioni della giuria di giornalisti in due parti:
la prima serve come scrematura per identificare una
cinquina "ufficiale" di finalisti tra cui
scegliere un vincitore. Sistema efficace e che evita
alcune delle distorsioni rilevate (e da noi rimarcate)
negli scorsi anni, quando a volte è bastato
un pugno di voti per conferire una targa. Ma quest'anno
si direbbe che i voti siano stati piuttosto omogenei,
tanto che alcune cinquine sono diventate sestetti.
Eccole(i) per categoria:
Album dell'anno:
Niente da eccepire: sei lavori di grande peso, in cui ha prevalso
quello "più pesante", ossia "Da questa
parte del mare", lavoro di grande spessore e intensa
comunicazione. Cantato e suonato meravigliosamente da GianMaria
Testa e i suoi fidi pard, con la chicca aggiuntiva di Bill Frisell.
Meritato anche il secondo posto di Morgan, con un'opera oscura e
contorta, sofferta e intricata come "Da A ad A"
ricchissima di spunti e stimoli. Due dischi tra i sei vengono da
Sanremo, a dimostrazione che al Festival si può anche fare
canzone d'autore. E anche Patrizia Laquidara è passata dal
palco dell'Ariston. Resta il dubbio che lei, vera sorpresa della
stagione, sia stata un po' il vaso di coccio tra i vasi di ferro
e per questo motivo non abbia potuto prendere un premio che avrebbe
anche meritato.
Di qui ribadiamo la nostra modesta proposta, anche per evitare di
premiare sempre gli stessi: due categorie, una di chi ha già
vinto una targa Tenco e una di chi potrebbe vincerla. La prima categoria
è destinata fatalmente ad allargarsi nel tempo e a dare luogo
a plurivincitori o superivincitori delle Targhe Tenco. Troppo democratico?
Forse, ma è forse anche l'unico "criterio matematico"
applicabile al caso. E poi anche le nomination improbabili e invece
stanno funzionando egregiamente anche dal punto di vista degli artisti
che non hanno vinto ma che si sono trovati investiti di una sorta
di ufficialità. E' un modo per consentire a Giua, quando
farà il suo secondo disco (o a Luf o a Luigi Maieron o a
Federico Sirianni) di non dover scendere in gara contro De Gregori,
Paolo Conte o Vinicio Capossela. Meditate gente, meditate.
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Le
altre categorie
Album in dialetto:
Cinquina abbastanza debole: i lavoro
di Gragnaniello e Sancto Janne
non aggiungevano niente a quanto già si sapeva di loro. "I
Virasolehs" dei Lou Dalfin è un ottimo disco,
ma Berardo e soci hanno fatto di meglio. E soprattutto "Sacco
e fuoco" della De Sio si staccava di 5 spanne sopra
i concorrenti. Disco vigoroso e intenso, muscolare e popolare nel
senso migliore della parola: genuinamente in dialetto ed attaccato
a un concetto di musica popolare che si coniuga con autorità
alla canzone d'autore. Purtroppo Teresa, il nostro disco dell'anno
per il 2007 (Bielle segue il calendario giuliano), è arrivata
solo seconda. Ledda e Parodi fanno un buon disco, ma avrebbe mai
vinto se Parodi non fosse appena morto? Domanda senza risposta.
Opera Prima:
Ottimo sestetto. Prevale la chimerica
"Chimera", l'ufficio stampa della quale
merita il premio alla tempistica nell'invio ai giurati. Noi (che
non l'abbiamo ricevuto e chenon riceviamo mai cd dal Manifesto),
abbiamo cercato (inutilmente) di aquistarlo nei regolari negozi
e anche su internet. Ci siamo riusciti solo a fine settembre (chiedere
alle Feltrinelli e Mondadori di Milano: il disco era in catalogo
per ottobre). Il cd è indubbiamente un lavoro di valore,
ma forse avrebbe dovuto concorrere alla targa 2008 e forse ancora
alla targa come "miglior secondo disco" o "migliore
interprete". "Giua" continua a restare
tra i nostri preferiti, seguito dai Gatti di Balestrieri, così
come ci stupisce un po' l'assenza di Mattia Donna dalla cinquina.
Migliore Interprete:
Questa volta ci
sarebbero voluti più premi interprete. Eccezionali i Tetes
du Bois, ottimi gli Avion Travel, emozionante Ginevra De Marco, discontinuo
ma molto interessante i francesi di Alessio Lega, classico ma molto
elegante Ermanno Giovanardi. Spinetti e Magoni sono due animali da
palcoscenico, virtuosi indubbi, ma le arie sacre di "Quam
dilecta" le rimandiamo al mittente senza dolore. |