| Il
"Milione" americano di un Marco Polo odierno
di Luca Vitale
Seconda
prova per il veneziano Guido Marzorati, dopo l’autoprodotto
“Live At Home” che risale all’ormai lontano 1999.
È incredibile come già al secondo lavoro Marzorati
ci offra un disco di notevole maturità, sia per quel che
riguarda le musiche, sia per i testi, con ovviamente il tema del
viaggio in primis, ma sempre con riferimenti a quel che succede
intorno a noi, tra piccoli fatti quotidiani, amore, guerra.
Dicevamo delle musiche: ottimamente supportato dai suoi fantastici
Blugos (contrazione di blues e gospel),
Marzorati dichiara il suo amore per un certo tipo di cantautorato
americano in tipico stile anni settanta, con Jackson Browne
su tutti, ma anche Leonard Cohen, e un pizzico
dello Springsteen più intimista.
È quel che si dice rock d’autore.
Pochi i pezzi “duri”: il primo è “Complainer’s
Disease”, su uno dei mali dei nostri giorni,
con tante persone, soprattutto giovani, che affrontano la vita con
un’indolenza e un’apatia che rasentano l’atarassia;
proprio il contrario del protagonista di “Out
Of My Skin”; “Keep Beating” inizia
con una chitarra “desertica” per poi aprirsi in un rock
che sarebbe piaciuto molto a Bob Seger.
Ma anche quando il rock’n’roll fa capolino tra un brano
e l’altro, il “rumore” delle chitarre di Marzorati,
del basso di Iliano Vincenzi e della batteria di
Andrea Scarpari è comunque sempre levigato
dal pianoforte della fenomenale Elisa Marzorati
che spesso assurge al ruolo di protagonista. “Journey
Of Hope”, la title-track, narra del viaggio
di un padre in un Paese straniero alla ricerca del benessere da
offrire al proprio figlio.
“Come To A New Land” e “Virtual
Love”, seppur diverse tra loro, sono canzoni
che parlano d’amore, mentre “Bloomington
Roots” è il grido disperato di una persona
che non vuole arrendersi mai, a dispetto delle cose brutte che possono
accadere.
È “A little story of war”
e in “Song from the next world”
che il riferimento a Cohen diventa evidente. La conclusiva “What
Can I Do?” parte con un’armonica sbuffante
che lascia poi spazio ad un pianoforte da saloon e ai cori femminili.
“Journey Of Hope” è un disco
come non se ne sentivano da tempo, tutto giocato su un rock stradaiolo
rivestito con melodie
allo stesso tempo semplici e affascinanti.
I veneziani sono sempre stati grandi viaggiatori e Guido Marzorati
è partito verso ovest dimostrandoci di aver messo a frutto
le sue esperienze americane (ha suonato in locali storici come lo
Stone Poney): “Journey Of Hope” ne
è la summa, il suo “Il Milione”.
Guido
Marzorati
"Journey of hopes"
Velvet Luna- 2006
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aggiornamento: 05-11-2006 |