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Le BiELLE RECENSIONI
Mille papaveri rossi

Un nuovo vestito color papavero per la raccolta di "A"
di Giorgio Maimone

All'improvviso, l'estate scorsa, senza nessuna ricorrenza in palio, l'Italia riscoprì Fabrizio De André. Nel giro di poco più di un mese uscirono tre lavori per ricordarlo, tra cui un CD-tributo dal titolo "Mille papaveri rossi". Il disco, amorevolmente concepito, curato e prodotto da Marco Pandin per la “non etichetta” stella nera, recava la dicitura “non in vendita - iniziativa a sostegno di A/Rivista Anarchica”. Fu stampato in 3000 copie, copie che andarono presto esaurite, tanto che oggi l’editrice A ha deciso di dargli una nuova “dignità di stampa”, rielaborandolo non nei contenuti - che rimangono gli stessi - ma negli accessori, riproponendo il lavoro in una veste arricchita ed allargandone le potenzialità distributive che nella prima versione erano rimaste totalmente al di fuori del circuito commerciale.

Rossopapavero, dunque, per la seconda edizione, che si presenta in linea con il ben noto format della collana di Cd/Dvd di “A”. I brani che vi sono contenuti sono rimasti gli stessi, ma il lavoro globale è diventato più completo, e il libretto si è trasformato in un documento di 72 pagine per riflettere su De Andrè e sul suo pensiero.

Così se la presentazione continua a recitare: "Qui trovate le canzoni di Fabrizio de André così come le vediamo noi, i musicisti col nome piccolo piccolo oppure senza nome. Se le nostre chitarre sono suonate male, non importa: a tanti di noi manca la scuola, ma non il cuore. Se la nostra voce è sporca, non importa: è quella che abbiamo, non l'abbiamo educata né nascosta sotto cosmetici elettronici". E ancora: "Questevoci sono i mille papaveri rossi che abbiamo da offrire: fiori fragili, impossibili a nascondere in mezzo al grano, i petali pronti a volare via appena s'alza il vento, visibilissimi e sempre presenti ad ogni appuntamento che danno le rondini e il maggio", poi si continua con un mini-saggio di Gabriele Bramante sull’eredità lasciata da Fabrizio, con le piccole storie degli interpreti e dei perché della scelta dei brani, con il racconto di Marco Sommariva – già presente nella vecchia edizione – realizzato esclusivamente con frasi tratte da canzoni di Fabrizio e si termina con due scritti di Alfonso Failla – anarchico siracusano – e di Luce Fabbri.

Come dicevamo il contenuto non è cambiato: si tratta di un CD doppio che raccoglie 37 contributi di musicisti estranei e/o marginali rispetto al mercato discografico, dai Mercanti di Liquore a La Rosa tatuata, da Alessio Lega a Stefano Giaccone, da Andrea Parodi a Franco Fabbri.
Quasi tutte le registrazioni sono “fatte in casa”, alcune delle versioni sono quasi degli abbozzi, nessuna è rifinita e cesellata come gli originali. Ma alle inadempienze tecniche suppliscono sicuramente il cuore, la forza delle interfretazioni e soprattutto l’iea che a Fabrizio questo disco sarebbe piaciuto.

Interessante il contributo di un pugno di artisti friulani che provano a dare una chiave di lettura personale: gli Flk su tutti con una straniante Kohorakanè in friulano e Lino Straulino che rifà nella sua lingua (ma modificando anche il tema musicale) verranno a chiederti del nostro amore.

Ci sono poi da aggiungere una convincente Un giudice del Mideando String Quartet, di grosso fascino, trasformata quasi in un brano dixieland e una vibrante Canzone del Maggio di Alberto Cesa e Cantovivo. Interessanti anche gli Arbe Garbe, gli Ensemble Laborintus e L'Estorio Drolo.

Struggente Lalli (Ave Maria), rilettura del tutto particolare di Ho visto Nina volare di Gatto Ciliegia con Stefano Giaccone, ben strutturata la Bocca di rosa de i Mercanti di Liquore e convincenti le Morire per delle idee e Un malato di cuore interpretate da Paolo Capodacqua.

In totale due ore e mezzo di musica che forniscono un' ampia panoramica del lavoro di Faber. Quali le preferenze degli artisti? Completamente trascurato il De André degregoriano, poco frequentato il buboliano, saccheggiato "Creuza de ma" (4 brani).

Iniziative simili non si prestano granché a un esame critico. L'importante, forse, è che ci sia chi ha voglia ancora di raccogliere materiale su De André e, tra i suoi "colleghi", di cantame le canzoni, per continuare a far parlare la voce potente di Fabrizio.

AAVV
Mille Papaveri rossi

Editrice A - 2004
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Ultimo aggiornamento: 23-06-2004

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