|
|
|
Tito Schipa Jr
![]() |
|
|
Compositore, produttore, attore, interprete; praticamente un cantastorie. Figlio del grande tenore Tito Schipa, nasce a Lisbona, trascorre l'infanzia tra Hollywood e Parigi per trasferirsi poi in provincia di Alessandria e quindi a Roma. Nel 1966 è assistente alla regia di Lina Wertmuller e l'anno dopo cuce insieme 18 canzoni di Dylan e debutta in proprio con Then An Alley, primo esperimento mondiale di pop opera. Nel 1970 pubblica il primo singolo, "Son passati i giorni", e mette in scena "Orfeo 9", spettacolo teatrale che diventerà disco (1972) e film televisivo (1973). Nel 1972 pubblica anche il suo primo album "Io ed io solo", che trova un forte riscontro fra il pubblico giovanile e alla Gondola d'Oro di Venezia gli vale l'ostracismo RAI per la politicizzazione del testo. Da questo momento gli verrà attribuito un ruolo di outsider nel cantautorato nazionale. Produce musiche per i drammi di Dacia Maraini (La vita è gioco, Viva l'Italia) e Mario Moretti (Cagliostro, Conversazione in Sicilia) e per il film di Sergio Rossi Policeman. Nel 1978 pubblica "Er Dompasquale", versione rock del Don Pasquale di Donizetti che, porterà in seguito sui palcoscenici italiani e su quelli di Broadway. Nel 1982 vince il Premio Speciale della Critica per Werther, disco di una famosa performance paterna da lui rintracciata dopo anni di ricerche. Nel 1987 pubblica Dylaniato, album con otto canzoni di Bob Dylan tradotte in italiano e romanesco, successivamente traduce in italiano le poesie inedite di Jim Morrison e tutta l'opera di Dylan. |
|
|
Discografia 1972
Io ed io solo |
|
|
Alcuni testi
|
|
|
Vieni
Sole
Da "Orfeo 9" Vieni
sole
Vieni
sole
Locchio
cerca nellocchio cerca nellocchio
Vieni
luce Abbi pietà di chi non fa come noi - chi non sa fermo nel centro di sé scaldarsi al raggio di un altro sole
Di quel sole nella testa che sappiamo solo noi |
Occhi
del nord (Alcool)
Da "Io ed io solo"
Finisce
qui mentre mi guardi e non mi vedi |
|
Non
passerete E
ci è toccato difenderci |
Stazione
di notte (Quando al culmine delle paturnie, magari in una stazione fredda, di notte aspettando un treno che non arriva mai, ti rifai immaginando la tua vita come un musical e tu il protagonista siedi sul bordo della banchina, fissi i binari e pensi anzi naturalmente canti:):
I
sentieri son cento
(Ora, con una sapiente mossa della regia, la macchina da presa inquadra, tra i pantografi dei treni in sosta, le nuvole, che lasciano trasparire una luna quasi piena. Quasi piena, è importante. E a questo punto il protagonista, inginocchiato tra i binari come Al Jolson, il negro bianco, canta):
O
misder Dio |
|
Per
saperne di più: |
|