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Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.
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Cesare Basile:
"Storia di Caino"

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| Misterioso,
cupo, desertico, difficile da seguire tra la gran messe di riferimenti
biblici, così poco italiani e così dylaniani. Ma la
musica di Cesare Basile, più, che a Dylan, rimanda ai cantori
desertici come i Green on red. Musica che non suona italiana, per
uno dei dischi più interessanti della stagione.
Ambiguo
e affascinate, di diavolo e acquasanta, "Storia di Caino"
è un disco da non digerire facilmente. Ascoltatelo più
o più volte, avvicinatevi per gradi, fatevene permeare. Merita.
(segue) |
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Flavio
Oreglio e i Luf: "Giù"
Un episodio
che ricorda da vicino il parallelo lavoro dei Mercanti di Liquore
con Marco Paolini: ma in questo caso una sommatoria imperfetta .Oreglio
funziona quando sta sul suo, i Luf quando sono più Luf. Un
matrimonio che non porta ad un raddoppio delle validità Meglio,
molto meglio i cammini separati.(segue) |
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| Marco
Paolini e Mercanti di Liquore: "Miserabili" |
Capita
poche volte, ma capita di essere totalmente d'accordo con un disco.
Capita più di frequente che piaccia o che non piaccia, ma capita
di rado di trovarsi "ideologicamente" d'accordo con un disco.
"Miserabili" è un grande esempio di teatro-canzone
civile e sociale, attorno un tema molto difficile da mettere in musica:
il liberismo. Ma il risultato è eclatante. Imperdibile? Di
più. Essenziale. |
| Piccola
Banda Ikona: "Marea cu salea" |
Un
album che mischia suoni e parole dai quattro angoli del Mediterraneo
e che cerca forme proprie per raccontare una storia comune. Un album
che ti scava lentamente sotto pelle per ricavarsi il suo angolo sicuro
di tranquillo ascolto. Che non cerca di stupire. Che racconta. E scusate
se è poco. |
| Quintorigo:
"Mingus" |
Un
album quasi solo di musica.
Un tributo al genio di Charlie Mingus. Ma l'approccio alle canzoni
è sempre convincente, rispettoso e innovativo, con la collocazione
dei due archi dei Costa, la voce di Luisa Cottifogli sempre coinvolgente
e Bianchi e Ricci che visibilmente giocano in casa.
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| Maurizio
Geri: "Ancora un ballo" |
Ogni
singola canzone di questo disco è una piccola perla. L'insieme
di undici piccole perle (più una ghost track) non fa un grande
disco. E'
un lavoro sullo swing. Molto accurato, documentato, filologico. Sei
grandi canzoni, ma una scaletta che esagera con lo swing nei brani
iniziali. Compratevi il disco, che merita, e rifatevi la scaletta.
Se maneggiato con cura stillerà delizia da ogni poro. |
| Francesco
De Gregori: "Per brevità chiamato artista" |
Facciamo
così. Partiamo dalla coda. Partiamo da quella "L'infinito"
che conclude il disco e che, forse, potrebbe esserne la chiave di
lettura. E
alla fine c'è"L'infinito", ma se è
in-finito non può finire. E allora il disco torna sul lettore,
per il millesimo passaggio e il gradimento c'è e il piacere
c'è. Ce ne potrebbe essere di più. Altre volte ce n'è
stato di più. Ma è De Gregori |
| Stefano
Tessadri: "Passione e veleno" |
Disco
di luci ed ombre. Dove le luci sono le ottime canzoni inserite da
Tessadri in questo suo nuovo lavoro, mentre per ombra voglio intendere
quella forse un po’ ingombrante di Vinicio Capossela che sempre
aleggia sul cantautore milanese. Dualità che permane in tutto
il disco. La passione e il veleno. |
| Luca
Barbarossa:" Via delle storie infinite" |
È
un disco di sano artigianato, dove le canzoni sono tutte suonate e
da musicisti veri, un disco che suona acustico e gentile e dotato
di guizzi in grado di interessare anche l’ascolto più
distratto.
D'altra parte cosa ci si può aspettare da un musicista nato
al suono della west coast, che ama i suoni "biologici" e
l'approccio gentile? Un
disco che non dovreste mancare di ascoltare |
| Massimo
Bubola: "Ballate di terra & d'acque" |
Bubola
riparte dal rock, dopo Gazich, o meglio dalla rock ballad e lo fa
con grande dignità. "Ballate di terra & d'acqua"
ha un suono robusto e deciso e contiene almeno quattro grandi canzoni
e una serie di buoni pezzi. Imperdibile? Sì. No. Con qualche
riserva. |
| Sulutumana:"Arimo" |
Un
pianoforte, un violino, un contrabbasso, una voce. Una musica che
sembra venire da lontano, dalle
sponde del lago, da quella cucina con l'acqua sul fuoco, dove la radio
a valvole irradia melodie per l'aria. Che non si spegneranno presto.
Musica per giorni di pioggia. Se non fate attenzione
potrebbe farvi scivolare via sulle onde dei rigagnoli.
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| Riccardo
Tesi: "Presente remoto" |
Più
che un disco, un happening. Un gioco di specchi tra passato da rievocare,
il presente che è frutto di quel cammino e il futuro, che sarà
figlio di tutto quel che si è costruito sinora. Un gioco di
piani temporali scoperto fin dal titolo del disco. Un album che ha
nella varietà la sua dote principale. |
| OfflagaDiscoPax:
"Bachelite" |
Sono
altri nove racconti che si dipanano su un tappeto di elettronica assortita,
con pochissimi altri strumenti, e che narrano la vita in provincia,
ora e qualche anno fa, in Emilia (rossa), ma anche in ogni altro dove.
Max Collini ha la struttura del romanziere, anche se preferisce, per
ora, limitarsi ai racconti. |
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Patty Pravo:
"Spero ti piaccia ... pour toi" |
E' l'ultimo
album di Patty Pravo, un omaggio sentito e sincero nei confronti
di Dalida, ripercorrendo alcuni dei classici senza tempo della cantante
italo-egiziana. Pattry Pravo ha il merito principale di non rifare
Dalida, ma di fornire una propria versione di quelle canzoni. Non
sono le stesse. Sono altre, come altra è l'artista.
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| Ligabue:
"Primo tempo" |
E'
il miglior Ligabue degli ultimi dieci anni. Per forza! E' il Ligabue
di dieci anni fa! La ricetta è presto fatta. Prendi un artista
sulla cresta dell'onda, fagli incidere un album retrospettivo che
racconti tutta la sua storia in musica. Il risultato è una
bellissima operazione, commerciale quanto si vuole, ma destinata restare.
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Per brevità chiamato artista
di Francesco De Gregori
Per brevità chiamato artista
Tutta una vita da arrampicare
Come una scimmia sulla schiena di qualcuno
Come un uccello sul filo o un ubriaco per le scale
Che quando cade sa cadere e non si fa male
O non lo fa vedere
Doppio come una medaglia se fosse d’oro sarebbe cartone
Il cieco con la voce buona e il muto che ci vede bene
Invitami stasera a cena e arriveremo insieme
Per brevità chiamato artista
Tutta una vita a girare intorno
Come uno stupido o un ballerino
Ultimo illuminista o cattolico di ritorno
Che insegue il mattino alla luce del giorno
E dice pane al pane e al vino
Doppio come l’ innocenza se fosse Abele sarebbe Caino
Antidoto senza veleno e alibi senza assassino
Perdonami se sto lontano e cercami vicino
Per brevità chiamato artista
Come un gatto dentro a un canile
Come un ladro tra i truffatori
Principe da palcoscenico e vittima d’aprile
Che calcola i cani che macina i cuori
E dà la buonanotte ai fiori
Doppio come un doppio gioco se dice oggi intendeva domani
Lo zoppo che cammina dritto e il pittore senza mani
Invitaci stasera a cena basta che mi chiami
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