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Ispirati
dalla poesia di Baudelaire, cui devono il nome, e dalle atmosfere gotiche
del post punk del periodo, i le Masque nascono a Milano nel 1979 da un'idea
di Edgardo Moia Cellerino, chitarrista, cantante ed autore dei testi,
e di Tiberio Boncristiano, batterista.
Queste due influenze determinano l'imprinting del gruppo e ne definiscono
compiutamente la poetica anche negli anni a venire: i testi crepuscolari,
letterari, decadenti, di Moia Cellerino si accompagnano a musiche suonate
magistralmente, che, nei dischi più riusciti, si allontanano sia
dal rock sia dai canoni tradizionali dello stile "cantautorale"
per disegnare melodie e arrangiamenti originali, quasi "cameristici",
di notevole impatto emotivo.
Gli esempi migliori di questa grande canzone d'autore, in grado di rappresentare
al meglio l'avventura inattuale e poetica dei Le Masque, sono " Il
Signor Gustavo Coscienza" e "La Memoria di Venere".
La
pima incisione è "The Happy Flock" del 1984, contenente
tre canzoni con testo in inglese.
Quindi, nel 1986, pubblicano "Colloquio" (Supporti Fonografici),
comprendente tre brani con testo in italiano ed uno strumentale, e partecipano
al meeting delle Etichette Indipendenti di Firenze, trasmessi in diretta
Rai Stereo Uno.
Nel 1990 esce " Il Signor Gustavo Coscienza" (EMI), prodotto
da Angelo Carrara, e partecipano alla XVI Edizione del Premio Tenco, ottenendo
un grande successo.
Nel 1991 pubblicano "La Memoria di Venere" (CGD), ancora prodotto
da Angelo Carrara, e intraprendono un tour di concerti nelle principali
città italiane.
Nel 1995 viene pubblicato "Le Masque" (No Way Record/Sony Music),
disco con cui il gruppo tenta il grande salto.
Il disco è molto controverso, o, per meglio dire, non è
riuscito, dato che le canzoni sono rivestite di arrangiamenti forse al
passo coi tempi, ma sicuramente inadeguati rispetto alla natura dei brani
e dei testi di Cellerino, come sempre centrati sui temi della solitudine,
dell'inadeguatezza, dell'infanzia.
E' giusto ricordare che, nei concerti del periodo (ne ricordo uno al cinema
teatro di Piazza Wagner a Milano nel gennaio 1995), i Le Masque si staccano
dagli errori di produzione del disco e restituiscono alle canzoni la loro
vera natura, dimostrando inoltre di essere musicisti eccellenti.
Nel 1997 UPR/Sony Music pubblica il cd singolo "Dandies", comprendente
il brano omonimo e una cover del "Cantico di Natale" di Fabrizio
De Andrè.
Nel 1998 esce "Dal Diario di un Soffiatore di Vetro" (Fuoco),
antologia comprendente materiale prodotto dal 1994 al 1998, alcune versioni
live al Premio Tenco, ed un inedito "La Lunga Notte di Gianni",
dedicato a Gianni Versace.
Finalmente, nel 2003, dopo anni di silenzio, è finalmente pronto
il nuovo lavoro "Gli anni di Globiana". L'album, frutto di anni
di riflessione e di lavoro, ha le sue radici nella canzone d'autore italiana
- da Endrigo a DeAndré - e a quella francofona di Brel e si ipira
al mutare della condizione femminile.
Recensione de "Dal diario di un soffiatore di vetro" presso
il sito di "www.rockit.it".
[...]
Calda malinconia da brividi. Uno dei dischi piu' belli ed importanti di
questo 1998; un' antologia che racchiude tutti i passi piu' importanti
di questa notevole band lombarda ormai attiva da 14 anni. Tecnica strumentale
ineccepibile e canzoni eterne. Sono davvero fiero che esistano in Italia
i Le Masque.
[...]
Lino Terlati
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