mille e non più mille
l'importante è credere nel sangue
e nel tempo che ti stempera le voglie troppo spinte
l'importante è annettersi le colpe
lentamente, senza troppi scioglilingua o titubanze
l'importante è usare i congiuntivi
come fossero straccetti che vomiti e ributti giù
l'importante è un ottico che sappia
ricostruire il tuo passato sulla base d'una svista
lo sai, son troppo giovane per essere
maligno
troppo vecchio per crederti di più
seduto sulle scale sto aspettando l'ascensore
e m'infliggo le torture della sera
l'importante è sempre concertare
con un garbo sconcertante sulla pelle di chi muore
l'importante è anche sciorinare
neologismi belli e rari per non dir cos'è un tumore
l'importante è un incubo al mercato
che ti riempie il guardaroba di cannoni sempre nuovi
sono nato da un tramonto rosso sangue
son finito tra le stelle a bombardare un ospedale
ormai son troppo vecchio per essere benigno
troppo leader per il nobel della pace
mille e non più mille in una notte di terrore
sulle scale ad aspettare un'esplosione
la paga del soldato è una venere
bambina
una copula alla nitroglicerina
la paga degli afflitti è un altro grappolo
di anime ingiallite sulla strada del confine
a volte quando passano i tornado
chiudo gli occhi e chino il capo, poi mi pento d'esser nato
stanotte ho acceso la televisione
mentre stavo sanguinando: continuavano a giocare
un lupo col pancione, quattro stimmate in vetrina,
raffinatamente vostra, cocaina
mi son sentito solo come mai
in quel tramonto di gallipoli la pelle si sfaldava
ho ripensato senza respirare
al mio mandato d'ammazzare, ai manganelli giù per strada
lo sai, son troppo bravo per sembrare
un assassino
troppo saggio per guardarmi da vicino
mille e non più mille in un'estate tropicale
senza sole, senza reti in mezzo al mare
mille e non più mille in un'estate d'affogare
quando s'alza il vento può anche fare male
l'importante è credere nel tempo,
in un tramonto rosso spento, nella voglia di cambiare
l'importante è credere nel vento,
in un tramonto rosso spento, nella voglia di volare