Classe 1934. Cantautore e attore. Dopo una lunghissima
parentesi politica (leghista...) durante la quale non ha combinato molto
come cantattore, pare che abbia finalmente rotto con i politici e stia
tornando al palcoscenico e alla chitarra. Sul versante teatrale ha lavorato
nel genere comico-brillante (ricordiamo una divertentissima "giroumi-n
'a voeul mariesse" con la Fumero). Sul versante canzoni vanta una discografia
che comprende più di venti titoli, che sono all'incirca:
Le canson ëd Pòrta Pila (inizio anni '60, data imprecisata)
Auguri (1966)
Avere un amico (1967)
Due soldi di coraggio (1969)
Gipo a sò Turin (1970)
Gipo a sò Piemont (doppio Live) (1971)
Ij bogianen (1972)
Uomini, bestie e ragionieri (1973)
Mè car Artuf (1973?)
La patria cita (1974, disco di poesie dei maggiori poeti in lingua piemontese)
C'è chi vòle e chi non pòle, grassie listesso (1974)
Guarda che bianca lun-a - Gipo canta Angelo Brofferio (1974)
Mantello, stivali e coltello (1975)
Recital Gipo (doppio Live) (1976)
Ij mè amor dij vint'ani (1976)
Per la mia gente (1977, con alcuni testi in collaborazione con Giorgio
e Paolo Conte)
Turin bel cheur (1978)
N'aptit da sonador (1982, con l'unico testo scritto in carriera in lingua
piemontese da Paolo Conte!)
Piemontèis (1985)
Canson d'amor (1988)
Piemontèis 1996 (edizione riveduta e corretta dell'omonimo del
1985)
Gipo Farassino 1996
Ridatemi Amapola (1998)
Sangon blues
Al sò Piemont
Mè ritorn
(questi ultimi tre sono raccolte di vecchissime registrazioni,uscite
presso una casa discografica locale)
Stranamente i titoli sono in italiano per poi cantare in torinese "popolano-periferico".
Temi: a volte comici, spesso atmosfere da citta' vecchia. Bella la voce,
profonda. Il Van De Sfroos potrebbe a volte, ricordare Farassino. Buon
chitarrista, di solito apparso sul palco a cantare con "chitarra e basta".
Con De Andre' condivise l'interesse per la canzone dialettale fin da
tempi non sospetti, e sicuramente e' questo uno degli aspetti che li
fece avvicinare, anche molto, a livello di amicizia personale.
Entrando nel settore "peppiate" (pettegolezzi), De Andre' racconto'
(prima del concerto di "Anime salve") a "La stampa" di un
dopo concerto a Torino passato col Gipo. Fabrizio, more solito, fece
il concerto gia' bello bevuto, e dopo si 'mbriaco' da bestia. Farassino
si trascino' a casa il collega genovese, ciucco disfatto e generosamente
ricoperto di vomito, e lo ospito': "un letto per dormire e un cesso
per vomitare". Il giorno dopo gli diede una camicia pulita e lo carico'
sul treno per Genova.
Il suo successo l'ha avuto anche se territorialmente limitato dalla
sua scelta di genere.
grazie a Paolo per le precisazioni
sulla discografia