| "Sweeney Todd"
di Tim Burton |
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Un
Grand Guignol dickensiano, basato su una storia vera di
follia e miseria nella Londra dei primi dell’800,
dove il rosso del sangue contrasta con il bianco e nero
ricercato che domina quasi la scena. Tagliente. |
| "L'amore ai tempi
del colera" di Mike Newell |
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E
resta anche questa sorta di maledizione che rende uno
dei più grandi scrittori contemporanei impossibile
da portare al cinema. Tra i contenuti speciali le cose
migliori: interviste e backstage e, soprattutto, nell’edizione
deluxe, il libro di Marquez da leggere. E questo è
il vero valore aggiunto. |
| "Paranoid Park"
di Gus Van Sant |
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Se
vi piace lo skateboard evitate di comprare questo Dvd
e risparmiate i soldi per comprarvi una tavola; se vi
piace il cinema, non aiutate il regista di questo film
comprandolo...c'è il rischio che ne possa fare
un altro. non c'è limite al peggio. |
| "Non è
un paese per vecchi" di Joel ed Ethan Coen |
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Un
grande film lo si può identificare per gli attori.
E qui ce ne sono quattro che si dividono i ruoli in modo
grandioso. Oppure per la mano del regista. E qui sono
due, i fratelli Coen. O ancora per la sceneggiatura. E
Non è un paese per vecchi è
innanzitutto un libro di Cormac McCarthy. |
| "L'abbuffata"
di Mimmo Calopresti |
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Mimmo
Calopresti è uno dei registi giovani più
apprezzati: da La seconda volta, a Preferisco il ruomore
del mare a La parola amore esiste, fino a questo L’abbuffata
che racconta la storia di un gruppo di ragazzi di Diamante
(Calabria), terra natale di Calopresti, che decide di
fare un film. |
| "Caos Calmo"
con Nanni Moretti |
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E'
lui: è Nanni Moretti con tutti i suoi tic, le sue
idiosincrasie, i suoi scatti d'ira e le sue dolcezze.
Appena un po' temperato. Inutile dire che la scena della
panchina è già divenuta rapidamente una
metafora a cui si appoggia l'intera società italiana.
La scelta di chi decide di fermarsi. |
| "Borat" con Sacha
Baron Cohen |
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Un flebile tentativo di denuncia
sociale mascherato dalla sgraziata ironia di un personaggio
tanto caratteristico quanto imbarazzante. Lo scopo primario
è disperso nelle oltremodo umilianti gag che il
film propone per tutta la sua durata. Uno squarcio di
mentalità chiusa e bigotta tipica dell’americano
medio emerge comunque in maniera massiccia. |