|
|
|
Fred Buscaglione
Una formazione musicale duplice: da un lato
gli sutdi presso il Conservatorio Verdi, dall'altro
l'apprendistato, ancora adolescente, come contrabbassista in orchestrine jazz
nei locali notturni
della sua citta'. Alla fine della guerra e' molto attivo sulla scena musicale
torinese (era nato a
Torino nel 1921) suonando in complessi che annoveravano alcuni tra i piu' importanti
jazzisti
dell'epoca. L'inizio della sua era di cantante si deve all'amico nonche' avvocato
Leo Chiosso
che spingera' Fred anche nell'interpretare lo stesso personaggio confezionato
nei loro testi.
Un personaggio che mette a macchietta i luoghi comuni sul "vero uomo"
americano, un po'
Clark Gable un po' Humphrey Bogard, un gangster delle nebbie padane con l'immancabile
sigaretta nell'angolo della bocca. Elegante e distaccata e' l'ironia con cui
viene affrontato, in
parodia, il personaggio (come anche appare nei testi), qualitativamente capace
e' la base
jazzistica che ambienta tutta le opere musicali di Fred Buscaglione.

La drammaticita' della sua fine ripercorre
la spericolatezza della sua stessa vita:
a trentotto anni, dopo una nottata a whisky ("Fred dal whisky facile"
diceva autobigraficamente di se'),
alla guida di una Thunderbird rosa, si schianta contro un camion. Era il 1960.
Con una voce roca, da fumatore e bevitore incallito, in un sorriso da perdente
malinconico ma vitale,
Fred, "duro dal cuore tenero", produce (con
l'apporto continuo da parte di Leo Chiosso) le prime
versioni, ante litteram, della canzone d'autore comico-ironica. Nei suoi testi
vive fortemente anche
l'immagine del piccolo gangster anni '30, fantasiosamente ambientabile in Chicago
("Il dritto di
Chicago", per l'appunto, lo sottolinea), sempre pronto a lottare, a suon
di cazzotti, per una "pupa"
che, in poco tempo, verra' dimenticata, nella notte, in un bar di periferia,
fumoso.
Puoi trovare delle tracce Audio qui.
Una breve pagina a lui dedicata:
http://www.museodellacanzone.it/libro/28.htm