Massimiliano D'Ambrosio - Il Vino (1999)
1. Il vino
2. La via sul porticciolo
3. Chiedi
4. Cuore di ferro
5. L'avvocato
6. Benvenuta
Il Vino
Stasera ho incominciato troppo presto
e troppo presto tutto si confonde
il vino come sempre mi risponde
e io sorrido a me stesso nel riflesso
contento di vedermi
di fingermi ospite d'onore
e poi parlarmi finche' la notte muore
confondere il dolore della fine
col sorriso della bocca
ma un letto e' veramente necessario
e la citta' osserva e non si blocca
e il treno ha rispettato anche l'orario
E quando passa il gruppo della gente
e inizia la ronda lungo il viale
ti guardano con occhi da sergente
convinti di sapere dov'e' il male
che va tolto col bastone
fedeli a quel che gli hanno raccontato
a quello che la tivu' ha insegnato:
che non ci puo' piu' stare
un altro modo di affrontare questo vento
che sfiora tutti lungo questi viali
straccioni, borghesucci e militari
il vino me li rende tutti uguali.
La via sul porticciolo
(liberamente tratta da una poesia di L. Ferlinghetti)
La via sul porticciolo
tra case e un vecchio e nobile camino
e un letto attrezzato
coi fili del bucato
la donna stende i panni
la donna stende i panni del mattino
Stupenda e incandescente
camicia aperta seno quasi nudo
appende i suoi peccati
appena un po' sbiancati
mi salva almeno in parte
mi salva almeno in parte dal futuro
Cosi' le braccia alzate
appesa a un'invisibile disegno
e l'ombra la confonde
o forse si nasconde
cercando un improbabile
cercando un improbabile contegno
Sospesa tra la vita e l'infinito
la via sul porticciolo
con gesto noncurante
scioglie i capelli d'oro
ma tutto questo e' troppo
tutto questo e' troppo per un uomo
Chiedi
(liberamente tratta da "Essi, tutti lo sanno" di C. Bukowski)
Chiedi a chi sta in ogni sotria e ci sta da prepotente
chiedi all'uomo che ha gia' pronta l'esplosione
chiedi a chi sta disegnando, chiedi al falso ai suoi cavalli
allo speaker che ha sbagliato formazione
chiedi all'uomo che non ha mai chiesto niente
e chiedi a quello che lo fa continuamente
Chiedi al vecchio con il cane, al dottore che si
sveglia
al maestro che si sporca di vernice
al motore che si ferma, ai confetti regalati
chiedi al'uomo che puo' dire: "Passo e chiudo"
chiedi a quello che ha saltato un'altra cena
e a chi vive per ballar la macarena
Chiedi al tempo consentito, alla misura della strage
chiedi al pazzo, all'uomo calvo, all'impresario
al discorso che non rende, al centesimo disastro
all'indiano, all'uomo fiero, al visionario
chiedi al ladro, che scappa tra la gente
e chiedi a chi lo rincorrera', per sempre
Chiedi a chi ha la luna in gola, a chi dorme sul
divano
chiedi a chi gli sfugge tutto dalle mani
chiedi all'uomo in riva al mare, alle onde, agli ombrelloni,
alle sdraio, ai bambini con gli occhiali
alla piazza e alle foto che hai buttato
chiedi ad ogni desiderio rinnegato
Chiedi a chi sta in ogni storia e ci sta da prepotente
Cuore di ferro
Potresti abbassare la voce,
ho male al cervello
potresti girdare piu' piano
lo so non ne puoi fare a meno
ti piace cantare, legata a un altare
potresti abbassare i tuoi occhi,
mio figlio e' malato
ma hanno i minuti contati
quei quattro straccioni drogati, quesi quattro soldati
ieri partiti, figli feriti
l'hai letto che son tornato,
o l'hai immaginato
salutami tanto dal confine
il campo minato e il fucile
saluta il plotone, e l'esecuzione
salutami cuore di ferro,
saluta il coltello
che ho perso quando t'ho incontrato
o forse quando t'ho lasciato cadere in un prato,
ma non t'ho sentito
e non t'ho cercato
ma adesso prepara gli artigli,
prepara i consigli
sorridi e saluta il padrone
che muore e non sente dolore, comincia a pregare
lui che per non sentire
non perde l'occasione
ma allora tu abbassa la voce,
abbassa la luce
e vieni a cambiarmi il lenzuolo
e vieni a coprirmi d'oro, tutta la vita
e dimmi la strada,
dimmi e' finita?
L'avvocato
L'avvocato si capisce che e' avvocato
dallo sguardo troppo fino
dal colletto inamidato,
dalla stilo nel taschino
che racconta quando ha preso la difesa
e ha smontato ogni accusa, si rivede nella scena
l'avvocato si capisce che e' avvocato
dal sudore sulla schiena
l'avvocato si capisce che e' avvocato
dal sorriso in madreperla
che nasconde tutti i dubbi
che una laurea non cancella,
lui sa sempre dove andare
qual e' il numero da fare
se ti fidi non conoscerai manette
l'avvocato si capisce che e' avvocato
dalle scarpe troppo strette
L'avvocato ha un bisogno disperato
di guardarsi in ogni specchio
di lavarsi l'innocenza, la coscienza
ogni volta che va a letto
l'ha capito bene il principe del foro
che non c'entra la giustizia che e' un lavoro
E sorride ed agita le mani
come sopra a un pianoforte
e la musica e' il silenzio
delle poche o troppe colpe
io mi siedo ad aspettare
non lo sento mai arrivare
"Mi dispiace non c'e' tempo
questa sera..."
l'avvocato si capisce che e' avvocato
dalla mamma sempre fiera
E mentire e' un dolore misurato
non e' un peso la menzogna
quando serve ad evitare al padrone
le incertezze e la vergogna
ha un sussulto se si parla di decoro
"Cosa c'entra la giustizia col lavoro,
io non mischio la giustizia col lavoro..."
Benvenuta
Benvenuta, in questa tempesta
al tuo corpo disfatto a quello che ne resta
alla paura per chi, mi passa davanti
benvenuta la tristezza e i tuoi occhi stanchi
Benvenuto, chi non era invitato
a capelli di corvo, a cuore salato
alla pioggia che bagna, la mia faccia di cane
benvenuta a questa rabbia a questo cuore che ha fame
Comprero' da bere poi brindero'
che lei vada via
con quella ferrovia
Restero' per bere e poi brindero'
che lei fugga via
da questa prateria
Benvenuti, i guerrieri della fiera
ai topi in cantina, al mio cuore in piena
benvenuti i corsari, con in tasca il maestrale
Benvenuti a noi marinai senza nave
Comprero' da bere e poi' brindero'
che lei vada via
con quella ferrovia
restero' per bere e poi brindero'
che lei fugga via
da questa prateria