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BiELLE
LIBRI |
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| Girolamo
De Michele: "Tre uomini paradossali" |
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La musica c'è davvero dentro. Ed è anche la musica che avrebbe dovuto informare la mailing list morta, e questa, appena nata. - "che rimette in scena gli anni settanta, e dopo. " E poi prosegue, fra l'altro: "Bologna, settembre 1993. Un industriale si suicida, con una pistola che in passato ha già ucciso. La sua morte, che sembra collegarsi ad altre morti rimaste misteriose, riporta a galla l'amicizia tra quattro militanti del movimento del '77, uniti dall'amore, dalla politica, dalla passione per i western e il caffé." Dentro, nelle note dell'autore, c'è scritto, testualmente: "L'autore si scusa con l'amico Claudio Lolli per la paranoica percezione della sua persona che alberga nella mente del narratore". Ce n'è di che! Il libro è una festa. Una festa di sensazioni, di musica, di ricordi. E ti vien da dire, a leggerlo, che il "noir" (il "polar" o come cazzo lo si voglia chiamare) è l'unico terreno possibile per praticare il ricordo. Per coniugare storia
e amore. E tragedia. E la musica è la colonna sonora. Irrinunciabile.
Sarà che, come dice una delle "citazioni musicali" (ce
ne sono tante, quante ce ne devono essere!) del libro: "se trovo
quello che ha detto che il tempo è un gran dottore lo lego a un
sasso stretto stretto e poi lo butto in fondo al mare".
Ultimo
aggiornamento il 30-05-2004 |
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