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BiELLE LIBRI
 

Girolamo De Michele: "Tre uomini paradossali"
Il noir come terreno del ricordo
di Franco Senia

E un giorno entri in una libreria, la Feltrinelli di Firenze, e vedi sullo scaffale dei "noir" un libro. La copertina reca, in effigie a tutta pagina, una foto famosa di Uliano Lucas. "Giovani della sinistra extraparlamentare in Piazzale Accursio, Milano 1972". Ma non è solo la foto, ché qualche settimana fa ho visto una foto splendida, su un libro di racconti di un irlandese: era una foto in cui si vedono uomini dell'ira pattugliare una strada della Dublino di inizio secolo. Il libro non mi ha stuzzicato più di tanto, ma la foto era stupenda; tant'è che sono andata a cercarmela e l'ho trovata, in tutta la sua terribile bellezza, sul sito dell'archivio Hulton ( www.hultonarchive.com ). E me la sono scaricata. Questo no. Non è solo la foto.

Si comincia dal titolo. "Tre uomini paradossali". L'autore è Girolamo De Michele, ed il libro è uno di quelli spediti alla casella di posta dei "quindici", un comitato che fa capo a "Wu Ming". Consigliato ad Einaudi che l'ha pubblicato nella collana "Stile libero" a 8 euri e cinquanta! Passo a leggere il retro di copertina. "Un noir struggente e musicale" - sì proprio "musicale" c'è scritto. E non è una boutade.

La musica c'è davvero dentro. Ed è anche la musica che avrebbe dovuto informare la mailing list morta, e questa, appena nata. - "che rimette in scena gli anni settanta, e dopo.

" E poi prosegue, fra l'altro: "Bologna, settembre 1993. Un industriale si suicida, con una pistola che in passato ha già ucciso. La sua morte, che sembra collegarsi ad altre morti rimaste misteriose, riporta a galla l'amicizia tra quattro militanti del movimento del '77, uniti dall'amore, dalla politica, dalla passione per i western e il caffé."

Dentro, nelle note dell'autore, c'è scritto, testualmente: "L'autore si scusa con l'amico Claudio Lolli per la paranoica percezione della sua persona che alberga nella mente del narratore". Ce n'è di che! Il libro è una festa. Una festa di sensazioni, di musica, di ricordi. E ti vien da dire, a leggerlo, che il "noir" (il "polar" o come cazzo lo si voglia chiamare) è l'unico terreno possibile per praticare il ricordo.

Per coniugare storia e amore. E tragedia. E la musica è la colonna sonora. Irrinunciabile. Sarà che, come dice una delle "citazioni musicali" (ce ne sono tante, quante ce ne devono essere!) del libro: "se trovo quello che ha detto che il tempo è un gran dottore lo lego a un sasso stretto stretto e poi lo butto in fondo al mare".


Girolamo De Michele
"Tre uomini paradossali"

Einaudi - pag 193– 8,50 €
Finito di stampare nel maggio 2004
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 30-05-2004

   
 

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