| C'è
un libro che rappresenta una sorta di bibbia per tutti i membri
de "La Grande Famiglia", come si autodefinisce il "popolo"
dei concerti dei Modena. Ed è "Combat Folk - L'Italia
ai tempi dei Modena City Ramblers" scritto da Paolo Ferrari
e Paolo Verri.
E' un libro del 1999, quindi non più facilissimo
da reperire in commercio, ma la descrizione che fa della "Grande
Famiglia" è ancora valida.
"Una specie di "popolo" nella città. Si riconoscono
tra loro, parlano del gruppo e di politica, degli scioperi a scuola,
di Che Guevara, Cisco, Albertino (non il Dj! - Ndr). Hanno bandiere
rosse e sono un po' perplessi su dove si debba scendere (dal tram
- Ndr)".
"A differenza dei fans dei Marlene Kuntz non sono morbosi.
Rispetto a quelli dei Mau Mau, che certo apprezzano, paiono più
direttamente politicizzati. Diversamente da quanto farebbero i seguaci
della 99 Posse non si accendono una canna appena scesi. Sono più
giovani dell'armata che segue i Nomadi. Non vestono con lo "stile"
di chi ama i Casino Royale".
"Sono semplici e diretti come la band che suona stasera, al
ritmo della musica alzeranno i pugni, balleranno e sventoleranno
bandiere per due ore, senza escludere nuovi amori con le ragazze
e i ragazzi arrivati sotto il palco da altrre direzioni. Tutti insieme,
tutti intorno, tutti nel loro insieme parte dei Modena City Ramblers".
Non si può pretendere da un libro di questo tipo
l'impatto del saggio critico (non sarebbe neanche nei suoi scopi).
E' vistosamente un libro "affettuoso" nei confronti dei
Modena che dichiara il suo affetto fin dalle prime righe e a chiare
lettere. Peraltro un libro scritto e pubblicato nel 1999 esclude
praticamente i due terzi della discografia globale degli Mcr, fermandosi
ai tempi di "Fuori campo" e quindi perdendosi la fine
della "sbornia" sudamericana del gruppo, rappresentata
da "Radio Rebelde" e il lento ritorno a casa di "Gocce",
"Viva la vida, muera la muerte" e "Appunti partigiani".
Ciò nondimeno il libro dei due Paoli (Paolino e Paolone)
serve a rendere perfettamente il clima che gira attorno ai Modena
e che, a parte le inevitabili e ripetute maldicenze, consuete per
un gruppo di successo, sembra essere sufficientemente buono se in
"Appunti partigiani" sono riusciti, oltre che a riunire
un gruppo consistente di compagni di strada, a ritrovarsi a suonare
sullo stesso palco o sulle stesse tracce con Alberto Cottica
o Giovanni Rubbiani, già da tempo usciti
dal gruppo. Solo con Alberto Morselli (Albertone),
ex cantante del gruppo al tempo del primo disco, il rapporto sembra
irrecuperabile, anche perché lui, dal canto suo, continua
a ripetere di essersene andato dal gruppo per "eccesso di politica"
e per rapporto insostenibili con alcuni degli altri Modena.Ma di
tutto questo nel libro non si parla, anzi, Alberto Cottica interviene
in molte interviste, in quanto ancora membro effettivo fino a maggio
2000, mentre Giovanni Rubbiani uscirà poco prima (dopo Fuori
Campo), ma anche lui è voce attiva nelle interviste.
E un capitolo molto denso è quando, poco prima della registrazione
de "La Grande Famiglia" si produce lo strappo
con Albertone. uno che, come dice Giovanni Rubbiani, forse
quello che lo conosceva meglio e da più tempo "è
la persona più dotata che abbia conosciuto, in grado di emergere
in qualsiasi campo ... ma tutte le volte ha mollato quando stava
ottenendo ottimi risultati. Credo che quando lasciò i Ramblers
lo fece per motivi che venivano da molto più lontano".
Insomma, libro seminale per tutti i fans, ma non solo. Anche perché
il libro porta con sè un piacevolissimo cd che contiene l'inedito
di "Serenata di strada", inciso dal vivo
per entrare in "Raccolti", ma poi scartato perché
non all'altezza, oltre alle versioni, sempre dal vivo de "I
funerali di Berlinguer", "Macondo Express" e "L'unica
superstite", una canzone per ognuna delle tre prime
incisioni dei Ramblers.
Ma oltre a questo volevo segnalare una sorte di precognizione dei
due Paoli che, nel '99 non dimentichiamolo, scrivevano nell'ultima
pagina (pag.157) le righe seguenti (stavano raccontando di una retata
di puttane etracomunitarie): "Questo si chiade a un gruppo
rock della profonda attitudine folk. Essere lì. A vedere.
Raccontare. Non sappiamo se le Elizabeth, le Paula, le Mary nigeriane
fermate stasera avranno mai qualcuno disposto a scrivere una canzone
per loro, per il viaggio umiliante che le ha portate alla Bruciata
(zona fuori Modena di sesso a pagamento - Ndr), per la nuova schiavitù
imposta alla loro generazione dallo squilibrio tra nord e sud del
mondo. Sappiamo che se qualcuno lo farà saranno i Modena
City Ramblers. Lo stanno già facendo".
Cinque anni dopo i Ramblers scriveranno "Ebano",
proprio raccontando le storie delle varie Elizabeth, Paula e Mary
nigeriane. Complimenti per la previsione!
Paolo
Ferrari e Paolo Verri
"Combat Folk - L'Italia ai tempi dei Modena City Ramblers"
Editrice Giunti - Pag 157 - Euro 14,98 + cd accluso
Finito di stampare nell'ottobre 1999
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aggiornamento il 15-06-2005
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