Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


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BiELLE Interviste 2007
Tutte le parole confessate ai microfoni di Bielle


Data articolo

Artista
Ipse dixit!
Recensioni pagine, ascolti
05/12/2007
Rita Botto: "Donna Rita, un po' caos, ma dal caos nasce il bello"
«Di Stranizza d’amuri, che poi è stato il mio primo vero disco, non so quale sia stata la ricetta. Certo che è entrato molto nel cuore della gente. Rifare la stessa cosa, non avendo la ricetta, perché sono quelle alchimie che si formano da sole, quella specie di Magaria, non avrei saputo farlo. Sarebbe stato uno sforzo che nona avrebbe portato allo stesso risultato. E allora tanto vale provare a essere se stessi. Nel momento in cui mi sono provata a fare questo disco ero questa persona».
Ascolti: "Amara terra mia"
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05/12/2007
Carmen Consoli: : "Mischiamo i dialetti, riscopriamo le radici"
«La musica napoletana ha avuto una diffusione più ampia, quella del Salento ha creato la Notte della Taranta che è un festival di rinomanza internazionali e noi piccolini vogliamo fare sentire anche la nostra voce, non per metterci in concorrenza ma per farci conoscere. Per dire anche noi ci siamo, noi di quest’isola sfigata. Con la nostra lingua con le nostre atmosfere e vogliamo riempire le sonorità del sud anche noi, non solo noi. Anche noi».
Intervista audio
26/11/2007
Vecchioni: "Molta più rabbia che stelle"
«Molta più rabbia, ma anche molta più tristezza, più disfacimento, più abbandono, più sconforto. Sarà un po’ l’età, un po’ che le ho provate tutte e le ho viste quasi tutte, ma una situazione del genere io proprio non l’ho mai vista, né per l’Italia né per l’umanità. E non è solo un fatto politico. E’ purtroppo un fatto umano la decadenza naturale. Comunque la rabbia c’è. Le stelle sono confuse, molto confuse e anche molto appannate. Però ogni tanto qualcuna brilla e fa piacere».
Intervista audio
23/11/2007
Annie Lennox: "Le parole delle canzoni come cannoni"
«Credo sia qualcosa di cui tutti noi, sia pure a diversi livelli, abbiamo consapevolezza, che ci sono talmente tanti problemi attualmente. Che riguardino la sostenibilità ambientale, o il riscaldamento globale, o l’inquinamento, o la povertà endemica cronica, o epidemie, o guerre, o questa incredibile spaccatura fra fondamentalismi estremi da entrambe le parti… Così tanti problemi e, vedete, stiamo osservando il mondo e… Vedete, io ho figli e sto pensando a cosa riserverà loro il futuro. Davvero non lo so i».
 
20/11/2007
John De Leo: "giocherellando a palla col proprio cervello"
«Due anni e mezzo di vita! Non ho capito bene. O meglio forse oggi sì, riesco anche a capirlo, perché mi sono inflitto questa punizione. Ma sul serio! Mi sono rintanato due anni e mezzo con gli amici che mi chiamavano e mi dicevano “ma viene a berti qualcosa” e io “No,no, no”. Davanti a un foglio bianco per una settimana intera. Se parlassi di insoddisfazione sarebbe scorretto nei miei confronti dopo tanto lavoro e mi infliggerei un’ulteriore punizione che forse a questo punto non merito Diciamo che sto testando i miei limiti».
Intervista audio
29/10/2007
Paolo Dal Bon: "Gaber e gli anni '70: il periodo decisivo"
«Gli anni ’70 sono il periodo decisivo nella sua carriera, gli anni della svolta, gli anni in cui il teatro-canzone è arrivato alla sua maturazione, in cui gli argomenti che lui trattava assieme a Sandro Luporini facevano parte di tutti i dibattiti, anche se negli anni ’90, poi, su questo aspetto c’è stata una bella ripresa. Di questo decennio, per fortuna e grazie a Dio, abbiamo potuto attingere a un materiale ancora copioso. Avremo più difficoltà coi capitoli successivi, dedicati l’anno prossimo agli anni ’80 e tra due ai ’90 (che poi vuol dire fino alla fine, compreso il 2000/2001).».
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19/09/2007
Michele Anelli: "I partigiani cantavano, ma nessuno era lì a registrare"
«Inizialmente l’idea era quella di un lavoro diviso in tre parti ognuna con tematiche differenti. Con l’avvicinarsi del 60° della Resistenza però lo spettacolo ha preso forma intorno ai canti partigiani. Gli arrangiamenti sono legati alle nostre radici musicali e pertanto le versioni dei canti non sono sempre fedeli all’originale. Primo perché non era questo il nostro intento ovvero quello di fare una produzione copia dell’esistente, secondo perché volevamo trasferire il nostro modo, il nostro impeto, la nostra voglia di rock’n’roll in un contesto diverso. Impregnando con questo spirito i canti della Resistenza».
14/09/2007
Carmen Consoli: "In fatto di musica sono onnivora"
«Io in fatto di musica sono onnivora, sono stata influenzata sia da interpreti che da autori, o cantautori; è un’urgenza quella di poter cantare e dar voce al proprio animo e poter scrivere ciò che si sente. Per cui, pur essendo due aspetti completamente diversi, riescono ad essere simili, perché secondo me l’interprete è anche “un poeta”, come molti attori bravi che non inventano la sceneggiatura che recitano.».
 
11/09/2007 Mercanti di Liquore: "l'economia, Paolini e le fiabe sonore"
«Ci siamo allargati, perché oltre alle musiche ci sono delle parti di monologhi che ci sembra giusto fare. Abbiamo Marco, sfruttiamolo (ride). Visto che come cantante non sempre si può sfruttare, quando parla invece ci incantiamo tutti. La scommessa di questo disco, come di quello precedente era, facendo un paragone un po’ stupido ma centrato, come le Fiabe sonore che ascoltavo da piccolo. Per me era una magia mettere un disco con delle musiche, le canzoncine, il narratore che racconta una storia, ma sempre col sottofondo musicale.».
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28/08/2007

Massimo Ghiacci (Mcr): "I Modena dopo l'inverno"
«Siamo da sempre stati percepiti come una band costantemente in tour e ci siamo resi conto da anni come per il pubblico rispetto a noi sia molto meno evidente la differenza tra un tour e l’altro, dal momento che sei fuori per presentare il disco nuovo a quando sei in giro ormai da due anni dall’uscita. La percezione delle gente è diversa. È quella di un gruppo costantemente in cammino, continuamente sulla strada».

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26/05/2007
Teresa De Sio: "Noi che abbiamo resistito e siamo rimasti intatti"
«Briganti di frontiera è una canzone comunque combattente dedicata a tutti quelli come noi che abbiamo resistito e siamo rimasti intatti dentro di noi. Briganti eravamo quando eravamo pischelli e briganti siamo ora che siamo giovanotti e signorine! Tutti quelli che abbiamo resistito siamo un po’ delle Brigate di frontiere, con una bandiera e una dolce arma per andare a combattere battaglie. Speriamo che queste battaglie le vinciamo. Altre siamo pronti a perderle».
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03/10/2007
Testa e la targa Tenco: Un premio meritato tre volte
«Cosa ti devo dire? Sono molto contento E anche un po’ imbarazzato, perché i premi imbarazzano sempre un po’. Però questo premio, la Targa Tenco, l’ho sempre giudicato il più importante perché viene assegnato da un centinaio di giornalisti . Poi per un disco come questo … monotematico … sono veramente molto contento. Non so che altro dire. Iin definitiva una delle funzioni della critica, in questo caso positiva, è di farti anche capire se quello che hai da dire viene in qualche modo capito, raccolto, assimilato.».
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04/09/2007
Nada: "Un nuovo libro? Sì ... tra un paio d'anni"
«Sto scrivendo. Non so quando finirò, ma penso nel giro di un paio d’anni di pubblicare un altro libro. E’ una storia, una lunga storia. Ora dire romanzo mi sembra un po’ presuntuoso.Gli ultimi anni sono stati in effetti molto prolifici. Adesso me la sto prendendo comoda e dedicando tempo al libro. Ho bisogno di un po’ per ricaricarmi. Infatti non sto scrivendo musica in questo periodo e ricomincerò tra un paio di mesi, perché io sono una che ha tempi abbastanza lunghi anche se non si direbbe da questi ultimi anni in cui ho fatto uscire molti dischi».
Intervista audio
03/09/2007
Davide Van De Sfroos: "Nuovo disco a Natale"
«Il disco nuovo c'è: non ha ancora un titolo, ma è composto di 15 brani e uscirà probabilmente per Natale
Ci siamo tenuti la voglia di registrare molto roots, senza canoni e confini: è un disco che suona molto radicale. Ci sono molti suoni che possono far pensare a quella America, a New Orleans: infatti ci saranno banjo, fisarmoniche , chitarre slide, suoni molto grezzi, registrazioni di impatto, molto libere, non prefabbricate. E’ un disco con un impatto molto “live” e con delle canzoni per me molto importanti».
Intervista audio
25/07/2007
Neffa: "Chiamatemi Giovanni"
«Neffa è un nome “un po’ in scadenza” sento forse l’arrivo dei 40 anni. E’ più una questione di crescita. A vent’anni sentivo il bisogno di avere capelli tinti, di avere un alter-ego. Di avere una vita nascosta, adesso mi sento più vicino al mio centro e in questa ottica mi piace non fare percorsi tortuosi. Il Neffa rap? Mah è un po’ il passato. Sai, quando fai canzoni, scrivi dei testi e li canti è come se scoprissi una dimensione in più sull’asse cartesiano: è difficile tornare indietro. È come se avessi provato a nuotare in mare e riprovassi in piscina. Non è la stessa cosa.».
Intervista audio
18/07/2007
Cheap Wine: l’orgoglio di essere indipendenti
«Credo che la nostra sia l’unica band in Italia con alle spalle 10 anni di auto-produzione e auto-gestione! Altri non ce l’hanno fatta a tirare avanti così a lungo, ma noi teniamo duro e siamo anche molto contenti. È una scelta impegnativa, ma che per noi è l’unica possibile: questa è la musica che vogliamo suonare e non accettiamo l’idea di piegarci a niente e nessuno. Quello che facciamo può piacere oppure no, però sicuramente è sincero.».
 
18/07/2007
Ottodix: un cantautore che usa l'elettronica
«Io, a dire il vero, sono un tipo conviviale, mi piace uscire con gli amici, divertirmi. Non è che sto tutto il giorno a riflettere sulla notte e sulla distruzione. Per sballarmi non ho certo bisogno dell’uscita del sabato sera e discoteca. L’età, ultratrentennale, non me lo consentirebbe neanche più: e comunque cose del genere non mi sono mai piaciute granché».
 
10/07/2007
New Trolls: Concerto Grosso 36 anni dopo
«Stefano è molto giovane ed è un violoncellista eccezionale. Lui usa anche il violoncello per il Jazz, col distorsore, con mille altri effetti spettacolari… è uno molto vicino al nostro mondo. Ed è curioso constatare come si siano invertite, in un certo modo, le parti: una volta avevamo Bacalov, che per noi era un ‘adulto’, che interagiva con dei giovani scapestrati; oggi noi siamo gli adulti ed abbiamo un direttore d’orchestra giovane, ma che interpreta tutte le nostre follie».
 
06/07/2007
Eugenio Bennato: "La mia Africa"
«Sponda sud è un po’ il diario dei miei ultimi viaggi, molto intensi, in tante parti del mondo. Un affacciarsi al Mediterraneo dalle campagne del nostro sud, spontaneo, essenziale per me per riconoscere sonorità, ma soprattutto un modo di essere musicisti che accomuna la gente di queste due parti del mare. Li accomuna nel modo di porsi di fronte la fatto musicale, nel senso di fare musica che spesso è parte di un rito e nel caso della taranta è un rito di guarigione».
Intervista audio
21/06/2007
Sergio Berardo (Lou Dalfin): "Cosa sognano i cani?"
«E’ un tentativo di provare ad immaginare cosa c’è nei loro sogni. Io so che chiunque abbia un cane ha assistito ai suoi sogni, questi tentativi di corse, le difese, gli attacchi, il perdersi in profondità di spazi…e allora ho provato a fare una canzone che raccontasse i sogni del mio cane. Poi, in questo disegno ci sono tutti gli elementi a noi cari: la ghironda, il mio animaletotem, che da un po’ di tempo compare in tutte le copertine, vale a dire il toro, a testimonianza della mia fede granata ».
Intervista audio
20/06/2007
I Cosi
I Cosi: alla riscoperta degli anni sessanta
Dovunque suonino fanno il tutto esaurito. Merito anche dello strano nome, I Cosi, che è stato loro affibbiato da Morgan. Sono un trio: basso (Antonio Mesisca), batteria (Stefano Stea Aquino) e chitarra e voce (Marco Cosma); fanno canzoni anni ‘60, in bilico tra influenze britanniche, beat e cantautorali.
Intervista audio
13/06/2007

Giorgio Conte: "... e andammo a sfogliare verze"
«Racconta molto di me, della mia adolescenza e soprattutto ci sono episodi che riguardano l’approccio di due ragazzi di provincia appassionati di musica, verso Galleria del Corso e tutto quel rutilante mondo di canzoni e case editoriali nella speranza di riuscire a piazzare qualche pezzo Speranza non disattesa. Questo è un librettino da portare in tasca e leggerselo in tre o quattro occasioni con simpatia, spero. Nuovi progetti? Uno spettacolo teatrale. Si chiamerà Controtempo e avrà la prima assoluta al festival di Asti».

Intervista audio
10/06/2007
Giua
Giua: un nome che fa musica
Esordire con un disco che come unica indicazione porta il tuo nome è un segno di spegiudicatezza. Forse di autorevolezza. Magari di presunzione. Esordire con un ottimo disco, seppure dopo un'attesa di un paio d'anni, è un ottimo biglietto di presentazione. Maria Pierantoni Giua, in arte solo Giua, fa entrambe le cose.
Intervista audio
02/06/2007
Clan Mamace: i ragazzi del clan e le buone idee sulla musica
Intervista molto faticata: richiesta in settembre 2006, ottenuta nel novembre, pubblicata a giugno 2007, quando i ragazzi forse avevano perso le speranze. Colpa nostra e ce ne scusiamo. L'intervista merita: il Clan mamacè avva sorpreso favorevolmente nel 2005 con Accordi e Disaccordi (premio Bielle per i primi ascolti) e si sono confermati (premio Bielle compreso) nel 2006. A naso direi che non è finita qui ...
 
01/06/2007
Shel Shapiro: e la musica che va ... e ritorna il sereno
C’è qualcosa di nuovo e qualcosa del passato. Se io vado in scena e non faccio “Che colpa abbiamo noi” o “La pioggia che va” mi tirano le bottiglie. Ho pensato fosse più saggio mantenere qualcosa del passato. Fare almeno qualche pezzo dei Rokes. Anche perché ci sono alcune canzoni dei Rokes che mi piacciono.Del passato Rokes quello che mi piace più di tutti è “E la pioggia che va” che è una canzone che lascia una ferita profonda su chi l’ha ascoltato allora e chi lo riascolta. "Che colpa abbiamo noi" è piena di significati, ma ha significati di “allora”, anche purtroppo di oggi, ma “E la pioggia che va” è seriamente un segno profondo.
Intevista audio
22/04/2007
Rudy Marra, l'urticante
"Guarda io sono soddisfatto del disco a livello di nascita. Adesso il problema è che devo impegnarmi molto, ma molto, ma molto a livello di crescita. Sennò ho paura che anche questo disco faccia la fine degli altri miei album. Che due anni dopo mi scrivano mail da mezzo mondo dicendo che era geniale. Due anni dopo, tre anni dopo non mi serve a un cazzo, sia chiaro! Mi serve che adesso cominci qualcuno a dire “ma sai, lui ha uno voce un po’ particolare, strana, un tipo di scrittura metrica strana, una musica originale, forse che sia uno da tenere bene d’occhio per capirlo fino in fondo?”
Intervista audio
15/04/2007
Nada
Nada: la ragazza che non sbaglia un colpo
Recentemente l’hanno definita “la Patti Smith italiana”. “L’Unità” scrisse di lei “la miglior rocker del Paese”. Fausto Mesolella, degli Avion Travel, ha dichiarato di non aver resistito “alla tentazione di librare la chitarra per la più bella voce della nostra musica”. La verità è che Nada Malanima da Gabbro (Li) non sbaglia un colpo da almeno 20 anni; fosse nata a NY o a Londra, oggi avrebbe il suo bel posticino nella Rock and Roll Hall of Fame.
 
06/05/2007
Giulio Casale: un "pollo dell'allevamento Gaber"
«Gaber aveva una straordinaria forza fisica che era peraltro specchio della sua straordinaria ostinazione nel voler capire perché siamo messi così male. Non arrendersi a questo, ma anzi arrivare alla necessità di una reazione alla condizione dell’individuo di fine novecento. L’idea di Polli d'allevamento era fare uno spettacolo filologico. La scommessa più bella che abbiamo vinto è stata proprio quella di essere riusciti a creare un forte impatto in chi lo viene a vedere e non solo per l’operazione nostalgia.».
Intervista audio
30/04/2007
Simone Cristicchi: Cim e una canzone esplosa in mano
«Questa canzone è stato un miracolo per me. Se pensi che è nata in pomeriggio. Io di solito ci metto molto tempo a fare una canzone: mi metto lì, rivedo il testo, la musica, l’arrangiamento. Questa no. È nata … è esplosa in un pomeriggio e c’è stato ben poco da rifinire. C’è stata l’aggiunta di un quartetto d’archi, ma il testo praticamente è uscito fuori così, in maniera prepotente».
Pagina
Intervista audio
22/04/2007
Riccardo Tesi: l'uomo chiamato organetto
«Quando uno compone digerisce tutta la musica che ha ascoltato, le sue fonti e ne dà una sua interpretazione. Questo è il senso della musica d’autore e questa è la stessa cosa che facciamo noi. Quindi c’è della tradizione, ma c’è anche molta canzone d’autore, specialmente dal punto di vista formale. Poi c’è del jazz, c’è del rock: La musica non è un contenitore chiuso, ma è molto aperto. Amo cose molto diverse e anche lontane le une dalle altre. Poi siamo curiosi di nuove esperienze.».

Intervista audio
Crinali
Lune
Thapsos

18/04/2007

Patrizia Laquidara: funambola per convizione
«Ci sono vari elementi che concorrono per il titolo "Funambola": ho cominciato a scrivere il testo di una canzone che parla di una persona che dice “guardo il mondo e penso a testa in giù / sopra un filo che è sospeso”. Non pensavo a un funambolo, ma poi rileggendo il testo, soprattutto la frase che dice “L’equilibrio è un miracolo” mi sono resa conto che mentre pensavo di parlare di me stessa, stavo parlando di un funambolo o una funambola. Nello stesso periodo stavo peraltro leggendo il trattato di funambolismo di Philippe Petit, il più grande funambolo vivente. Inoltre nei testi che ho scritto in quel periodo si parla molto di cielo».

Funambola
Indirizzo portoghese
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Intervista

15/04/2007
Peppe Servillo (Avion Travel): non più piccoli, ma sempre Avion
"In questi quattro anni sono nati tanti altri progetti che ci hanno visto impegnati sia come interpreti che come autori con altri musicisti e questa esperienza è stata per alcuni di noi un ritorno a casa. Questa esperienza è anche stato quello che ci ha tenuto insieme, ha tenuto vita “la ditta” in qualche modo. Da “Poco mossi gli altri bacini” a oggi sono successe tante cose. Però questo disco per noi è un punto d’arrivo da un lato, ma anche un punto di partenza perché gli Avion Travel vanno a cominciare da un’altra parte".
Recensione Danson Metropoli
12/04/2007
Foto di Patrizia Laquidara
Patrizia Laquidara: Tra emozioni e sperimentazioni
" ...io vedo ogni lavoro che porto a termine come un passo avanti nel mio percorso e mai come una conquista definitiva. Ma tornando alla domanda, si, ho avuto innanzitutto la libertà di sperimentare; poi la fortuna di potermi confrontare con musicisti che hanno un background diverso dal mio, artisti che vivono in posti completamente diversi da quelli nei quali vivo io. Questo mi ha dato modo di conoscere una parte diversa di me stessa".

Funambola
Indirizzo portoghese
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Intervista

30/03/2007
Andrea Satta: Raccontare il proprio tempo volandoci sopra
"Un artista ha la possibilità, la fortuna e se vogliamo il dovere di raccontare il proprio tempo, volandoci sopra, nascondendosi, riapparendo, descrivendo la realtà in maniera obliqua? Noi avevamo già fatto un'operazione del genere con Leo Ferrè, con il disco 'Ferrè, l'amore e la rivolta', che ha avuto un successo insperato, perché si può dire che fino ad allora davvero in pochissimi in Italia seguissero la sua attività. Io penso che sia stata una bellissima occasione per far conoscere un artista scomodo, con simpatie anarchiche e con il senso della libertà stampato in fronte".
02/03/2007
Fabrizio Moro: "Se non arrivi in serie A, con la musica non ci mangi"
"Io ho già fatto un festival nel 2000 ed è andato malissimo: dopo sette-otto mesi mi sono trovato a lavorare in un cantiere. Sono andato in causa con la casa discografica ed è finita male. Poi mi sono rimboccato le maniche e sono andato avanti. Ho bussato alla porta delle multinazionali… la stessa trafila che raccontano tutti. In questo lavoro se non vendi dischi, non arrivi in serie A, ti devi arrangiare a fare altre cose. Io faccio il facchino in un albergo di Roma.
 
27/02/2007
Daniele Silvestri: Sanremo è uno stimolo per finire i cd
"Latitante perché grazie a Salirò ho potuto smettere per un po’ di far dischi, pensare a far figli e fare per un po’ il papà per bene”. Con questa frase - e ha gli occhi luccicanti mentre parla - Daniele Silvestri spiega il perché del titolo del suo ultimo lavoro. Poi aggiunge che è stata in qualche modo una latitanza forzata, perché gli sembrava che si fosse chiuso un ciclo. “Avevo bisogno di ripartire da zero, di ristudiare gli strumenti, di spezzare degli automatismi".
Il latitante, la presentazione

Il latitante, la recensione
27/02/2007 Simone Cristicchi: un "matto" a Sanremo
“È la prima volta che si affronta un tema del genere a Sanremo. Arrivo da un viaggio fatto per il mio documentario sui manicomi e mi sono chiesto: “Di cosa posso parlare in maniera emozionante. Cosa conosco bene in questo momento"? Così è venuta fuori questa idea, che è un’alchimia, in qualche modo, perché è anche una canzone d’amore, volendo…è come se Ti regalerò una rosa fosse dedicata a questa Margherita che è andata via, ma, secondo me, la cosa più importante è che si parli di tutt’altro nelle strofe".
10/02/2007
Semisuite: E piano piano la vita è diventata chiodi e ricordi appesi
I nomi cambiano, il talento resta. Signore e signori, ecco a voi i Semisuite. Che poi sono i Sulutumana senza Michele Bosisio, che ha interrotto il suo viaggio dopo quasi vent’anni (l’incontro fondativo con Giamba è del 1988), scegliendo il silenzio.
06/02/2007
Daniele Sepe: "L'importante è far discutere"
Non le manda a dire Daniele Sepe. Se le cerca. Critiche e pareri negativi. Ma si attira anche tanti pareri positivi. La più parte. Per il coraggio, per l'onestà intellettuale, per la voglia di riportare di attualità il famigerato "dibbbattito". Sono tesi su su cui si può non essere d'accordo. Ma ci si confronta. E dal confronto, più che dal letame, nascono i fiori. E allora andiamo con questa "Sintonia" sul '77!
02/02/2007
Gianmaria Testa: La dignità di De André
"Ultimamente ho fatto questo disco sulle migrazioni moderne (Da questa parte del mare) e ho avuto come faro i dischi monografici di De André che sono i più belli mai scritti in Italia (assieme a Titanic di De Gregori). La buona novella, Non al denaro, non all’amore né al cielo sono veramente dei capolavori che resistono al tempo e quindi dimostrano la loro modernità, freschezza e anche la profondità. Mi sono chiesto molte volte se non fosse presuntuoso da parte mia cercare di fare qualcosa di quel genere. "
01/02/2007
Dori Ghezzi: Ricordando con calma
"L’idea, come tutte le idee è nata un po’ per caso. Un bel giorno quando meno te lo aspetti ti viene, la butti lì, convinta o non convinta che sia qualcosa che può prendere piede e corpo. Infatti Elena più di me si ricorda il momento in cui ha detto “ma perché non raccogliere tutto quello che viene detto, tutto quello che nasce intorno a Fabrizio e al suo ricordo, tutto quello che si dice attorno al pensiero, alle opere, ai temi per cui Fabrizio è stato sviscerato".
01/02/2007
Elena Valdini: "Volando davvero"
"Un libro di atti sarebbe stato più accademico che altro. Inve questo si legge come si legge un racconto, un romanzo. Il lavoro è stato tantissimo, ma lo spunto è nato durante una pausa pranzo. Era il novembre del 2004 e Dori ed io stavamo a berci il caffè e a ragionare ttorno a quello che stava accadendo. Così ci siamo chieste perché non raccogliere queste voci. Io ho detto che ci si poteva anche provare, ed è iniziata. I primi sei-otto mesi sono passati a ricostruire una mappa geografica: capire cosa era successo, dove e quando nei 5 anni passati dalla scomparsa di Fabrizio. Di che cosa si trattava, chi aveva partecipato..."
23/01/2007
Enrico de Angelis: A proposito di Luigi Tenco
"Io penso che la lezione sua sia prima ancora che nei contenuti nella sincerità, nella franchezza con cui questo signore mette in canzone delle cose che sicuramente vive sulla sua pelle, in prima persona, andando a cercare nelle pieghe più riposte dei sentimenti degli aspetti, delle sfumature che magari noi non ci diremmo, non ne avremmo il coraggio.".
20/01/2007
Alessio Lega e l'antologia francese
"Nell’atto della traduzione ci sono due intenzioni diverse con cui fare i conti: l’intenzione dell’autore e l’intenzione del testo. Queste due intenzioni man mano che ci si allontana nel tempo e nello spazio differiscono sempre più. Per fare un esempio banale: se negli Stati Uniti faccio riferimento a uno sport particolarmente popolare dico baseball, se lo faccio in Italia dico calcio.".