I Testi originali delle canzoni popolari
Tradotte da Fabrizio De Andrè

Geordie
Le proclame du Roi
Chacun de vous est concerné

note tecniche

 

GEORDIE

Come, bridle me my milkwhite steed,
Come bridle me my pony,
That I may ride to fair London town
To plead for my Geordie.

And when she entered in the hall
There were lords and ladies plenty.
Down on her knees she then did fall
To plead for the life of Geordie.

It's six pretty babes that I have got,
The seventh lies in my body;
I'll freely part with them ev'ry one,
If you'll spare me the life of Geordie.

Then George looked round the court,
And saw his dearest Polly;
He said, "My dear, you've come too late,
For I'm condemn'd already!

Then the judge he looked down on him
And said, I'm sorry for thee,
'Tis thine own confession hath hanged thee,
May the Lord have mercy upon thee.

O Geordie stole nor cow nor calf
And he never murder'd any,
But he stole sixteen of the king's white steeds,
And sold them in Bohenny.

Let Geordie hang in golden chains,
(His crimes were never many),
Because he came of royal blood
And courted a virtuous lady.

I wish I were in yonder grave,
Where times I have been many,
With the broad sword and my pistol too
I'd fight for the life of Geordie.

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LE PROCLAME DU ROY (Il re fa fullare i tamburi)
Cod. Isopontanus Sorb. 43229 (XIV siècle)

Le roy fayt sonner les tambovrs.

Ung nevf, ung frays amovr
Veult il choyssir à covr
C.est la premieere qu.il a vue
Quy luy en prennoyt le cuer.

Marquys, vous la connoyssetz?
Quy est ceste gracieuse?
Et le marquys a dist au Roy:
Seigneur, ell est mon espovse.

Vous estes herevx, je vous dis!
D'avoyr dame si belle, espovse sy jollee.
Si vous veuletz me la donner
J.en feray ma bien aymee.

Si vous n'estietz le Souverayn,
J'en vous diroys prvdence:
Mais a mon Roy le Souverayn
Je doys toute obeyssance.

Marquys, Vous en depasseretz!
D'amovr et de souffrance
Je Vous feray dans mon armee
Vn marischal de ffrance.

A Dieu povr ma vie, mon aymee!
Adieu, ma jolie flere!
Si je vous quycte povr le Roy,
je vovs quycte mon cuere.

La Reyne elle cueylloit des fleres.
Mays cest oultrage la brise,
Et le parfume de tovctes fleres
a teuee la marquyse.

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CHACUN DE VOUS EST CONCERNÉ (La canzone del maggio)

Même si le mois de mai
Ne vous a guère touché;
Même s'il n'y a pas eu
De manif dans votre rue;
Même si votre voiture
N'a pas été incendiée;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.

Même si vous avez feint
De croire qu'il ne se passait rien,
Quand dans le pays entier
Les usines s'arrêtaient;
Même si vous n'avez rien fait
Pour aider ceux qui luttaient;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.

Même si vous avez fermé
Votre porte à notre nez,
Une nuit que nous avions
Les Céhèresses aux talons;
Si vous nous avez laissés
Matraquer sur le palier;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.

Même si dans votre ville
Tout est resté bien tranquille;
Sans pavés, sans barricades,
Sans blessés et sans granades,
Même si vous avez gobé
Ce que disait la télé;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.

Même si vous croyez maint'nant
Que tout est bien comm' avant,
Parce que vous avez voté
L'Ordre et la sécurité,
Même si vous ne voulez pas
Que bientôt on remett' ça;
Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné.

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Geordie
La canzone è tratta da una ballata inglese del XVII secolo ispirata ad una storia vera. La figura del giovane nobile condannato di volta in volta per aver derubato il Re o per aver circuito una virtuosa lady è ricorrente in un grande numero di brani dell'epoca. Denominatore comune è poi la morte per impiccagione, ma con il cappio formato con una catena d'oro (o, in altre versioni, una corda intessuta d'oro) in segno di rispetto per il rango del condannato
Si ritiene che l'autore sia Francis J. Child e di questa ballata esistono diverse versioni . Una, detta "God be wi' thee, Geordie" compare nei manoscritti Straloch (prim del 17° secolo). Essa compare anche nella raccolta "Buchan's Ancient Ballads and Songs" (1828) col nome di Gight's Lady.
Ci sono molte ipotesi sull'identità di Geordie. Secondo Buchan "Geordie" era Sir George Gordon of Gight (1512-1562), quarto conte di Huntley, il figlio della figlia illegittima di Giacomo IV. Hutly fu imprigionato per essere entrato "troppo in confidenza" con la moglie del Signore di Bignet. Sua moglie, Lady Ann, si recò ad Edinburgo per implorare clemenza e vi riuscì ma, appena liberato, Gordon la uccise. Secondo Buchan il fatto ebbe luogo durante il regno di Giacomo VI. Un'altra fonte situa il medesimo incidente durante il regno della regina Mary.
Ci fu un altro George Gordon (1563-1636), 6° Conte di Huntly, durante il regno di Giacomo VI. Huntly fu coinvolto nel complotto che favorì l'invasione spagnola della Scozia e si schierò apertamente contro Giacomo VI. Venne imprigionato ma fu rilasciato e si riconciliò col re. Huntly fu poi coinvolto nell'omicidio del Bonny Earl o' Moray e, in seguito, si ribellò nuovamente al re e di nuovo con lui si riconciliò. Durante il regno di Carlo I fu poi coinvolto in una guerra privata che risultò nel suo definitivo imprigionamento nella fortezza di Edinburgo.
Secondo altre versioni Geordie sarebbe George Luklie o ancora George Stoole che fu giustiziato nel 1610.



Il re fa rullare i tamburi
"Il re fa rullare i tamburi" ha una storia un po' particolare, diciamo cosi'. La "canzone popolare francese del XIV secolo" tradotta da De Andre', infatti, esiste veramente; ma non si sa quanto sia stata effettivamente "popolare", dato che il testo ci e' stato tramandato da un solo codice coevo proveniente dall' Île-de-France (la zona di Parigi, detto in soldoni). Nei primissimi tempi di questo NG, visto che in rete non si trovava assolutamente nulla, feci qualche ricerca extrainternettara riuscendo fortunatamente a trovare il riferimento preciso e poi, in seguito (addirittura con una corrispondenza via posta ordinaria con un mio amico ricercatore parigino), il testo della ballata, o canzone popolare che dir si voglia.
La quale si chiama "Le proclame du Roy", e' in francese di quell'epoca e cosi' la presento a te e a tutti quelli che non la hanno mai vista. Va da se' che si'ignora come De Andre' sia venuto a conoscenza di questo testo (forse pubblicato in qualche rivista, o chissa' cosa). La musica e' comunque non originale, dato che non la si conosce.
[Riccardo Venturi, dal newsgroup it.fan.musica.de-andre].



Chacun de vous
Si tratta di una canzone di protesta, liberamente tratta da un canto degli studenti parigini del maggio '68, quando si registrarono scioperi operai e manifestazioni studentesche contro il sistema capitalistico, accusato di produrre sfruttamento e ingiustizie sociali e di manipolare le coscienze con le verità dei mass-media.
Rievoca gli avvenimenti accaduti e, rivolgendosi a quelli che alla lotta non hanno partecipato, li accusa e ricorda loro che chiunque - anche chi, in quelle giornate, si è chiuso in casa per paura, menefreghismo o avversione - è ugualmente coinvolto negli avvenimenti. Il finale sostiene che la rivolta, lungi dall'essere esaurita, ci sarà ancora, ed ancora più forte, in futuro.
Esprimendo le motivazioni più profonde della protesta e della rivolta sessantottina, De André dichiara la propria adesione al movimento attraverso l'uso dell'aggettivo nostro e si schiera, come sempre del resto, contro i benpensanti che videro minacciato l'ordine stabilito.
Il ceto medio, opportunista e formalista, è rappresentato con grande efficacia attraverso pochi elementi: la millecento, la fiducia nella televisione, il desiderio di non compromettersi votando ancora la sicurezza, la disciplina.
Da segnalare qualche metafora. Lo stesso maggio (v. 1), oltre al suo ovvio livello denotativo, rinvia a una rinascita di forze intellettuali, volte al cambiamento e al miglioramento della società. Ci mordevano il sedere (v. 20), riferito alle auto della polizia, indica l'inseguimento.
Da segnalare l'anafora con lievi variazioni lessicali del canto d'accusa: anche se voi vi credete assolti / siete lo stesso coinvolti (vv. 7-8), provate pure a credervi assolti... (v. 15), anche se allora vi siete assolti... (v. 31), per quanto voi vi crediate assolti (v. 41).

[Giuseppe Cirigliano in http://www.giuseppecirigliano.it/Canzone%20del%20maggio.htm].

 

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