| Alfredo
Franchini "Uomini e donne di Fabrizio De André. Conversazioni
ai margini" Demos editore, Cagliari 1997. Ora ristampato da
Frilli editori, Genova Lire 25000
Dal
risvolto di copertina:
Fabrizio De André visto da vicino in un ritratto dichiaratamente
di parte, elaborato da un giornalista che non si occupa abitualmente
di musica e che ha ricostruito le lezioni di politica, economia,
lingua e letteratura ricevute dal cantautore-poeta nel corso di
tanti incontri. Alle conversazioni fa da sfonda il clima culturale
e politico degli anni Settanta e Ottanta. In mezzo ci sono gli album
concept di De André: quelle canzoni che, attraverso la magica
fusione tra musica ed endecasillabi, hanno fatto conoscere le sopraffazione
dei forti, le miserie umane la solitudine degli uomini e delle donne,
la guerra e la follia. "Uomini e donne di Fabrizio De André"
si dipana tra mare, campagna e i luoghi dei concerti che sono poi
il filo conduttore di questa storia: dalla prima apparizione di
De André in pubblico (nel 1975) alle successive grandi tournée
del '78-'79, dell'84 e del 91-92, sino all'ultima del '98. Il libro,
esaurito nella prima edizione, viene riproposto in una nuova edizione
completamente rivista e ampliata.
L'autore:
Alfredo Franchini nato a Carovigno (Br) nel 1954 è giornalista
professionista. Si occupa di economia e politica per il quotidiano
"La Nuova Sardegna" nel quale lavora dal 1983. Ha collaborato
con Panorama e Liberal, ha curato dal 1990 al 1994 l'Annuario politico
ed economico della Sardegna.
La
recensione:
Conversazioni ai margini. Vale a dire un viaggio attraverso le parole
di Fabrizio, nei temi più disparati: musica, politica, Genova
e il dialetto, i giovani e molti altri. Ma, come ammette lo stesso
autore "è difficile mettere nero su bianco certi pensieri,
certe emozioni, conciliare gli aggettivi con chi, in genere, fa
fatica a riconoscersi nei ritratti sui giornali". Difficile
rendere in un libro la ricchezza di una conversazione con Fabrizio:
"Mi è capitato - aggiunge l'autore - ai tempi dell'Indiano,
di andargli dietro con il registratore per un paio di giorni consecutivi;
nel frattempo, come dice Bubola, si vive e si impara di tutto: come
si fa la bruschetta o il vero pesto, come si crea un paesaggio con
piante diventate piuttosto rare. Si parla di politica, di musica,
di antiquariato, del barocchetto così lontano dalla controriforma
del barocco." Ecco, di questa ricchezza di temi e argomenti,
un libro, per quanto corretto e rispettoso, non può che restituire
un immagine un po' sbiadita.
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