La buona novella di Fabrizio De André

Giorgio Gallione - A cura di - "La buona novella di Fabrizio De André" Con uno scritto introduttivo di Claudio Bisio e un intervento di Carlo Boccadoro - Libro + video di 80' EINAUDI, 2002, pp 120, €18,50. ISBN 8806164341

Note di Copertina
Un libro per ripercorrere il viaggio di De André in cerca di uno scomodo Gesù. Dall'album originale, allo spettacolo del Teatro dell'Archivolto. Con gli scritti di Bisio, Gallione e Boccadoro, il copione con i testi delle canzoni e i monologhi di Bisio, e una antologia dei Vangeli apocrifi.
"Con serissima incoscienza, ci siamo accostati a De André pensando a una elaborazione drammaturgica che fosse in grado di reinterpretare e in qualche modo completare il percorso del disco, che ci è servito come ispirazione e guida, trasformando La buona novella non solo in un concerto, ma in uno spettacolo originale, riproposto musicalmente nella sua versione integrale (nel disco alcune parti narrative furono tagliate per motivi di spazio), recitato, agito e cantato da una compagnia di attori, cantanti e musicisti che hanno pensato l'opera di De André come un ricchissimo patrimonio che può comunque ben resistere, come ogni capolavoro, anche all'assenza dell'impareggiabile interpretazione del suo creatore".
In piena rivolta studentesca De André scrisse La buona novella, la vita di un Gesú molto umano, e molto ribelle, che prende spunto dai Vangeli apocrifi. Quell'album è diventato uno spettacolo originale, uno dei piú intensi degli ultimi anni. Cantato e recitato per i cuori ribelli di oggi.
«Perché riproporre La buona novella? Perché, per i tempi in cui è stata scritta, si è trattato di un discorso, a parer mio, rivoluzionario... Ma cosa andava predicando Gesú di Nazareth se non l'abolizione delle classi sociali, dell'autoritarismo, in nome di un egualitarismo e di una fratellanza universali?»
(Fabrizio De André)

IL VIDEO. È lo spettacolo integrale che il Teatro dell'Archivolto, con la regia e la drammaturgia di Giorgio Gallione e l'elaborazione musicale di Carlo Boccadoro, ha sviluppato dall'album La buona novella di De André, e portato in tournée con grande successo negli anni 2000 e 2001. Dalla drammaturgia di De André (musica e parti parlate si alternavano già nell'album) nasce una messa in scena originale che «completa» il viaggio di De André intorno alla vita e morte di Gesú. Ecco cosí, tra l'altro, i lunghi monologhi di Bisio, pieni di comicità e candore, sulla nascita e infanzia di Maria, e sull'infanzia di Cristo, anch'essi basati, come l'album di De André, sui Vangeli apocrifi. Lina Sastri è una indimenticabile Madre di Gesú, mentre la parte di Maria bambina è affidata a Leda Battisti. Il risultato è una sacra rappresentazione laica, piena di forza, di pathos e di autentica gioia, di altissima suggestione. Personaggi e interpreti: il narratore, Claudio Bisio; la narratrice e Maria, Lina Sastri; Maria bambina, Leda Battisti; Tito, il ladrone, Andrea Ceccon; coro, Le Voci Atroci; ensemble musicale, Sentieri Selvaggi.

IL LIBRO. Contiene tutti i materiali dello spettacolo dell'Archivolto, compresi i testi scritti in aggiunta alla Buona novella di De André. Con due scritti originali di Claudio Bisio e Giorgio Gallione, una nota di Carlo Boccadoro sull'elaborazione musicale e, una scelta dai Vangeli apocrifi.

Dall'anticipazione:
Una Sacra Rappresentazione contemporanea basata su De Andre e i Vangeli apocrifi
L'album La Buona Novella, uscito nel 1969, è uno dei più celebri e belli di De André. Giorgio Gallione e il Teatro dell'Archivolto, partendo dalla stessa ispirazione di De André - i Vangeli apocrifi- ne hanno tratto una messa in scena diventata subito culto. Claudio Bisio narratore e affabulatore nei suoi straordinari monologhi, Carlo Boccadoro rielaboratore delle musiche, e un eccellente gruppo di attori, fra cui Lina Sastri. Un concerto e uno spettacolo dove un gruppo di attori, cantanti e musicisti interpreta e completa il capolavoro di De André. Ora lo spettacolo è diventato una videocassetta, con un libro che consente di entrare nel clima magico, fra comicità, ribellione e rinnovato senso del sacro, della Buona Novella.
"Ho cantato la rivolta della Buona Novella"
"Perché riproporre La Buona Novella? Perché, per i tempi in cui è stata scritta, si è trattato di un discorso, a parer mio, rivoluzionario. E questo per due motivi: ho preso spunto dagli Evangelisti Apocrifi armeni, arabi, bizantini, comunque uomini, scrittori non appartenenti alla confessione di Cristo, insomma non il suo ufficio stampa. Ne è derivata una una desacralizzazione dei personaggi del Vangelo, a vantaggio, credo, di una loro maggiore umanizzazione... Cosa andava predicando Gesù di Nazareth se non l'abolizione delle classi sociali, dell'autoritarismo, in nome di un egualitarismo e una fratellanza universali? Il culmine etico della Buona Novella sta nel "Testamento di Tito". Il ladrone buono confuta, uno per uno, tutti e dieci i comandamenti mettendo in evidenza la contraddizione tra le leggi emanate dalle classi al potere, e la difficoltà di attenervisi da parte di chi il potere lo deve solo subire... La Buona Novella, a mio parere, fu allora un album, un discorso assolutamente moderno e per certi aspetti lo è ancora oggi". (Fabrizio De André)
Una Sacra Rappresentazione contemporanea
"Abbiamo pensato la Buona Novella come una sorta di Sacra Rappresentazione contemporanea che alterna e intreccia le canzoni di De André con i brani narrativi tratti dai vangeli apocrifi a cui lo stesso autore si è ispirato. Prosa e musica, perciò, montati in una partitura coerente. I brani parlati, come in un racconto arcaico, sottolineano la forza evocativa e il valore delle canzoni originali, svelandone la forza mitica e letteraria". (Giorgio Gallione)

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