| Pierfranco
Bruni, "Fabrizio De André, il cantico del sognatore
mediterraneo" Il Coscile,
Castrovillari,
Pp. 130, L. 20.000.
Dall'Ufficio
Stampa dell'editore
Giunto
ad una nuova edizione, e con una veste grafica più sobria,
il saggio di Pierfranco Bruni si presenta rinnovato nella veste
editoriale con l'aggiunta di un nuovo capitolo nel quale si analizza
la canzone d'autore, e con un apparato fotografico concesso dalla
Fondazione De André. Il racconto si snoda su sedici capitoli,
una nota introduttiva e un nuovo capitolo conclusivo che parla del
rapporto tra De André e i cantautori e attraversa, grazie
a diversi aspetti e analisi, la poetica di un De André, che
viene mostrato non solo con i suoi modelli letterari ma anche con
cesellature che richiamano echi culturali. Ci sono intrecci poetici
che rimandano a Mutis, Pavese, Prévert, Ezra Pound e a Lee
Masters. Si
tratta di un viaggio nella parola di De André andando alla
scoperta della poesia della metafora che ha caratterizzato gli scrittori
dell'eresia. Un racconto, che attraversa, grazie a diversi aspetti
e analisi, la poetica di De André, che viene mostrato non
solo con i suoi modelli letterari ma anche con cesellature che richiamano
echi culturali. De André rappresenta una chiave di lettura
fondamentale per capire la crisi che ha vissuto la poesia italiana
nel corso degli anni Sessanta. Bruni sottolinea l'importanza della
canzone d'autore in un momento particolare della letteratura contemporanea
e sostiene che Fabrizio De André è uno di quei "poeti"
che hanno offerto, forse involontariamente, un ritorno alla tradizione
dei linguaggi e dei contenuti attraverso una proposta dei temi che
hanno caratterizzato intere generazioni. L'idea del Mediterraneo
è fondamentale e la si registra indagando nella sua produzione.
Da qui l'osservazione di un De André profondamente legato
alla letteratura. L'autore, che si è soffermato sui vari
tasselli culturali delle opere di De André, propone una rilettura
complessiva dei suoi testi inserendoli in un contesto poetico generale
grazie ad un confronto anche con la poesia che lo stesso De André
ha studiato e inserito nelle sue canzoni.
Nel libro di Bruni si entra come in una favola. In questo raccontare
la favola si intreccia con i miti. Sognare o morire. Oppure sognare
morendo o morire sognando. è come se in ogni gesto e in ogni
parola ci fosse una lunga attesa che interferisce tra l'oblio e
il dormire. Ma dormire è viaggiare nel sogno. Nei sogni perduti
o dimenticati: in quell'andare e tornare dai giochi infiniti della
memoria.
Dalla
nota introduttiva
"Perché
questo libro su Fabrizio De André? Interrogativi tanti. Risposte?
Cercherò di darne alcune. Non credo che sia un libro soltanto
su Fabrizio De André. è un libro che si mostra con
delle comparazioni che sono di natura letteraria, umana, storica.
De André in fondo è dentro un processo culturale che
ha ramificazioni poetiche, critico - letterarie, etiche - esistenziali.
Soprattutto
nella prima parte ho cercato di parlare in sottovoce di De André
portando sullo scenario un contesto letterario. Sono convinto che
non si può oggi discutere del ruolo che ha avuto De André
se non si tengono in considerazioni quelle coordinate che hanno
una valenza letteraria. Il resto si incastra come se fossimo su
una tastiera che deve tenere conto del gioco delle scatole cinesi.
Si tratta di un libro che deve essere letto non pensando al De André
cantautore soltanto. Ma ad un personaggio che ha caratterizzato
il "pensare" di alcune generazioni. La mia per esempio.
Mi ha sempre accompagnato. Lo dico con molta sincerità. (
)
Si potrebbe leggere De André senza il sogno e le immagini,
i ritmi, il "pensare" Mediterraneo? Penso proprio di no.
L'ho scritto come se stessi scrivendo un racconto nel quale la letteratura
si intreccia con la vita e il mio sentiero emozionale con le sensazioni
che lo stesso De André mi ha offerto nel corso dei miei anni.
Il cantico del sognatore mediterraneo è più di un
saggio su un personaggio. Ognuno vi può trovare un pezzetto
di fantasia che ha lasciato lungo la strada degli anni. Oppure può
non trovarvi nulla. Ma sono convinto che i giovani che oggi sono
giovani e i giovani di domani e i giovani che sono stati giovani
ieri non possono far finta che De André non c'è stato.
Io lo porto dentro dai primi anni del liceo. Il dopo è venuto
da sé. Come questo libro scritto non per comando editoriale
o per suggerimento di amici ma per amore. Forse anche per un 'vizio
assurdo' che lega il sentimento alla parola. Credo che solo per
amore si possono proporre certi libri".
Le
recensioni:
-
"Un viaggio questo di Bruni che è (
) un bel contributo
ad una conoscenza meno superficiale di un personaggio che ha davvero
lasciato un segno al di là delle tante canzoni",
Leoncarlo Settimelli, L'Unità".
- "Un libro che è un cantico di poesia tra le luci del
Mediterraneo e il sentimento del viaggio. Si tratta di un libro
che conta. Un libro unico. è su questa linea che ne ha tratteggiato
un profilo Nicola Vacca,"Secolo d'Italia"
- "È un libro che racconta poeticamente il viaggio di
un cantautore che ha creduto nei valori della poesia. Scritto con
coraggio da una casa editrice coraggiosa. Silvano Trevisani, La
Repubblica"
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