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Le BiELLE RECENSIONI
Claudio Lolli
La terra, la luna e l'abbondanza

Bellissimo e clandestino

di
Leon

C’è un disco bellissimo e clandestino che gira (poco, sennò che clandestino sarebbe?) per l'Italia- E' bellissimo, ma non lo sa quasi nessuno. Non è un disco facile. Dentro questo disco un uomo parla, racconta, sproloquia a volte, di sicuro fa poesia e l'altro suona, suona una chitarra trattata ("Ma trattata molto bene" come dice l'omino in nero che parla) e fa cadere cristalli di note sulla poesia dell'Omino.

Che una volta cantava, ma ora non canta più. Parla nei dischi, forse perché ha figli da mantenere, di sicuro perché ha cose da dire. L'omino in nero è il nostro poeta, l'altro è il suo chitarrista, la sua anima, il suo cantare congelato in parole, fattosi musica. Paolo Capodacqua e Claudio Lolli (o viceversa) alla prese col reading dei testi di Lolli con cui da 15 anni, insieme, girano l'Italia.

Questo emozionante spettacolo è stato registrato in disco da Storie di Note in "La terra, la luna e l'abbondanza" che accompagna il libro omonimo. Grande documento a cospetto del cielo questo disco! Eppure non piacerà a nessuno e quasi nessuno lo sentirà. Perché è accoppiato a un (brutto) libro di Jonathan Giustini che non aggiunge nulla alla conoscenza di Lolli che si può avere dai suoi concerti o dall'ascolto dei dischi. Un libro senza teoria di fondo, senza niente da dimostrare, senza nulla da capire. A fronte del quale c'è un disco che è, invece, un'emozione. Nessuno ne parlerà mai e nessuno lo voterà mai al Club Tenco (giuro che ci ho provato!) ma un disco che annovera in ordine "Curva Sud", "La fine del cinema muto", "La ballata del Pinelli", "Analfabetizzazione", "Dita", "Borghesia" e altro, come lo si può definire?

Per me è un'emozione grande. Non solo, ma "La ballata del Pinelli" di Lolli/Capodacqua non esisteva su cd, fino ad ora. L'unico modo per ascoltarlo era scaricarlo da Bielle (www.bielle. org). Forse non a tutti farà lo stesso effetto, ma "Curva sud" è quella meraviglia di canzone che fa: "Senti che aria di fasci stasera, stanotte /stasera mi lasci, lo so, non potrò/ io lo so, non potrò più dormire con te.../ L'Italia è un aliante sospeso nel troppo / silenzio su un cielo confuso, una scritta / rèclame che ci osserva dal blu, ed è dipinta di blu /si apre uno stadio fantasma, una luce /accecante, ma senza notturna, si sentono /i cori, bestemmie infelici, della curva Sud, /e i disperati stanno male, soli e lontani anche dalle parole...".

Se poi chiudiamo con "Quando la morte avrà" e "Angoscia Metropolitana" o "Adriatico" ("Non ci sono olandesi a Rimini/ a parte qualche turista, /non ci sono ingegneri idraulici /con progetti di riconquista, /non ci son terre da recuperare /niente battaglie, tutto a posto /sembra che debba averla vinta il mare...") siamo di fronte a un canzoniere che raccoglie alcune tra le più belle parole mai scritte in canzone in Italia e tornate parole, disidratate, scabre, essenziali. Solo parole e concetti e immagini e idee.

In sintesi, riassumendo, solo Claudio Lolli, ma all'essenza: il cuore, tagliate via la testa e la coda, fatte sobbollire le vinacce e vaporizzate negli alambicchi del professor Capodacqua. Cibo per la mente, gioia a pensare che ci sia chi sa scrivere così, chi non si arrende, chi non si piega, né si ritira, né si gloria di quanto ottenuto. Signori, silenzio: si spengono le luci, sul palco escono due strani clown. Vicino a una pianta senza foglie si guardano in giro e iniziano a grattarsi le pulci dell'esistenza. Vladimiro ed Estragone? Aspettando Godot? Lolli e Capodacqua? La terra, la musica e l'abbondanza.

Claudio Lolli
la terra, la luna e l'abbondanza

Stampa alternativa, libro + Cd 2003
Nelle librerie

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