| Trenta
euro d'inutilità
di Giorgio Maimone
Se
vi fosse venuto il dubbio, toglietevelo. Il disco più inutile
della stagione 2002 è questo. Venduto, peraltro a prezzo
da affezione. Dopo ascolti ripetuti continua a mancarmi un qualsiasi
momento per cui qualcuno dovrebbe comprare questo disco. Documento
di una grande tournee? Mah? La tournee forse sì, il documento
no. Novità? No. Versioni originali? No. Variazioni sostanziali
in evergreen? No. Versioni migliorative? No. Alternate takes per
collezionisti. Nemmanco. E allora perché spendere oltre 30
euro per questa collezione? È evidente che De Gregori ha
fatto questa "marchetta" per ottenere dalla Sony il permesso
di fare un disco in cui credeva sul serio come "Il fischio
del vapore". Qui siamo alle "fiorellate" da sabato
sera. E non ci si riferisce alla Mannoia.
Particolarmente
irritante in tutto il disco la presenza di Pino Daniele,
un personaggio che nemmeno col candeggio sarei mai riuscito ad accostare
a De Gregori. Daniele la fa da protagonista. Sempre presente a fare
il "Santo & Johnny" della situazione. Con questa
irritante chitarrina spiritata a commentare come non si deve classici
che non avevano bisogno di essere così maltrattati,
Imbarazzanti poi, nel clima generale,
le canzoni di Ron. Buon mestierante, autore che
ogni tanto azzecca qualche colpo, Ron si porta dietro un repertorio
su misura per Gianni Morandi. Le statistiche di vendita ce lo danno
parecchio appannato negli ultimi anni e forse per lui il tour è
servito come rilancio.
La Mannoia non aveva
dischi nuovi in giro e l'ultimo non aveva fatto stravedere né
critica né pubblico. L'unico personaggio sull'onda era De
Gregori, "il più amato dagli italiani".
Maitre a penser che mette d'accordo più generazioni, personaggio
carismatico, introverso, solitario e affascinante. De Gregori che
tutti indicano più o meno apertamente come il personaggio
di punta del nostro cantautorato dalla scomparsa di De Andrè
in poi.
E Francesco si presta, anzi si regala,
sputtanandosi anche a cantare in napoletano "Napul'
è" in una versione non memorabile (in fondo
anche Gaber ha scritto "A pizza"). Ma non è un
caso unico. Non c'è nulla di memorabile tra le lunghissime
spire delle 26 canzoni di questi due cd. All'apice della vergogna
accedono una "Treni a vapore" che Fiorella
fa senza anima e De Gregori concia a mal partito, per passare poi
al controcanto di Pino Daniele in "Alice" e
toccare il punto più basso con le "smandolinate"
sotto a "Generale". No, dico "Generale"!
Ma quali mandolini! È una canzone drammatica. Ne fanno una
versione da posteggiatori. Molto dylaniana invece "Niente da
capire" che però funziona a corrente alterna. Ispirata
"La Storia". Degna "Buffalo Bill",
nobilitata dalla Mannoia.
In totale sette canzoni per De Gregori,
6 di Ron, 6 di Pino Daniele e 7 dal repertorio della Mannoia: un
buon equilibrio spartitorio da manuale Cencelli, ma anche un discreto
campionario della fiera delle inutilità.
Con la stessa cifra ci si porta a
casa il live 1975 di Bob Dylan. Non potete avere dubbi!
Daniele,
De Gregori, Mannoia, Ron
In tour
Sony - 2002
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aggiornamento: 23-04-2004 |