| Il
jazz si addice a Battisti
di Giorgio Maimone
Se
"il lutto si addice ad Elettra", il jazz si addice a Battisti.
Io ho una particolare predilezione per i tributi fatti in vita,
senza aspettare che l'ggetto del tributo sia defunto. Non so perché
ma mi sembrano tributi dettati da principi meno macabri e funerei.
Purtroppo avviene quasi sempre il contrario. E' per questo che quando
ci si trova davanti a un "Canti randagi" o "Disertori"
o a un disco come questo si può sorridere ed evitare di scadere
in bassi maneggi della destra economica al fine di scongiuro. Di
"Ci ritorni in mente" si può forse dire di tutto,
ma non che sia un disco tetro. Un po' aiutano le canzoni di Battisti
(e in questo caso quasi mai anche di Mogol. Nel senso che spesso
è solo musica) e molto le esecuzioni, tutte senza timor accademico
alcuno.
Potrebbe pure essere che il fatto di accostare un nome della cosiddetta
"musica leggera" (ma ricordatevi che "è tutta
musica leggera, la dobbiamo imparare") abbia sciolto le briglie
della fantasia. Può anche darsi che i grandi nomi impegnati
invece credessero nella struttura armonica e armonicamente felice
delle canzoni di Battisti. Se togliamo le interpretazioni al femminile,
tutte molto valide, ma tutte mineggianti, anche se non in modo fastidioso,
l'approccio generale è molto interessante e intenso. Stranamente
la cifra comune che risalta da queste canzoni asciugate, disidratate,
ridotte ai minimi termini e poi rivestite è una malinconia
di fondo molto più forte che negli originali.
I nomi, dicevamo, non sono da poco nell'ambito del jazz
italiano, a partire da Enrico Rava che rifà
a modo suo "E penso a te". Maurizio Giammarco
col suo trio e Franco d'Andrea rifanno "Nel
sole nel vento nel sorriso e nel pianto". Roberto Gatto
si prende cura di "Don Giovanni", mentre Sergio
Cossu e Paolo Fresu curano "Le cose che pensano"
(queste ultime due canzoni dal periodo Panelliano del nostro). Le
voci appartengono invece a Mia Martini
con "Pensieri e parole" (e Giammarco che suona con lei),
Mango con "Non è Francesca" suonata
da una Big Band. Antonella Ruggiero con "Il
nostro caro angelo" e l'Italian Repertory, Tiziana
Ghiglioni con "Emozioni" e Rosanna Casale
con "Aver paura di innamorarsi troppo".
Restano poi una serie di nomi che immediatamente dicono poco, come
i Six Mobiles che fanno "I giardini di marzo"
o i Guitar Madness con "Questo folle sentimento"
o ancora i Libens con "Amarsi un po'",
poi andando a spulciare i singoli nomi troviamo, sotto queste sigle,
Mario Arcari, Danilo Rea, Flavio Boltro, Battista Lena,
Paolino Della Porta ed altri illustri o meno illustri protagonisti
del jazz italiano.
Come dicevamo la sensazione è unanimente positiva: il disco
scorre dall'inizio alla fine che è un piacere ascoltarlo
ed è davvero difficile scremare un brano dall'altro ed assegnare
stellette o titoli di merito. Diciamo che emozionante è la
"E penso a te" sonorizzata da Enrico
Rava che porta a un livello sublime lo struggimento implicito nella
canzone. Molto bella anche la "Don Giovanni"
di Roberto Gatto che fa giustizia di chi diceva che le canzoni del
secondo periodo di Battisti sono inascoltabili. Curiosa la versione
di "I giardini di marzo" fatta solo con
fiati (sei, infatti sono i Six Mobiles: sax soprano, oboe, trombone,
corno francese, sax baritono e clarinetto basso). Una bella sfida
per una canzone nota per il suo intro di chitarra acustica!
Peraltro i Guitar Madness, pur lavorando su materiale più
affine come la chitarristica "Questo folle sentimento",
la rendono tutta con tre chitarre elettriche, basso e batteria.
"Pensieri e Parole" solo per sax, tastiere
e voce di Mia Martini è mineggiante sì, ma bella,
come pure emoziona "Emozioni" di Tiziana
Ghiglioni con solo voce, trombone e chitarra synth, ma insomma,
come state vedendo non ne lasciamo fuori nessuno.
I tempi sono ovviamente rilassati, molte canzoni durano attorno
ai 6 minuti e tutte sopra i 4. Il disco infatti è strapieno,
offre oltre 70 minuti di musica di alto livello, fino al punto da
dover lasciar fuori alcune canzoni che invece sono state annunciate
all'interno del libretto, come una "10 ragazze" eseguita
dalla Big band che suona con Mango o una "Canzone della terra"
di Pietro Toniolo e Riccardo Zegna, che si rifanno
però chiudendo il disco con "Umanamente uomo,
il sogno", una "minore" battistiana, breve
ma sfiziosa, dove il famoso mugolio di Battisti viene reso dal sax.
Insomma, è difficile da trovare, ma se capita, cercate di
dargli un ascolto.
AAVV
"Ci ritorni in mente"
Gala - 1991
Raro, in qualche negozio di dischi
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aggiornamento: 05-09-2005 |