| Il
valore della memoria
di Silvano Rubino
II
14 gennaio del 1945, a Casorzo, nell'astigiano, i nazi-fascisti
rastrellarono 13 partigiani appartenenti alla Banda Tom. I tredici,
giovanissimi, vennero fucilati il giorno dopo a Casale Monferrato.
L’Italia, soprattutto quella del Nord, è piena di queste
storie. Ogni città, ogni paese ha le sue, custodite e tramandate
da chi le ha vissute da protagonista diretto, ma anche da chi ha
a cuore che la memoria non sbiadisca, che il valore fondante della
Resistenza non si trasformi solo in una formula priva di significato.
Ci sono tante maniere per combattere l’oblio. La canzone è
uno di questi.
E
gli Yo Yo Mundi da tempo se ne sono resi conto, divenendo protagonisti
della nobile tradizione della canzone impegnata. A 10 anni dalla
partecipazione al progetto Materiale Resistente
tornano sul tema con un nuovo mini cd e con un nuovo spettacolo
(andato in scena a Casale Monferrato lo scorso 15 gennaio) pensati
e realizzati per il Sessantesimo anniversario della Liberazione.
La nobile tradizione
della canzone impegnata, dicevamo. Incarnata, per esempio, dai Gang,
che della Resistenza hanno fatto uno dei nuclei fondanti della loro
poetica. Non a caso, quindi, la canzone di apertura, “Tredici”,
una ballata che narra l’episodio di Casale, è impreziosita
dalla voce di Marino Severini. La fisarmonica di
Fabio Martino ci conduce per mano dentro l’atmosfera
epica e struggente (ma mai inutilmente enfatica) di questo disco,
che prosegue con “The partisan”, canzone
della Resistenza francese a suo tempo portata al successo da Leonard
Cohen. Una versione bellissima, arricchita di inedite melodie,
con due ospiti: il chitarrista e cantante blues Paolo Bonfanti
e la giovane vocalist Paola Tomalino.
“Festa
d’aprile” è a nostro parere uno dei
momenti più riusciti del cd: composta da Sergio Liberovici
e Franco Antonicelli, elaborando i testi degli
stornelli che venivano mandati in onda dall'emittente partigiana
Radio Libertà (che trasmetteva da Sala Biellese),
comunica tutta la vitalità, l’ingenuità e anche
l’incoscienza dei molti ragazzi che scelsero la Resistenza.
Questi stornelli - fatti di allegri sbeffeggiamenti all’indirizzo
del nemico - ci ricordano che i partigiani erano nella maggior parte
dei casi giovanissimi, che imbracciavano il fucile senza sapere
un granché della guerra e che fecero una scelta di campo
più seguendo l’istinto che in seguito a un profondo
processo di maturazione politica.
“Lamento
per Aureliano” è un brano strumentale dedicato
a Aureliano "Miscel" Galeazzo ucciso
a Volpara il 23 dicembre 1944 dai tedeschi, a soli 16 anni. Chiude
il mini-cd “L'Ultimo Testimone”: un
momento di grande canzone d’autore, in equilibrio tra suoni
acustisti e loop elettronici, in perfetto stile Yo Yo Mundi, dunque.
Il testo, di forte impatto emotivo, è ispirato al volume
"Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana,
8 settembre 1943, 25 aprile 1945" (Einaudi).
Un bel mini-disco che ha un grande valore di testimonianza, dunque,
e che dimostra una volta di più la maturità artistica
raggiunta dagli Yo Yo Mundi, un gruppo capace di contaminare il
suo mondo di musica e parole con la storia (come in questo caso),
ma anche con la letteratura (vedi il caso di "54"),
con il teatro (Banda Tom e 54 sono anche due spettacoli teatrali)
e con il cinema (vedi la sonorizzazione di "Sciopero").
Come a dire che quando c’è talento, i confini stanno
sempre un po’ stretti.
Yo
Yo Mundi
"La Banda Tom e altre storie partigiane"
Mescal/Sony - 2005
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aggiornamento: 16-02-2005 |