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caciaroni per l'estate: musica alla Campari Mixx
di Leon Ravasi
E’
una tendenza ormai, alla quale non riusciremo a scampare (o a scappare).
Sarà l’estate, sarà questa voglia di leggerezza
arrembante che le tetraggini del Governo Berlusconi inducono in
molti per contrasto, sarà che ci siamo consumati troppo la
testa in menate intellettualistiche negli ultimi anni, ma è
un dato di fatto che i gruppi di ska, raggae, uptempo, rockabilly
e quant’altro si voglia annoverare sotto il genere “caciarone-divertente”
stanno vivendo un periodo di massimo splendore. Godono di ottima
salute i Vallansazka, i Matrioska, i Bassistinti
e ora anche i Solidamor.
Sarà
l’estate, insisto, ma qui si sta tornando ai tempi di Piero
Foccaccia e Edoardo Vianello con centinaia di gradevolissimi motivetti
da spiaggia come la “Oh baby baby balla balla”
di Chubby Checker del 1965, esplicitamente ricordata in
“Balababe” dei Solidamor, gruppo milanese,
di recentissima formazione composta da “un manipolo di 8 musicisti
reduci da svariate esperienze (Vallanzaska, Matrioska, Smarts, Amanita
Muscaria, Nexus, Shandon, e chi più ne ha più ne metta”
come recita il loro comunicato.
E’ patchanka, nel
senso un miscuglione micidiale di ska, rock, punk, rap e samba,
senza dimenticare il reggae da cui tutto origina. In pratica sanno
tanto di quelle bibite letali, il cui capostipite è il Campari
Mixx (con figliolanza Havana Loco e Bacardi Breezer) che, per quanto
sai che ti uccidono pian piano costituiscono il piacere massimo
della giornata d’estate, in particolare se passata su una
spiaggia italiana. E’ l’unico modo per vedervi spuntare
palme, sabbia fine e donne dal fondoschiena dialogante. Tale e quale
questo genere di musica.
Il che vuol dire che,
a seconda dell’uomo del momento un brano come “Un paradiso
per noi” ti può fare sorridere, divertire, irritare
o spingere a gettare il disco fuori dalla finestra o direttamente
in mare. Dipende molto da quanto caciarone ti senti a tua volta.
Sinceramente mi attirano di più le caciare dei Bassistinti
che non quelle dei Solidamor, ai quali però bisogna dare
atto di avere un “tro” che non deflette nel corso del
disco nemmeno di un’unghia.
“Solidamòr
– è correttamente spiegato nel comunicato stampa -
nasce dalla voglia di fare festa, di suonare dal vivo, di sudare
sul palco e di far sudare giù dal palco. Di buttare fuori
tossine e di pulire per bene tutti i pori della pelle. ‘Solidamòr’
è il loro primo disco, è stato registrato in un vecchio
mulino e include quattordici brani, cantati in varie lingue, molto
eterogenei tra loro. Il 1° singolo ‘Balababe’ li
rappresenta al 100%”.
Solidamor
"Solidamor"
AkwabaRecords - 2004
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aggiornamento: 14-07-2004 |