| Rapito
tra riflessi di luna, labbra di miele, principesse e arcangeli
di Giorgio Maimone
Ascolto
e riascolto “In search of Simurgh” per cercare di capirne
i significati, per cercare di spremere fuori dai solchi qualcosa
che ancora mi sfugge. La metafora del volo, una musica aerea che
mi pervade, dolcezza a strati come in una millefoglie, ma anche
qualcosa di più. Sempre ridicolo che da vecchio agnostico
totale mi metta a parlare ora di spiritualità, per quanto
laica. E poi forse non è nemmeno questo. Io credo che ci
sia carne palpitante perfino nelle Scritture e quindi anche nelle
favole Sufi del duo italo-palestinese, “In search of Simurgh”
è infatti il nuovo disco dei Radiodervish un progetto che
trova ispirazione nell'opera letteraria “Il verbo degli uccelli”
(Mantiq at-Tayr) dell'autore persiano Farid ad-din Attar (XII secolo).
Il libro - informano le classiche
note informative - è un classico della letteratura sufi che
narra dell'impresa che gli uccelli, riuniti a convegno, decidono
di compiere alla ricerca del loro Re, il Simurgh. Un viaggio metaforico
attraverso cui Attar dipinge un affresco meraviglioso di un'umanità
composita popolata da re e principesse, da schiavi dal petto d'argento
e da fanciulle dal volto di luna, da arcangeli che parlano con gli
uomini e da sufi erranti pazzi d'amore. La conclusione più
semplice che potrei trarre è che, di ascolto in ascolto,
mi sto rincoglionendo. Sennò da dove trarrei spunto per interessarmi
di arcangeli e principesse, di labbra di miele, delle infinite magie
della luna e delle bellezze senza fine delle donne?
Siamo chiusi in un Nirvana, in cui
ogni nota ha uno suo spessore, ogni movimento musicale ti porta
un'onda alla quale aggrapparti e dalla quale lasciarti trascinare
sulla fragile zattera, che non ti aiuta, del tentativo di interpretazione
e comprensione. Capisco poco, ma mi lascio andare e mi accorgo che
il movimento del mare è, da qualche luogo misterioso del
mio essere, in sintonia coi movimenti dei miei fluidi di dentro.
Ipnotizzato ascolto e riascolto e dopo un po' mi lascio facilmente
traviare, abbandono le difese, comprese le residue remore intellettuali
e cedo senza remissione alla suggestione della fiaba.
Ci sono momenti in cui non è il caso di chiedere. E Michele
Lobaccaro e Nabil Salameh, ossia i Radiodervish, sanno colpire basso,
sotto la cintura del sentimento e sopra quella dello spirito, arrivando
a comporre una sorta di suite che scavalca i linguaggi (arabo, inglese,
italiano) sulle ali di un dolcissimo movimento di archi, arrangiati
in modo divino da Saro Cosentino (Battiato e dintorni, tanto per
dare un riferimento storico, ma soprattutto "regista"
in fase di produzione anche dell'interessantissimo "Sorella
sconfitta" di Massimo Zamboni).
Parlavamo di onde, ma le onde di
questo disco non si increspano mai, perché si miscelano con
l'aria che sostiene il volo degli uccelli e fanno levitare le immagini
che le parole suggeriscono. Parole comunque con le ali, dedicate
all'Upupa, alla Falena, alla Fenice, ma anche ai portatori d'acqua
(Al Maya) e agli amori di Layla e Majnun
(non so perché, ma questo nome mi suona famigliare. Forse
perché è il mio?). Due i vertici assoluti: l'iniziale
"Upupa", 2'58" di solo musica celestiale
che richiama in parte le atmosfere di "La stanza del figlio"
di Nicola Piovani e i 4'49" di puro distillato di paradiso
forniti da "Bustan".
Ma non si possono trascurare i 15'29" di viaggio interstellare
della conclusiva "Cento Mondi", quando
il librare per aria nel mondo degli uccelli, diventa uno staccare
l'ombra da terra ancora più ampio che ti porta oltre i confini
dello spazio profondo, con suggestioni rinforzate dalle voci remote
e spezzate degli astronauti in sottofondo. Insomma, siete stanchi,
in debito di ossigeno e con la mente appannata? Arrivate a casa,
accomodatevi nella vostra poltrona preferita, chiudete gli occhi
e fate partire "In search of Simurgh". I Radiodervish
non saranno la panacea per tutti i mali, ma conoscono i linguaggi
che parlano tra loro gli angeli. Oppure mi sono rincoglionito. A
voi l'ardua sentenza.
Radiodervish
"In search of Simurgh"
Manifesto Cd / Cosmasola - 2004
Nei negozi di dischi
Ascolti collegati
Ultimo
aggiornamento: 04-05-2004 |