| Il
morbido viaggiare degli Acustimantico
di Silvano Rubino
Arriva
al capitolo numero tre il viaggio musicale degli Acustimantico,
un viaggio guidato sempre dalla loro “attitudine musicale
obliqua” (come loro stessi la definiscono), aperto quindi
a molteplici influenze, appoggiate su un morbido tappeto acustico.
In “Santa Isabel”, come i precedenti interamente autoprodotto,
ritroviamo la cifra stilistica del gruppo romano: la contaminazione,
tra musica d’autore, jazz, ritmi balcanici, melodie mediterranee,
avanguardia. Questa volta, però, la miscela che ne scaturisce
è dominata da una prevalente tonalità intimista, riflessiva.
La
danza balcanica esplode solo in due episodi del cd, “Musica
Immaginaria” e in “Pablo Garcia e gli
altri”. Il primo è quasi un manifesto di poetica,
compilato da Danilo Selvaggi, autore dei testi
e, in quanto tale, membro a pieno titolo del gruppo (cosa che la
dice lunga sull’importanza data dagli Acustimantico alle parole):
“suonava solo musica immaginaria/ per non cadere ancora in
tentazione/ di fare della musica/ la grande etica/ il doppio esatto
della rivoluzione”. Un’esplicita scelta di campo
“disimpegnata”: niente grande etica, ma un invito “a
lunghe traversate immaginarie”. “Pablo, Garcia
e gli altri”, introdotta dalla lettura della poesia “Osterie”
di Alda Merini, è un omaggio ai grandi poeti, immaginati
a gozzovigliare in una notte di “chiasso e ribellione”.
Per il resto,
l’invito al viaggio degli Acustimantico privilegia la nitidezza
dei suoni, la ribalta per ciascuno degli strumenti (chitarre, violino,
sax e flauti, percussioni, contrabbasso, pianoforte) piuttosto che
l’energia dell’insieme, l’allusione piuttosto
che la narrazione. A cominciare da “La strada verso
casa”, brano di apertura del cd, che introduce subito
nel tema del viaggio, partendo dalla fine, dal ritorno, che non
è mai facile, ma è “una lunga salita e discesa...
“. La voce di Raffaella Misiti è
suadente, lieve, ma teatrale quel tanto che basta a scandire perfettamente
le parole, a lasciare ai testi il loro legittimo spazio sulla musica.
Il viaggio è anche esilio, come racconta su note di puro
jazz “Emanuel Carnevali va in America”,
ma anche eterna incompiutezza: “Metà canzone”,
brano in cui la dimensione acustica trova una purezza quasi cristallina.
“Conseguenza
di un nome” è una lentissima ballata pianistica,
che testimonia che gli Acustimantico, nella loro libera condizione
di produttori di se stessi, sanno anche scegliere canzoni difficili,
sia nella melodia, che richiama alle avanguardie, sia nel testo,
quasi una riflessione filosofica. “Coda di topo”
è uno scanzonato blues che prende in giro se stesso: “è
uno scandalo del linguaggio/ dire topo in un brano d'amore”.
“La canzone dell’equilibrio” è
un’ispirata parentesi più vicina alla tradizione dei
cantautori impegnati, una parentesi rispetto all’intimismo:
muove dal paradosso linguistico (“quando il buon dio inventò
il mare/ per equilibrio dovette inventare/ il mal di mare”)
per arrivare a una garbata satira (“quando il buon dio,
per leggerezza,/ creò il governo di questa nazione/ per equilibrio
dovette invocare l'assoluzione”). "Santa
Isabel" (un’isola scelta a casa sull’Atlante,
spiegano gli autori, un luogo dell’anima, si potrebbe dire
con un’espressione un po’ abusata) è un raffinato
intermezzo pianistico che reintroduce al tema del viaggio: “Distanza”
chiude il cd con un altro limpido esempio dello stile Acustimantico,
con una musica che si fa atmosfera, al servizio di un testo altrettanto
evocativo, in cui la distanza viene vista come un filtro per vedere
meglio la realtà.
Insomma, non
scegliete Acustimantico se siete a caccia di emozioni forti, di
messaggi inequivoci e diretti, di “caciara” musicale.
Fatelo se siete in cerca di suggestioni, contaminazioni, testi più
intimisti che narrativi. Siamo di fronte a un lavoro maturo, convincente,
frutto di una ricerca attenta (molto del lavoro preparatorio si
è svolto a Ventotene, in una villa a picco sul mare), che
può piacere più o meno, ma al quale va riconosciuto
il merito di prendere il mestiere di musicanti e cantautori molto
sul serio. Proprio per queste sue caratteristiche il disco può
lasciare in bocca una leggera sensazione di freddezza, di un eccesso
di testa a scapito del cuore. Un sapore che scompare, però,
quando i 6+1 salgono sul palcoscenico e suonano dal vivo.
Gli Acustimantico
sono: Raffaella Misiti, voce, Stefano Scatozza,
chitarra, bouzuki, musiche, Marcello Duranti, sax
soprano e baritono, clarinetto basso, flauti, Carlo Cossu
, violino, canto armonico, Paolo Graziani,
contrabbasso, Massimiliano Natale, batteria e percussioni,
Danilo Selvaggi, testi.
Acustimantico
"Santa Isabel"
Autoprodotto - 2004
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aggiornamento: 12-09-2004 |