| No,
non è il nuovo disco di Ligabue
di Leon Ravasi
Ligabue
ha proprio fatto un bellissimo nuovo disco di rock. Un rock ruvido,
ruspante, da buon emulo del boss. L’ombra del truce Bruce
(Srpingsteen) è sempre lì, dietro, in attesa. Ascolta
e approva. E Luciano ci dà decisamente dentro, pigia sul
pedale dell’epica, spinge le chitarre sui territori del blue-collar-rock
e racconta tante “storie piccole”, ma piccole davvero:
storie di cameriere nelle birrerie, storie di corse in macchina
e rifugi, storie di amicizie maschili, di radio che parlano nella
notte, di strade che scorrono veloci.
Tra la via Emilia e il west,
insomma, ancora una volta. Ma il risultato è assolutamente
gradevole, la voce di Luciano è “in parte” e
il personaggio risulta credibile, popolaresco, ma reale.
Come? Non è Ligabue?
Ma … ha la stessa voce? Gli stessi riff di chitarra? La stessa
alternanza tra ballata e brani più tirati…Basta con
gli scherzi. Non è il nuovo disco di Ligabue, ma è
senz’altro un disco che funziona a “Lambrusco e popcorn”.
Graziano Romani è bravo e si sente. Il disco è coinvolgente
e suona sincero. Le assonanze con Ligabue (e, per sillogismo, col
Boss di cui Romani ha appena pubblicato un album di cover) ci sono
ma non disturbano, anzi.
Per un Boss-dipendente come
me sono miele per le orecchie. Il disco propone una dozzina di canzoni,
non recentissime, perché Graziano le ha scritte nel corso
degli ultimi sei anni, ma non è mai riuscito a pubblicarle
finora, proponendole però spesso dal vivo, durante i concerti.
Miopia delle case discografiche. Ma non è una novità.
L’importante è che ora siano uscite e che si possa
sentire, tra le altre, una cover convincente di “Rimmel”.
Sì, proprio il brano di De Gregori che non esce triturato
dalle voce rasposa del ragazzo della via Emilia:“Uno dei brani
più importanti del rock di casa nostra lo definisce
Graziano nelle note di presentazione Giurai a me stesso che
prima o poi l’avrei interpretata e ho mantenuto la promessa”.
Non è il solo punto alto del disco: spiccano “Tre croci”,
“Lei ballerà” (dedicato alle cameriere della
birrerie), “Una storia piccola” e soprattutto “Augusto
(canta per noi)”, dedicata al “fratello-grande”
Augusto Daolio, ex voce dei Nomadi, da un giovane Graziano a metà
degli anni ’70 (ma la scrittura della canzone è più
recente).
Insomma: un ottimo disco, rude
e schietto. Lambrusco, appunto. Con appena un fondo di popcorn ….
Storie
dalla via Emilia
Graziano Romani
Freedom rain 2001
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aggiornamento: 07-11-2004 |