Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Punkreas: "Quello che sei"

Una ripartenza col piede giusto
di Leoncino

Il passo falso era stato compiuto con "Falso", il penultimo lavoro che non era all'altezza di "Pelle" o dei precedenti e che aveva fatto pensare che oramai per i Punkreas, nonostante il sempre alto successo di pubblico, fosse iniziata una fase di involuzione che li avrebbe portati all'abbandono delle dinamiche più forti della loro produzione, nel tentativo di ampliare il bacino di utenza, slittando quindi verso un pop piacevole, ma molto easy listening, senza rabbia né ironia. "Quello che sei" arriva a riportare un po' le cose a posto. E' chiaro che ci muoviamo sempre nell'ambito ristretto dello stesso tipo di musica dell'esordio, un garage-punk stentoreo con quale spruzzata di reggae e di ska, ma è bello ritrovare grinta e voglia di incidere tra i solchi del loro nuovo lavoro.

E' tutto punk, insomma, ma suona bene e l'ascolto dei testi rincuora. E' ancora un invito a non mollare e a trasgredire quando vogliono impedircelo. Il volume è alto e la presa delle chitarre non stacca di un centimetro l'aghetto del meter dal rosso stabile, ma non mancano momenti, se non più rilassati, almeno più divertenti: "L'uomo con le branchie", iper-realista fanta-parabola sull'uomo con le branchie che "sono cresciute il giorno che / l'indice di inquinamento / è arrivato a 103". Da scompisciarsi il ritornello: "Glu glu / saluto i pesciolini / bau bau / spavento i pescecani".

Peraltro anche l'iniziale "American dream" che si scaglia contro il sogno americano, portato per il mondo a colpi di mortaio e che inizia con una para-citazione da "C'era un ragazzo che come me" di Gianni Morandi ("c'era un ragazzo non proprio come me / che amava andare da McDonald's ad ascoltar gli 883") ha dalla sua un'impronta marcata e uin deciso schierarsi contro le guerre che si nascondono dietro la bandiera a stelle e strisce.

Il capitolo politico trova però forse il suo momento più alto o comunque più interessante in "Fratello poliziotto". "Polizia dappertutto / giustizia no!/ ... /( E' certo che nessuno mancherà di notare il duplice vantaggio di una polizia locale / l'agente di quartiere dirà all'imprenditore / se bruci qualche negro / non sporcare per favore/ .../ Alla mattina sgombero di un'altra palazzina / l'immobiliare prospera, la gente va in rovina / al pomeriggio scarichi la nuova suoneria / faccetta nera prima nelle chart di polizia". Già un mini classico nel suo genere.

Come pure dovrebbero andare per la maggiore tra lo zoccolo duro dei fans dei Punkreas, "Ultima notte" e "Bastardi", i più battuti dalle radio. Il primo classico pezzo aggressivo che sfocia incongruamente in un valzerino nel ritornello e il secondo che invece parte lento e prosegue come morbido ska. I primi 15.000 cd messi in vendita contengono, come omaggio-invito, un dvd video con il filmato di "Canapa" (presente su "Falso") e una conferenza di Flaco (il chitarrista della band) sulla storia del proibizionismo e sull'uso della canapa.

Punkreas
"Quello che sei"

Atomo dischi /V2 - 2005
Nei negozi di dischi

Ascolti collegati

Ultimo aggiornamento: 08-03-2005

HOME