| Un
ottimo disco da non perdere di vista
di Giorgio Maimone
Ricky
Gianco è uno che ha sempre potuto contare sugli amici. Peraltro
è sempre stato uno sui cui gli amici hanno potuto contare
(e cantare). Infatti la sua vita artistica è sempre andata
a braccetto con altri personaggi. Storico il connubio Gianco-Pieretti
degli anni ’60, da cui derivarono capolavori come “Il
vento dell’est”, “Felicità”, “Celeste”,
“Un aquilone” o canzoni comunque celebri come “Pietre”,
anche se i riferimenti a Dylan e a Donovan erano manifesti (prima
o poi bisognerà stilare una lista dei plagi di Gianco-Pieretti,
anche se più che plagi erano “tributi” si direbbe
ora). Negli anni ’70-80 prende corpo il connubio, mai conclusosi
con Gianfranco Manfredi e anche qui c’è una lunga sfilza
di canzoni da ricordare. Ancora prima c’era stato Celentano,
successivamente Maurizio Camardi.
Gli amici di Ricky sono così numerosi da avergli
permesso di fare un intero album di duetti (“Tandem”
del 2000, dove sfilano De André, Gino Paoli….) e, sempre
per via di amicizia, di incidere un album di rock & roll in
America, spalleggiato da buona parte dei Toto (“E’ rock
& roll”- 1991). Nel 1992 il buon Ricky chiama a raccolta
alcuni di questi amici e si fa aiutare a produrre un cd che raccoglie
parte del meglio della sua produzione. Una produzione che è
sempre rimasta al di sopra degli standard di qualità media
da 40 anni a questa parte e che ha toccato il vertice personale
(perché Ricky è uno che ha scritto moltissimo per
altri) con “Arcimboldo” nel 1978. Il cd in questione
è “Piccolo è bello”.
La tracking list dell’album è notevole,
ma basterebbe a nobilitare il tutto la più bella canzone
mai incisa da Fabrizio De Andrè in duo, ossia “Navigare”,
dove due tra le più belle voci del canto maschile italiano
si intrecciano e si strecciano dando luogo a un’alchimia di
suoni sulle note basse che nessuno riuscirà più a
replicare. “Navigare”, a distanza di 12 anni mantiene
ancora tutto il suo vigore e il momento in cui entra la voce di
Fabrizio è assolutamente emozionante, ma, contrariamente
a quanto succedeva di solito (che dopo l’ingresso di Fabrizio
veniva voglia di togliere il cd perché una magia simile non
si sarebbe più riproposta) qui si resta ad ascoltare con
piacere il ritorno di Ricky ed il gioco della due voci.
Non tutto il disco è qui: composto di pezzi
giù noti e di altre novità, “Piccolo è
bello” allinea tra le ultime “Disneyland” in cui
intervengono con brevi pezzi quasi tutti i comici di grido allora
(Gene Gnocchi, Paolo Rossi, Lella Costa, Angela Finocchiaro e altri),
mentre tra le riproposizioni spiccano “A nervi nel ‘92”
e “Il fiume Po” entrambi tratte da Arcimboldo e Un amore
(una giovane signora), tratto da “Alla mia mam…”
del 1976, l’album che affrancherà Gianco dal pop per
portarlo nel giro dei cantautori impegnati.
Insomma un ottimo disco da riascoltare e da non perdere
di vista. Quasi un greatest hits con una marcia in più.
Ricky
Gianco
"Piccolo è bello"
Fonit Cetra - 1992
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aggiornamento: 27-07-2004 |