| Urticante,
annichilente. Letteratura
di Aprile
Con
una scrittura aggressiva ed a tratti taciturna che sorregge arie
di blues, rock e folk, Francesco De Gregori ci annichilisce con
il suo ultimo album: "Pezzi". Copertina e titolo ne anticipano
il contenuto, sistemato in visioni monocromatiche che, comunque
mescolate, danno l'idea ruvida di ciò che accade dentro e
fuori dal nostro Paese. Dieci brani robusti si dipanano in un urticante,
ma quanto mai autentico, realismo. Vai in Africa, Celestino! è
la conclamata disillusione per ciò che già si è
rovinosamente consumato e che può trovare rimedio solo nella
fuga.
Il monito è quello di sempre: "La Storia siamo noi".
In questa ottica, Numeri da scaricare è il lapidario blues
che ironizza sull'irriverente disinteresse nei confronti di popoli
colpiti da ogni sorta di tragedie: "Puoi pure non guardare/ma
non è possibile che non vedi". Ed ancora in Il vestito
del violinista eleva a massimo crimine la violenza fatta sui bambini
(il riferimento è alla strage di Beslan). Tempo reale prosegue
l'impietosa analisi dei nostri tempi, uccidendo ricordi e speranze
del "Come eravamo".
Gambadilegno a Parigi ha un testo che si ascolta con gli occhi,
tanto bene evoca il grigiore della guerra privo, però, di
quella rabbia dolorosa che le chitarre irrequiete di Il panorama
di Betlemme rendono nella preghiera di un soldato morente (non conta
se palestinese o israeliano): "questa mosca dispettosa/che
vola sulla mia schiena/e ancora non si posa". Canzoni d'amore
squisitamente degregoriane, immerse in eleganti flashback, sono
Parole a memoria e Passato remoto, dedicata quest'ultima al padre
scomparso.
E mentre La testa nel secchio analizza la fragilità dei dubbi
esistenziali, Le lacrime di Nemo-l'esplosione-la fine scivola tra
influenze folk e melodie da romanza su un testo assai mesto. Con
educati e coltivati riepiloghi di Dylan, Cohen, Knopfler e Vecchioni,
De Gregori torna, dopo quattro anni, con un disco poco coinvolgente
nelle musiche, ma con testi degni della più interessante
Letteratura.
Francesco
De Gregori
"Pezzi"
Sony - 2005
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aggiornamento: 30-04-2005 |